Alla Fiera di Rimini sono entrati nel vivo i Campionati della cucina italiana organizzati dalla Federazione italiana cuochi, arrivati alla decima edizione e inseriti nel programma di Beer&Food Attraction di Italian Exhibition Group. Oltre mille chef si stanno confrontando ai fornelli per conquistare un posto sul podio nelle diverse categorie, mentre l’attesa per i risultati finali è fissata a martedì (17 febbraio) sera, quando le giurie proclameranno il team “Campione d’Italia” e i vincitori individuali.

Al via i Campionati della cucina italiana organizzati dalla Fic
Il traguardo del decennale porta con sé un dato che gli addetti ai lavori osservano con attenzione: le iscrizioni sono cresciute e, soprattutto, si registra una presenza più consistente di giovani e di donne. Un segnale che il presidente di Federcuochi Rocco Pozzulo legge come incoraggiante per il ricambio generazionale, tema centrale per un settore che continua a fare i conti con la carenza di personale qualificato. In questo senso la competizione diventa una cartina di tornasole dello stato di salute della professione, perché dietro ogni piatto presentato in gara c’è un percorso formativo, una scuola, un ristorante, un territorio. Proprio i territori, del resto, hanno un ruolo preciso anche nell’impianto dell’evento: Basilicata, Calabria e Sicilia sono le regioni protagoniste delle cene di fine giornata all’interno dell’area “Casa Fic”, dove vengono proposti menu costruiti con prodotti e ricette rappresentativi delle rispettive tradizioni gastronomiche. Una scelta che rafforza il legame tra competizione tecnica e racconto identitario, mostrando come la cucina professionale continui a essere uno dei veicoli più immediati di narrazione culturale.

Nel corso della manifestazione è intervenuto anche il senatore di Fratelli d’Italia Giorgio Salvitti, che ha inquadrato l’iniziativa dentro un discorso più ampio sul peso economico e simbolico della ristorazione italiana: «Anche quest'anno i campionati della Fic si confermano punto d’incontro per professionisti e talenti emergenti con la presenza di migliaia di cuochi. Il contest “Miglior allievo istituti alberghieri” risponde all’obiettivo del Governo di valorizzare le scuole tecniche, per far crescere ancora di più gli ambasciatori del gusto di una ricchezza che da due mesi è patrimonio immateriale Unesco. Investire nella formazione significa garantire continuità, qualità e competitività. Perché la ristorazione italiana è un pilastro della nostra economia, con un giro d’affari che nel 2025 ha raggiunto i 96 miliardi di euro per i consumi fuori casa, comprende circa 330mila imprese e oltre 1,5 milioni di lavoratori trainata dalla spesa dei turisti in servizi di ristorazione che è pari a 23 miliardi. Oltre 250mila ristoranti italiani all’estero sono un asset strategico, ma soprattutto, di conoscenza della qualità enogastronomica made in Italy, grazie a quasi 900 prodotti Dop e Igp. La cucina italiana è identità, impresa, futuro. E i Campionati non sono soltanto una competizione ma sono la dimostrazione concreta della vitalità e dell’unicità della nostra ristorazione. Un comparto al quale il Governo non farà mai mancare il suo sostegno».
Le cifre citate aiutano a capire perché appuntamenti come quello di Rimini attirino attenzione ben oltre il perimetro della gara. Quando oltre mille cuochi si ritrovano nello stesso spazio, fra prove pratiche, degustazioni e confronti tecnici, l’evento smette di essere solo una sfida e diventa una piattaforma di osservazione privilegiata sulle tendenze della professione: si colgono le nuove sensibilità estetiche, l’evoluzione delle tecniche, il rapporto con le materie prime e perfino le aspirazioni di chi si affaccia ora al mestiere.