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di Sergio Cotti
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Franco Pepe e il “cuoco” del Sacco
tra gli eroi premiati da Mattarella

Franco Pepe e il “cuoco” del Sacco 
tra gli eroi premiati da Mattarella
Franco Pepe e il “cuoco” del Sacco tra gli eroi premiati da Mattarella
Primo Piano del 03 giugno 2020 | 14:59

Il Capo dello Stato li ha insigniti del riconoscimento di Cavalieri al merito della Repubblica, premiandoli per il loro impegno negli ospedali durante le settimane di emergenza da coronavirus. Per il pizzaiolo casertano, «un riconoscimento da condividere con chi ha lavorato con me e con i colleghi che hanno fatto altrettanto in Italia».

Ci sono anche il pizzaiolo Franco Pepe e lo studente Emanuele Tiritiello, che nel periodo del lockdown ha cucinato per i medici dell’ospedale Sacco di Milano, tra gli italiani nominati Cavalieri al merito della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella.

Franco Pepe - Franco Pepe e il cuoco del SaccoCavalieri al merito della Repubblica
Franco Pepe

Come annunciato ieri durante la sua visita a Codogno (Lodi), il Quirinale ha voluto insignire dell’onorificenza un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza coronavirus. I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali. Ci sono medici, volontari, infermieri, ricercatori, farmacisti e commessi, che rappresentano un esercito di persone che non si sono mai fermate durante tutto il periodo dell’isolamento.

Tra loro, anche Franco Pepe (che anche l'anno scorso aveva ricevuto il riconoscimento di Cavaliere dell'Ordine "Al merito della Repubblica Italiana"), il quale quando si è trattato di dover chiudere il suo ristorante a Caiazzo in provincia di Caserta si è subito attivato per preparare pizze e biscotti per i poveri e gli anziani in difficoltà, organizzando anche una raccolta fondi per l’ospedale di Caserta.

«È una notizia del tutto inaspettata – dice Franco Pepe, ancora emozionato, raggiunto al telefono da Italia a Tavola – Sono stato avvisato questa mattina appena sveglio. Io rappresento tante altre persone che con me hanno condiviso questo lavoro e che non mi hanno mai abbandonato. Abbiamo utilizzato questo periodo per metterci a disposizione, con tutto l’impegno possibile. Abbiamo coinvolto anche tanti piccoli produttori del territorio e siamo riusciti a donare strumentazioni necessarie per l’emergenza all’ospedale di Caserta»

In questo momento, più che mai, Franco Pepe rappresenta un’intera categoria fatta di tanti cuochi e ristoratori che non hanno voluto far mancare il loro sostegno ai malati nelle settimane più dure dell’emergenza. «In questo momento penso in particolare ai fratelli Cerea, che hanno fatto tanto per Bergamo, nella provincia dove c’erano tanta paura e tanti morti. Guardo al loro lavoro grande rispetto e ammirazione». Dopo il lockdown, Franco Pepe ha scelto proprio la giortnata di ieri per riaprire la sua pizzeria Pepe in Grani a Caiazzo (Ce). «L’ho scelto di proposito, perché è un giorno importante. E ieri per noi è stato un po’ come uscire dalla guerra. E la gente ci ha premiato: abbiamo accolto nella giornata circa 600 persone in piena sicurezza».

Ha svolto un lavoro importante in cucina, insieme al padre e al nonno, e per questo è stato premiato dal Capo dello Stato, Riccardo Emanuele Tiritiello, lo studente dell’istituto Paolo Frisi di Milano che per giorni ha cucinato con i suoi familiari per i medici e gli infermieri dell’ospedale Sacco.

