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Dalla cantina Pighin tre nuovi vini che raccontano Grave del Friuli e Collio goriziano

Soreli Collio Doc, Pinot Bianco Friuli Grave Doc e Ribolla Gialla Collio Doc sono le tre nuove etichette della cantina: vini che nascono tra Risano e Spessa di Capriva, due aree diverse per suoli, altitudini e carattere enologico

 
11 marzo 2026 | 19:25

Dalla cantina Pighin tre nuovi vini che raccontano Grave del Friuli e Collio goriziano

Soreli Collio Doc, Pinot Bianco Friuli Grave Doc e Ribolla Gialla Collio Doc sono le tre nuove etichette della cantina: vini che nascono tra Risano e Spessa di Capriva, due aree diverse per suoli, altitudini e carattere enologico

11 marzo 2026 | 19:25
 

IFriuli Venezia Giulia ci sono aziende vinicole che negli anni hanno costruito la propria identità lavorando con costanza su vigneti e territori molto diversi tra loro. Pighin è una di queste. E la storica cantina amplia oggi la propria gamma con tre nuove referenzeSoreli Collio Doc, Pinot Bianco Friuli Grave Doc e Ribolla Gialla Collio Doc. Etichette che mettono insieme due anime produttive distinte ma complementari: da una parte le pianure ghiaiose delle Grave del Friuli, dall’altra le colline del Collio goriziano.

Pighin

Le tre nuove referenze di Pighin

Proprio questa doppia appartenenza territoriale aiuta a leggere il lavoro dell’azienda. La produzione si divide infatti tra due tenute autonome, entrambe collocate in aree tra le più vocate del Friuli-Venezia Giulia. Da un lato c’è Risano, nel comune di Pavia di Udine, dove si estendono circa 160 ettari di vigneti nella denominazione Friuli Grave; dall’altro Spessa di Capriva, nel Collio goriziano, con 30 ettari di vigne situate tra i 150 e i 180 metri di altitudine su una delle colline meglio esposte della zona. Se si osservano questi vigneti più da vicino, la differenza tra i due territori emerge con chiarezza. A Risano dominano terreni di origine alluvionale composti da ghiaia e limo, suoli drenanti che spingono la vite a radicare in profondità e che generalmente restituiscono vini giocati su freschezza ed equilibrio. Spostandosi invece verso il Collio, il paesaggio cambia e lascia spazio alla ponca, la roccia marnosa di origine eocenica tipica di queste colline, capace di trattenere acqua e minerali e di dare ai bianchi maggiore struttura e profondità.

In questo equilibrio tra pianura e collina si sviluppa il lavoro della famiglia Pighin e del suo staff. La filosofia produttiva parte dalla vigna, con una gestione agronomica che privilegia selezioni clonali mirate e densità di impianto elevate. Le barbatelle provengono dai vivai di Rauscedo, uno dei principali poli vivaistici viticoli al mondo, situato proprio nel cuore delle Grave del Friuli. Nei vigneti il sistema di allevamento adottato è il Guyot, con densità che superano i 4mila ceppi per ettaro nella tenuta di Risano e arrivano oltre 6mila nel Collio. Parallelamente, l’azienda vinifica esclusivamente uve di propria produzione, una scelta che consente di controllare direttamente l’intera filiera produttiva, dalla gestione della vigna fino alla bottiglia. L’obiettivo resta la continuità qualitativa dei vini, costruita anno dopo anno attraverso un lavoro attento in campagna prima ancora che in cantina.

Dal punto di vista produttivo, le due aree mostrano dimensioni molto diverse. Nella zona Friuli Grave la produzione annua si colloca tra 12mila e 13mila ettolitri, mentre il Collio contribuisce con circa 1.200-1.300 ettolitri. Una parte importante del vino prodotto prende poi la strada dei mercati internazionali: circa il 70% della produzione viene esportato. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato per fatturato, seguiti da Canada ed Europa - in particolare Regno Unito, Germania, Belgio e Danimarca - oltre a Israele, Asia, Russia, Africa e Oceania. L’attività complessiva coinvolge circa 40 lavoratori, tra personale stabile e stagionale.

