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Noemi Desirée Amato «Io barlady? Ce l'ho nel sangue»

Studentessa di informatica, poi laureata, non ha resistito alla tradizione dell'accoglienza che è radicata nella sua famiglia e si è buttata nel mondo bar, forte del sostegno dei colleghi di Abi Professional.

 
07 novembre 2020 | 09:30

Noemi Desirée Amato «Io barlady? Ce l'ho nel sangue»

Studentessa di informatica, poi laureata, non ha resistito alla tradizione dell'accoglienza che è radicata nella sua famiglia e si è buttata nel mondo bar, forte del sostegno dei colleghi di Abi Professional.

07 novembre 2020 | 09:30
 

Abbiamo incontrato Noemi Desirée Amato una sera a cena con un gruppo di barman della Valle d’Aosta che passavano di lì per poi dirigersi a Venezia per un concorso. Rapiti dal suo entusiasmo, le abbiamo posto qualche domanda sulla sua vita di barlady. È nata al lavoro, Noemi. I suoi genitori hanno gestito per 20 anni una pizzeria. «Che dire poi di me? Sono cresciuta in mezzo a pasta della pizza e piatti da lavare». Sincera e schietta come tutti i piemontesi, lei è nata a Giaveno e tuttora abita a Pinerolo.

Noemi - Noemi a lezione da Marina Milan «Io barlady? Ce l'ho nel sangue»

Noemi Desirée Amato

Un'infanzia serena tra i sapori della tradiziona campana
Noemi ha vissuto l’infanzia tipica dei figli d’arte, che guardano con ammirazione il padre che impasta e la madre che prepara. Ancora oggi la pizza è il piatto preferito di Noemi. Le origini campane dei genitori le hanno permesso di rivivere le tradizioni di quei luoghi: pastiera e casatielli in tavola con tutti i parenti attorno in occasione delle festività comandate. Con questa infanzia serena Noemi diviene grande. Studia, decide di fare Informatica prima, laureandosi poi in Scienze e tecniche psicologiche.

Essendo già immersa nell’ambiente della ristorazione, inizia a fare degli extra in occasione di banchetti e cene per mantenersi gli studi. Ma non era quello il suo progetto di vita: quello è stato e resterà sempre la pallavolo. Ha cominciato giovanissima e ancora oggi Noemi affronta la vita come se fosse a rete, pronta a saltare a battere con forza la schiacciata vincente.

L'inizio della carriera al fianco di Marina Milan
E così, dopo aver lavorato nell’ambito della ristorazione per qualche stagione, arriva a conoscere il Remembeer e inizia a lavorarci. Non a caso questo bellissimo locale di Pinerolo (To) è gestito da Marina Milan, barlady di fama internazionale nonché socia e da poco vicecoordinatrice di Professional Piemonte. Con lei nella gestione anche Giuseppe Allasia. Marina Milan è veramente una grande professionista, ha accolto benevolmente Noemi e l’ha indirizzata al mestiere della barlady. Con lei Noemi ha potuto perfezionarsi. «Marina e Beppe hanno una passione immensa, non si fermano mai, hanno sempre progetti e idee nuove. Cerchiamo di dare ai clienti sempre il massimo». Vedendoli cosi impegnati, spiega Noemi, «rivedo i miei genitori quando ero piccola, in mezzo a farina e pummarola». «Dovevo solo capire che quello che avevo nel sangue, tutta la mia tradizione famigliare, era realmente quello che volevo fare nella vita». Nel futuro, Noemi immagina un locale tutto suo, a sua immagine e somiglianza. «Una cosa piccola che quando entri ti faccia dire "questa è Noemi"».

L'ingresso in Abi Professional
Sono in tanti ad aver parlato a Noemi di Abi Professional, associazione a cui Noemi oggi dà fiducia. È diventata socia, portando con sé tanta voglia di costruire. Per Noemi l'associazione «è veramente un territorio di incontro di generazioni e filosofie di miscelazione diverse, tutto in un clima di rispetto reciproco, umiltà e grande passione». E poi ci sono i concorsi, «dove puoi metterti in gioco provando chi sei, cosa hai imparato, incontrando colleghi da tutto il Paese. Anche questo è importante per la crescita personale». Ecco perché Noemi consiglia ai giovani che affrontano per la prima volta questa professione di mettersi in contatto con le associazioni di categoria. «Vorrei impegnarmi a dar sempre più il mio contributo concreto affinché Abi Professional diventi più conosciuta nel territorio».

L’immagine dinamica di Noemi si sente anche quando le chiediamo cosa ne pensa del futuro del bartending e della professione dell’accoglienza in generale. «Oggi siamo in una realtà che va a "3mila all'ora", ogni giorno ci sono innovazioni e ogni cosa è di facile fruibilità. La professionalità è come costruire una casa, ci vogliono solide fondamenta per farla stare in piedi. Bisogna formarsi, studiando e aggiornandosi costantemente: materie prime, distillati, tecniche». Ovviamente, dice Noemi, «sempre con uno spirito di cortesia verso il cliente e umiltà da parte nostra».

Un giorno a Venezia - Noemi a lezione da Marina Milan «Io barlady? Ce l'ho nel sangue»
Un giorno a Venezia

Il cocktail di Noemi Desirée Amato, Un giorno a Venezia
Questo drink è stato realizzato da Noemi pensando alla sua partecipazione al concorso Abi Professional tenutosi a Venezia. È un cocktail dal gusto deciso, intenso nel sapore.

Ingredienti: 3 cl di Uva Est distilleria Ceschia, 3 cl di Genepy Vertosan, 1,5 cl di Bitter Poli, 2,5 cl di Vermouth rosso Poli
Tecnica: Build
Decorazione: fettina di arancia essiccata e foglia di alloro

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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