«Gli eroi - ha detto all’Adnkronos - sono stati medici e infermieri che hanno combattuto notte e giorno contro il virus. Noi siamo stati nelle retrovie e abbiamo fatto solo una piccola parte. Non ne sapevo nulla dell’idea del Presidente Mattarella, sono stato contento, certo, ma noi lo abbiamo fatto solo per fare del bene al prossimo. Non ci aspettavamo tutto questo. Sono stati giorni difficili per tutti durante i quali non riuscivamo a dare un senso a quello che stava accadendo, non ce ne rendevamo conto. In quattro e quattr'otto abbiamo messo su un team con il quale siamo riusciti a fare l’impossibile. Con me c'erano anche i miei amici Piero, Aurora, suo fratello Michael, mio fratello Filippo e Fulvio, un altro amico. Insieme hanno lavorato perennemente, in ogni momento. Davanti a ogni ostacolo abbiamo cercato di andare avanti e non tirarci indietro, facendoci forza l'uno con l'altro. Questa esperienza ci ha fatto crescere e diventare grandi, maturare prima del tempo. Ci ha fatto davvero tanto bene. Nella catastrofe siamo risusciti a tirar fuori davvero il buono. Prima su di noi poi verso gli altri».

Questi gli altri insigniti
  • Annalisa Malara e Laura Ricevuti, rispettivamente, anestesista di Lodi e medico del reparto medicina di Codogno, sono le prime ad aver curato il paziente 1 italiano.
  • Maurizio Cecconi, professore di anestesia e cure intensive all’Università Humanitas di Milano, è stato definito da Jama(il giornale dei medici americani) uno dei tre eroi mondiali della pandemia.
  • Mariateresa Gallea, Paolo Simonato, Luca Sostini sono i tre medici di famiglia di Padova che volontariamente si sono recati in piena zona rossa per sostituire i colleghi di Vo’ Euganeo messi in quarantena.
  • Don Fabio Stevenazzi del direttivo della Comunità pastorale San Cristoforo di Gallarate (VA) è tornato a fare il medico presso l’Ospedale di Busto Arsizio.
  • Fabiano Di Marco, primario di pneumologia all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha raccontato la tragica situazione della città e dell’ospedale.
  • Monica Bettoni, ex senatrice e Sottosegretaria alla Sanità, medico in pensione, ha deciso di tornare in corsia a Parma.
  • Elena Pagliarini è l’infermiera di Cremona ritratta nella foto diventata simbolo dell’emergenza coronavirus. Positiva, è guarita.
  • Marina Vanzetta, operatrice del 118 di Verona, ha soccorso una anziana donna e le è stata accanto fino alla morte. Giovanni Moresi, autista soccorritore di Piacenza Soccorso 118, ha offerto una testimonianza del ruolo degli autisti soccorritori del 118.
  • Beniamino Laterza, impiegato presso l’Istituto di vigilanza“Vis Spa”e presta servizio nell’ospedale Moscati di Taranto, presidio Covid. Del team presso l'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma–struttura di eccellenza della sanità pubblica fanno parte: Maria Rosaria Capobianchi, a capo del team che ha contribuito a isolare il virus Concetta Castilletti, responsabile della Unità dei virus emergenti.
  • Francesca Colavita, Fabrizio Carletti, Antonino Di Caro, Lucia Bordi, Eleonora Lalle, Daniele Lapa, Giulia Matusali, biologi. Nel team di ricerca dell’ospedale Sacco e dell'Università degli Studi di Milano, poli di eccellenza nell’ambito del sistema sanitario e di ricerca nazionale: Claudia Balotta a capo del team, ora in pensione. Nel 2003 aveva isolato il virus della Sars. Gianguglielmo Zehender, professore associato. Arianna Gabrieli, Annalisa Bergna, Alessia Lai, Maciej Stanislaw Tarkowski, ricercatori.
  • Ettore Cannabona, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Altavilla Milicia (Palermo), ha devoluto in beneficenza l’intero stipendio mensile.
  • Bruno Crosato in rappresentanza degli Alpini della Protezione civile del Veneto che hanno ripristinato in tempi record 5 ospedali dismessi della regione.
  • Mata Maxime Esuite Mbandà, giocatore per il Zebra Rugby Club e per la nazionale italiana, volontario sulle ambulanze per l’Associazione Seirs Croce Gialla di Parma.
