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Appassionato e creativamente estroverso Roberto Conti si racconta

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Roberto Conti del Trussardi alla Scala, che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigorifero

di Clara Mennella
vicedirettore
 
30 maggio 2015 | 15:34

Appassionato e creativamente estroverso Roberto Conti si racconta

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Roberto Conti del Trussardi alla Scala, che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigorifero

di Clara Mennella
vicedirettore
30 maggio 2015 | 15:34
 

Da alcuni mesi a capo delle cucine del Trussardi alla Scala, il ristorante ubicato nel “salotto buono” di Milano, Roberto Conti (nella foto) ha portato a compimento un percorso iniziato sei anni fa come sous chef, durante il quale ha letteralmente conquistato la stima e la fiducia dell’ad Tomaso Trussardi che ha voluto premiare questo giovane talento, affidandogli l’immagine gastronomica del brand.

Roberto è la bellezza fatta persona, bellezza nel carattere, nei modi, nel concepire la vita e la professione che si è scelto fin da bambino e che ha costruito con il percorso di studi, iniziato con l’istituto alberghiero di Varallo, e in seguito con il lavoro metodico, attento e instancabile.

Collaboratore di professionisti importanti come Carlo Cracco, Pietro Leeman, Andrea Berton e Luigi Taglienti, è stato per anni attento e umile, assorbendo come una spugna le tecniche e i tempi dell’alta cucina, facendoli suoi per poi metterli al servizio della sua personale visione, a cavallo fra passato e futuro; definita, semplice ma non minimal perché fondata su materie prime importanti, utilizzate per costruire piatti di grande eleganza e assolutamente in linea con il mood aziendale del Gruppo Trussardi.

Riconoscente e orientato agli obiettivi comuni, che sono quelli della valorizzazione del made in Italy attraverso la riscoperta della tradizione, Roberto è sempre presente in cucina, seleziona scrupolosamente prodotti e fornitori e utilizza in maniera razionale tecnologie e attrezzature, “piegandole” alla sua visione moderna e concreta. Nato nell’hinterland milanese, Roberto qui si sente a casa, anche perché ha mantenuto la brigata di cucina precedente, che dirige in un clima di grande armonia.

Roberto Conti

Da bambino cosa sognavi di diventare?
Come tutti i bambini un calciatore.

Il primo sapore che ti ricordi.
I pomodori dell’orto che coltivava mio nonno. un mix di emozioni e gusto

Qual è il senso più importante?
L’olfatto perché  è in grado di evocare immagini e ricordi, ma anche di suggerire visioni.

Il piatto più difficile che tu abbia mai realizzato.
Quello che realizzerò domani.

Come hai speso il primo stipendio?
Indimenticabile: il primo sassolino per l’acquisto della mia auto.

Quali sono i tre piatti che nella vita non si può assolutamente fare a meno di provare?
Lo spaghetto al pomodoro, la pizza e la lepre a’ la royale.

Cosa non manca mai nel frigo di casa tua?
L’insalata con le sue mille varianti, un capolavoro di sapori.

Qual è il tuo cibo consolatorio?
A costo di ripetermi: l’insalata

Che rapporto hai con le tecnologie?
Buono, nella consapevolezza che debbano essere però a mio servizio e mai viceversa.

All’Inferno ti obbligano a mangiare sempre un piatto: quale?
L’inferno è interdetto a chi ha un carattere come il mio.

Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
Sono molto legato alla mia famiglia e alla mia compagna: indubbiamente loro.

Quale quadro o opera d’arte rappresenta meglio la tua cucina?
"Pensando alla primavera" di Sabrina Di Giacomo.

Se la tua cucina fosse una canzone quale sarebbe?
“Amala” che, da inno della squadra calcistica di cui sono supporter, l'Inter, diventa dichiarazione alla mia professione oltre che alla mia cucina.


Ristorante Trussardi alla Scala
Piazza della Scala 5 - 20121 Milano
Tel 02 80688201 - Fax 02 80688287
www.trussardiallascala.it
ristorante@trussardiallascala.com

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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