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Sotto la toque

Appassionato, generoso, essenziale: Fabio Brigandì si racconta

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Fabio Brigandì, chef patron del ristorante Casabrigandi di Rimini, che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigo

di Carla Latini
 
29 dicembre 2021 | 09:30

Appassionato, generoso, essenziale: Fabio Brigandì si racconta

Abbiamo sollevato il cappello da cuoco a Fabio Brigandì, chef patron del ristorante Casabrigandi di Rimini, che ci ha svelato i suoi segreti: da cosa voleva diventare da grande a ciò che non manca mai nel suo frigo

di Carla Latini
29 dicembre 2021 | 09:30
 

Fabio Brigandì, classe 1971, è di Messina. Da siciliano è cresciuto nel concetto di contaminazione, in un territorio da secoli - e ancora oggi - incline alla cultura dell’incontro: arabi, greci, spagnoli e francesi hanno dominato l’isola, introducendo inevitabilmente, e con grande fortuna, la loro cucina. Arrivato nel 1992 nella città malatestiana di Rimini per lavoro di tutt’altro genere, Fabio si inserisce nel settore enogastronomico passando dal mondo dei cocktail alla gestione della sala e alla direzione di vari ristoranti, trovando infine la sua giusta collocazione come cuoco. Dopo essersi formato nella brigata di vari ristoranti anche stellati, si misura con la sua passione per la cucina che ha precedentemente nutrito da autodidatta. Ispirandosi a guru italiani e internazionali, Fabio via via trova e propone il suo stile personale fatto di cultura culinaria e ricerca ardita.

Fabio Brigandì Appassionato, generoso, essenziale: Fabio Brigandì si racconta

Fabio Brigandì

Sperimentazione e contaminazione sono gli ingredienti della ricetta professionale di Fabio Brigandì. Il risultato è un mix inedito di sapori mediterranei, in omaggio alla sua terra d’origine, e tradizioni romagnole. Passeggiando in centro a Rimini, scopre una corte nascosta (Palazzo Carli, del 1750) con piante di gelsomino e gerani che lo riportano in Sicilia. Da quel giorno pensa che il suo ristorante deve essere proprio lì e crea un luogo dove gli ospiti si possano sentire come a casa di amici: così nasce CasaBrigandi.

 

te

 

Da bambino cosa sognavi di diventare?
Un pescatore, ammaliato dall’antico rituale della pesca del pesce spada nello Stretto di Messina

Il primo sapore che ti ricordi.
Il latte

Qual è il senso più importante?
L’olfatto

Il piatto più difficile che tu abbia mai realizzato.
Una torta per un ospite

Come hai speso il primo stipendio?
Un viaggio

Quali sono i tre piatti che nella vita non si può assolutamente fare a meno di provare?
Casu martzu, caponata, anemoni fritti

Cosa non manca mai nel frigo di casa tua?
Frutta

Qual è il tuo cibo consolatorio?
Spaghetti al pomodoro

Che rapporto hai con le tecnologie?
Ottimo, sono indispensabili, mi piace sapere che ci sono e le utilizzo

All’Inferno ti obbligano a mangiare sempre un piatto: quale?
Cannoli siciliani

Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
Sempre e solo mia moglie

Quale quadro o opera d’arte rappresenta meglio la tua cucina?
“Trittico Blu” di Joan Miró

Se la tua cucina fosse una canzone quale sarebbe?
“So What” (live in Tokyo) di Miles Davis

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