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Di nuovo in forma dopo il “letargo”
Si torna in palestra e in piscina

Di nuovo in forma dopo il “letargo” 
Si torna in palestra e in piscina
Di nuovo in forma dopo il “letargo” Si torna in palestra e in piscina
Primo Piano del 21 maggio 2020 | 12:51

Nei due mesi di stop a causa del coronavirus c’è chi ha cercato di tenersi in movimento con allenamenti “casalinghi”, ma molti hanno detto addio all’attività fisica, perdendo tono muscolare o acquistando chili di troppo. I centri sportivi riaprono, ma lo scenario è cambiato, tra distanziamento e sicurezza. Attenzione a non strafare.

Tutti ai blocchi di partenza. Pronti a correre in palestra o a tuffarsi in piscina: il 25 maggio riaprono in tutta Italia (Lombardia a parte, che morde il freno ancora per una settimana). È il momento di rimettersi in forma dopo due mesi di fermo forzato, in cui in molti per combattere la depressione da cambio di stile di vita non hanno badato alle calorie. Manica larga su condimenti, porzioni e bicchierini in più. Ma anche il popolo dei più sportivi ha accusato il colpo e ha dovuto fare i conti con il calo di tono muscolare dovuto al cambio delle abitudini, nonostante i “workout” da appartamento o corsette con mascherina e con i pochi passanti che guardavano pure storto.

La massima capacità di svolgere attività aerobiche si riduce già dopo 2-4 settimane di inattività - Di nuovo in forma dopo il letargo Si torna in palestra e in piscina
La massima capacità di svolgere attività aerobiche si riduce già dopo 2-4 settimane di inattività

Secondo la Federazione medico sportiva italiana, la riduzione della quantità quotidiana di attività fisica comporta una perdita parziale o completa degli adattamenti fisiologici indotti dall’esercizio fisico. La massima capacità di svolgere attività aerobiche si riduce già dopo 2-4 settimane di inattività, in primo luogo come conseguenza di una riduzione della capacità del cuore di spingere il sangue verso i tessuti periferici nonostante un aumento della frequenza cardiaca del 5-10% a parità di attività fisica sub-massimale svolta.

Nello stesso modo, il detraining causa alterazioni sia nella struttura che nella funzionalità del muscolo: la letteratura scientifica mostra che la densità capillare del muscolo, la distribuzione delle fibre muscolari, gli enzimi muscolari, la sezione trasversale, la forza e la potenza muscolare sono tutte influenzate negativamente da periodi variabili di detraining, fino a portare il muscolo a non disporre più delle sue caratteristiche funzionali e strutturali se l’inattività è prolungata per numerose settimane. Questi i rigidi e spietati parametri della scienza.

La ripresa dell’attività va quindi effettuata senza strafare: approfittiamo della riapertura di palestre e piscine, ma affidandoci agli istruttori che ci possono assistere e aiutare soprattutto nella fase di ritorno all’attività.

Non si tratta però dei centri sportivi che abbiamo lasciato oltre due mesi fa. Il Covid-19 impone le nuove procedure dettate dal Governo. In generale nelle palestre gli spazi devono essere riorganizzati garantendo la distanza di 1 metro tra le persone in attesa e di 2 metri durante l’allenamento. Le postazioni negli spogliatoi vanno separate da barriere e le macchine e gli attrezzi sanificati. Per le piscine la densità di affollamento in vasca deve garantire un’area di 7 metri quadrati a persona e prima di entrare in acqua non è più sufficiente passare sotto una doccia, ma è obbligatorio anche insaponarsi. Ogni due ore devono essere controllati i parametri del cloro.

La densità di affollamento in vasca è calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona
La densità di affollamento in vasca è calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona

Vediamo nel dettaglio quali sono le linee guida fornite dal Governo.

