Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
giovedì 09 febbraio 2023  | aggiornato alle 06:43 | 91713 articoli in archivio

Da passione a professione Il percorso del barman Bagini

Il giovane bergamasco ha scoperto l’amore per il mondo del bar durante gli anni dell’università. Abbandonati gli studi, ha scelto di dedicarsi a questo lavoro, guidato da importanti personalità di Abi Professional.

 
18 giugno 2020 | 09:30

Da passione a professione Il percorso del barman Bagini

Il giovane bergamasco ha scoperto l’amore per il mondo del bar durante gli anni dell’università. Abbandonati gli studi, ha scelto di dedicarsi a questo lavoro, guidato da importanti personalità di Abi Professional.

18 giugno 2020 | 09:30
 

Chi lavora a Bergamo sa che, dopo averlo dichiarato, l’interlocutore domanderà: “Berghem de sura o de sota (Bergamo alta o bassa)?”. Un classico, fino a prima della pandemia. Ora invece dichiarare di lavorare a Bergamo significa ricevere domande su quanto è accaduto e se si è rimasti personalmente coinvolti. Giorgio Bagini è nato nell’hinterland bergamasco, territorio operoso e comunque provinciale, con un forte campanilismo, legato alla tradizione e alle storie contadine che erano l’humus territoriale della Bergamo raccontata da Olmi. Tradizione e modernità sono le derive cha hanno portato Giorgio a coltivare la passione per il bar.

Con gli studi all’istituto turistico Leopardi a Bergamo inizia un periodo fatto di alti e bassi. Consegue il tanto agognato diploma di tecnico del turismo. E si sa che la nostra nazione è un coacervo di attività turistiche che muovono una grossa fetta di business così come richieste di validi operatori. Iniziando l’università, Scienze politiche alla Statale di Milano, si delinea in lui una debole propensione per lo studio. Lavorando in un pub per mantenersi gli studi si rende conto di avere una grossa opportunità. Lavorare tra la gente e sentirsi immerso nell’atmosfera festaiola che contraddistingue il pub gli piace, decide così di interrompere gli studi.

Da passione a professione Il percorso del barman Bagini

Giorgio Bagini

Dal pub vicino a casa ad altre esperienze in bar, american bar e discoteche, il mondo dell’intrattenimento gli diventa sempre più famigliare e consono alla sua giovane età. Da timido ragazzino a barman affermato il passaggio è lungo, ma questo periodo che si chiama gavetta è quanto serve a trasformare una passione per farla divenire una nobile professione. Ora Giorgio lo troviamo sulla pedana principale di “In Croissanteria Lab” a Carobbio degli Angeli (Bg) a dispensare perfetti cocktail classici e creazioni fantasiose che deliziano il palato dei numerosi e raffinati frequentatori del locale.

Chiediamo a Giorgio quale è stata la scintilla che ha scatenato la passione per il mestiere di barman. La sua risposta è stata semplice e diretta: «Lavorare dietro ad un banco era faticoso, ma mi piaceva tantissimo avere a che fare con i clienti, all’epoca non ero preparatissimo ma ogni reazione positiva in chi servivo mi dava fiducia nell’andare avanti e nel cercare di prepararmi al meglio per il servizio del giorno dopo».

Diretta e schietta è anche la visione del futuro di Giorgio: «Forse più un sogno, in realtà, è quello di avere un locale tutto mio, ma la strada è ancora lunga, ho tanto da imparare. Come si dice, “chi vivrà vedrà”, giusto?». Nell’imprinting di Giorgio Bagini ci sono personaggi del bartending famosi non solo a livello nazionale ma anche internazionale, come Ezio Falconi e Fiorenzo Colombo (soci fondatori di Abi Professional), grandi maestri e fulgido esempio per molte generazioni di barlady e barman di successo. Da loro ha tratto spunti utili per poter intraprendere il cammino della sua ascesa professionale.

Entrare a far parte di Abi Professional è stato in effetti un passaggio rivelatore: «Mi sono avvicinato ad Abi Professional grazie a Fiorenzo Colombo prima e ad Ezio Falconi poi, grandissimi professionisti che mi hanno subito fatto capire che c’è sempre bisogno di confronto e relazioni con altri barman per poter accrescere la nostra formazione. Ora posso dire di aver trovato amici più che colleghi e li ritengo tutti preziosi, sia per il lavoro che per i rapporti sociali e umani. Purtroppo noto che ci sono troppi ragazzi più giovani di me che dopo un corso o due pensano di poter salire su un bancone con la presunzione di sapere tutto e poter servire di tutto». Questo è un chiaro indice di mancanza di formazione a livello professionale. Il professionista si evidenzia anche dalla predisposizione e umiltà che mostra nello svolgere il proprio lavoro.

Quindi cosa direbbe Giorgio a chi intende abbracciare questa professione? «Il primo consiglio che mi sento di dare è seguire le orme di professionisti affermati, per i consigli utili che si possono trarre dalla loro grande esperienza, e poi di insistere nella conoscenza che diventa vera e propria formazione. Bisogna studiare e prepararsi, ormai il nostro lavoro si sta evolvendo ogni giorno di più e bisogna stare al passo. Credo che nel corso di qualche anno non sarà difficile trovare professionisti capaci anche molto giovani in qualsiasi bar, grande o piccolo che sia. Vedremo finalmente sempre meno barman improvvisati».

Parlando di Abi Professional e di cosa si prospetti per il futuro dell’associazione, Giorgio afferma: «È stato fatto tanto e tanto si farà ancora sul territorio, io come sempre credo in Abi e darò sempre la mia disponibilità. Spero per le nuove generazioni prendano esempio dai professionisti di Abi Professional su come fare accoglienza, perché il protagonista principale per noi deve sempre essere il cliente, noi abbiamo un lavoro grazie a lui».

Salutiamo Giorgio non senza degustare e annotarci due sue ricette che trovano consenso tra i suoi clienti: “Il Conte in vacanza” e “Il Balsamo”.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali
       



Salomon Food World 2023
Mulino Caputo

Bonduelle