  • Marco Buono e Yvette Batantu Yanzegedella Croce Rossa Riccione hanno risposto all’appello della Lombardia che chiedeva aiuto a medici e personale con ambulanze.
  • Renato Favero e Cristian Fracassi, il medico che ha avuto l’idea di adattare una maschera da snorkeling a scopi sanitari e l’ingegnere che l’ha realizzata.
  • Concetta D’Isanto, addetta alle pulizie in un ospedale milanese. Fa parte di quella schiera di lavoratori che ha permesso alle strutture sanitarie di andare avanti nel corso dell’emergenza.
  • Giuseppe Maestri, farmacista a Codogno, ogni giorno ha percorso cento km per recarsi in piena zona rossa.
  • Rosa Maria Lucchetti, cassiera all’Ipercoop Mirafiore di Pesaro, ha lasciato una lettera agli operatori 118 donando loro anche tre tessere prepagate di 250 euro.
  • Ambrogio Iacono, docente presso l’istituto professionale alberghiero Talete di Ischia. Positivo, ricoverato al Rizzoli di Lacco Ameno, ha continuato a insegnare a distanza nei giorni di degenza.
  • Daniela Lo Verde, preside dell’istituto “Giovanni Falcone” del quartiere Zen di Palermo, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per regalare la spesa alimentare ad alcune famiglie in difficoltà. Suo l’appello per recuperare pc e tablet per consentire ai suoi allievi di seguire le lezioni a distanza.
  • Cristina Avancini, l’insegnante di Vicenza che nonostante il contratto scaduto non ha interrotto le video-lezioni con i suoi studenti.
  • Alessandro Santoianni e Francesca Leschiutta, direttore della casa di riposo della Parrocchia di San Vito al Tagliamento (PD) e coordinatrice infermieristica che, insieme agli altri dipendenti, sono rimasti a vivere nella struttura per proteggere gli anziani ospiti.
  • Piero Terragni, imprenditore di Bellusco (Monza e Brianza), in seguito alla morte di un dipendente, Erminio Misani, che lasciava la moglie e tre figli, ha assunto la moglie Michela Arlati.
  • Irene Coppola ha realizzato, a sue spese, migliaia di mascherine. Ha aiutato una associazione per sordi inventando una mascherina trasparente per leggere il labiale.
  • Alessandro Bellantoni con il proprio taxi ha fatto una corsa gratis di 1.300 km per portare da Vibo Valentia all’ospedale Bambin Gesù di Roma una bambina di tre anni per un controllo oncologico.
  • Mahmoud Lufti Ghuniem, in Italia dal 2012, fa il rider. Si è presentato alla Croce Rossa di Torino con uno stock di mille mascherine acquistate di tasca sua.
  • Daniele La Spina in rappresentanza dei giovani di Grugliasco al servizio della città di Torino che hanno portato prodotti di prima necessità a chi ne ha bisogno, in particolare agli anziani soli.
  • Giacomo Pigni, volontario dell’Auser Ticino-Olona ha coinvolto una ventina di studenti che hanno iniziato a fare chiamate di ascolto per dare compagnia alle persone sole.
  • Pietro Floreno, malato da oltre dieci anni di Sla ha comunicato di voler mettere a disposizione della ASL, per i malati di coronavirus, il suo ventilatore polmonare di riserva.
  • Maurizio Magli, in rappresentanza dei 30 operai della Tenaris di Dalmine che, quando è arrivata la commessa per la produzione di 5mila bombole nel minor tempo possibile, hanno volontariamente continuato a lavorare.
  • Greta Stella, fotografa professionista, volontaria presso la Croce Rossa di Loano (Savona), ha realizzato un racconto fotografico dell’attività quotidiana dei volontari.
  • Giorgia Depaoli, cooperante internazionale e si dedica in particolare alla difesa dei diritti delle donne. Ha subito dato la sua disponibilità alla piattaforma “Trento si aiuta”.
  • Carlo Olmo, ha contribuito nel rifornire gratuitamente Comuni e strutture sanitarie del Piemonte di mascherine, guanti, camici. Maria Sara Feliciangeli, fondatrice dell’Associazione Angeli in Moto, insieme ai suoi amici motociclisti si è impegnata per consegnare i farmaci a domicilio alle persone con sclerosi multipla.

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Alberto Lupini


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