PALESTRE
  • Redigere un programma delle attività pianificato e regolamentare gli accessi; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
  • Può essere rilevata la temperatura corporea impedendo l’accesso in caso di temperatura maggiore di 37,5°C.
  • Organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro.
  • Regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza: o almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica, o almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa).
  • Dotare l’impianto/struttura di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani dei frequentatori/clienti/ospiti in punti ben visibili, prevedendo l’obbligo dell’igiene delle mani all’ingresso e in uscita.
  • Dopo l’utilizzo da parte di ogni singolo soggetto, il responsabile della struttura assicura la disinfezione della macchina o degli attrezzi usati.
  • Gli attrezzi e le macchine che non possono essere disinfettati non devono essere usati.
  • Garantire la frequente pulizia e disinfezione dell’ambiente, di attrezzi e macchine (anche più volte al giorno ad esempio tra un turno di accesso e l’altro), e comunque la disinfezione di spogliatoi (compresi armadietti) a fine giornata.
  • Non condividere borracce, bicchieri e bottiglie e non scambiare con altri utenti oggetti quali asciugamani, accappatoi o altro.
  • Utilizzare in palestra apposite calzature previste esclusivamente a questo scopo.
  • Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali.
  • Per quanto riguarda il microclima, è fondamentale verificare le caratteristiche di aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor.
Dopo l’utilizzo da parte di ogni singolo soggetto, il responsabile della struttura assicura la disinfezione della macchina o degli attrezzi usati - Di nuovo in forma dopo il letargo Si torna in palestra e in piscina
Dopo l’utilizzo da parte di ogni singolo soggetto, il responsabile della struttura assicura la disinfezione della macchina o degli attrezzi usati

PISCINE
  • Il gestore deve prevedere opportuna segnaletica, incentivando la divulgazione dei messaggi attraverso monitor e/o maxi-schermi, per facilitare la gestione dei flussi e la sensibilizzazione riguardo i comportamenti, mediante adeguata segnaletica.
  • Può essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura maggiore di 37,5°C.
  • Divieto di accesso del pubblico alle tribune. Divieto di manifestazioni, eventi, feste e intrattenimenti.
  • Redigere un programma delle attività il più possibile pianificato in modo da dissuadere eventuali condizioni di aggregazioni e da regolamentare i flussi degli spazi di attesa e nelle varie aree per favorire il rispetto del distanziamento sociale di almeno 1 metro, a eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Se possibile prevedere percorsi divisi per l’ingresso e l’uscita.
  • Privilegiare l’accesso agli impianti tramite prenotazione e mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
  • Organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere).
  • Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali.
  • Dotare l’impianto/struttura di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani dei frequentatori/clienti/ospiti in punti ben visibili all’entrata, prevedendo l’obbligo di frizionarsi le mani già in entrata. Prevedere i dispenser nelle aree di frequente transito, nell’area solarium o in aree strategiche in modo da favorire da parte dei frequentatori l’igiene delle mani.
  • La densità di affollamento nelle aree solarium e verdi è calcolata con un indice di non meno di 7 mq di superficie a persona.
  • La densità di affollamento in vasca è calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona. Il gestore pertanto è tenuto, in ragione delle aree a disposizioni, a calcolare e a gestire le entrate dei frequentatori nell’impianto.
  • Al fine di assicurare un livello di protezione dall’infezione assicurare l’efficacia della filiera dei trattamenti dell’acqua e il limite del parametro cloro attivo libero in vasca. La frequenza dei controlli sul posto è non meno di due ore.
  • Prima dell’apertura della vasca dovrà essere confermata l’idoneità dell’acqua alla balneazione a seguito dell’effettuazione delle analisi di tipo chimico e microbiologico.
  • Prima di entrare in vasca provvedere a una accurata doccia saponata su tutto il corpo.
  • Regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, cabine, attrezzature.
  • Le attrezzature vanno disinfettate a ogni cambio di persona. Diversamente la sanificazione deve essere garantita a ogni fine giornata. Evitare l’uso promiscuo di oggetti e biancheria: l’utente deve accedere alla piscina munito di tutto l’occorrente.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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