Le tre nuove etichette di Pighin

Dentro questo quadro nascono le tre nuove etichette.

Soreli Collio Doc

Uvaggio di Tocai Friulano, Ribolla Gialla e Malvasia, il Soreli nasce nei vigneti collinari di Spessa di Capriva, tra 150 e 180 metri di altitudine con esposizione sud-ovest. Qui domina la ponca, la roccia marnosa tipica del Collio, capace di trattenere acqua e allo stesso tempo garantire buona mineralità ai vini. Le viti sono allevate a Guyot con circa 4.500 ceppi per ettaro. La vendemmia si svolge manualmente, generalmente nella terza decade di settembre, quando le uve raggiungono la piena maturazione. In cantina le uve vengono criomacerate in vinificatore Ganimede. Una parte del mosto fermenta in acciaio, mentre un’altra fermenta in tonneaux e barrique di rovere di Slavonia. L’affinamento prosegue sulle fecce fini fino all’assemblaggio finale. Nel bicchiere si presenta giallo paglierino intenso. Al naso emergono note di albicocca e pesca, seguite da richiami floreali di acacia, zagara e camomilla. Il sorso è fresco, con buona struttura e una persistenza aromatica equilibrata. A tavola accompagna piatti di pesce, formaggi di media stagionatura e preparazioni a base di verdure. Si serve intorno ai 12-14 °C e mantiene le proprie caratteristiche per 3-4 anni.

Pinot Bianco Friuli Grave Doc

Il Pinot Bianco proviene dai vigneti di proprietà nel comune di Pavia di Udine, a 50-60 metri sul livello del mare, con filari orientati nord-sud. Il suolo è di medio impasto con presenza di ghiaia, una caratteristica tipica delle Grave friulane. L’allevamento è a Guyot monolaterale con circa 4.000 ceppi per ettaro. La vendemmia avviene nella prima decade di settembre. La vinificazione si svolge in acciaio inox termocondizionato per circa 15-20 giorni, con temperature tra 16 e 20 °C. Successivamente il vino resta sulle proprie fecce fini in vasche inox a temperatura costante prima dell’imbottigliamento. Il colore è giallo paglierino brillante. Al naso si riconoscono note floreali e fruttate, con richiami di mela e gelsomino. Il gusto mantiene un equilibrio tra freschezza e sapidità, con un finale leggermente ammandorlato. È un vino che si presta ad accompagnare antipasti leggeri, insalate di mare, risotti alle verdure e carni bianche delicate. La temperatura di servizio consigliata è 11-12 °C e la finestra di consumo ideale si colloca entro 2-3 anni.

Ribolla Gialla Collio Doc

Terza etichetta della selezione, la Ribolla Gialla nasce anch’essa nei vigneti di Spessa di Capriva, tra 150 e 180 metri di altitudine, sempre su terreni di ponca. Le viti sono allevate a Guyot monolaterale con una densità di circa 6.000 ceppi per ettaro. La vendemmia manuale si svolge tra la seconda e la terza decade di settembre. La fermentazione avviene in acciaio inox a temperatura controllata, con una piccola parte del vino che fermenta in barrique e tonneaux. Segue l’affinamento sulle fecce fini prima dell’imbottigliamento. Il vino si presenta giallo paglierino con riflessi verdognoli. Il profumo richiama fiori di campo e mela verde. Il sorso è secco, fresco, leggermente citrino, con una struttura generosa e una persistenza delicata. A tavola funziona bene con minestre e risotti di verdure, pesce al cartoccio o bollito, carni bianche, ma anche con salumi e ricotta affumicata. La temperatura di servizio ideale è 12-13 °C e il vino può evolvere per 3-4 anni mantenendo equilibrio e tipicità.

Pighin
Via Grado 11/1 - 33050 Pavia di Udine (Ud)
Tel +39 0432 675444

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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