Il Consorzio di tutela vini Vesuvio ha ufficializzato il rinnovo del Consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028. La decisione è maturata nel corso dell’assemblea dei soci del 12 gennaio, che ha sancito la riconferma unanime dell’intero Cda uscente, confermando la continuità della governance e la fiducia nel percorso avviato negli ultimi anni. Alla guida del Consorzio resta Ciro Giordano, affiancato da Maurizio Russo nel ruolo di vicepresidente. Completano il Consiglio Giovanna Ambrosio, Gabriele De Falco, Rita Rianna, Luigi Romano, Giuseppe Sorrentino e Piervincenzo Tione.

Consorzio Vini Vesuvio, Ciro Giordano rieletto presidente
I risultati del triennio appena concluso
Nel periodo 2023-2025 il Consorzio ha consolidato il posizionamento dei Vesuvio Doc sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale. L’attività di promozione ha favorito una crescita delle esportazioni e una maggiore riconoscibilità delle denominazioni legate al territorio vesuviano, puntando su una comunicazione coerente con i valori identitari dell’area. Parallelamente, il lavoro del Cda si è concentrato sulla tutela delle produzioni locali e sul supporto alle aziende di dimensioni più contenute, promuovendo pratiche enologiche attente all’ambiente e alla sostenibilità. Un approccio che ha contribuito a rafforzare l’immagine del Vesuvio come territorio vitivinicolo distintivo, capace di coniugare tradizione e attenzione alle nuove esigenze del mercato.
Le linee di lavoro per il nuovo mandato
Il Consiglio riconfermato ha ribadito la volontà di proseguire nel solco tracciato, sviluppando nuove strategie di valorizzazione e promozione delle denominazioni. Tra gli ambiti di intervento figurano il rafforzamento delle attività di tutela, l’innovazione legata alla sostenibilità di filiera e l’apertura verso mercati ancora poco esplorati. «La riconferma unanime rappresenta un riconoscimento all’impegno collettivo per la crescita del nostro territorio - ha dichiarato il presidente Ciro Giordano - Guardiamo al futuro con rinnovato entusiasmo. Il prossimo triennio sarà dedicato a progetti che integrano vino, territorio e cultura, con un’attenzione particolare all’enoturismo e alle collaborazioni internazionali». Un programma che punta anche a collegare il patrimonio vitivinicolo del Vesuvio con i siti Unesco dell’area, rafforzando il legame tra produzione, paesaggio e identità culturale campana.