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Green pass, quanta confusione! L'accoglienza: «O tutti o nessuno»

Il Governo è diviso e deciderà tra martedì e mercoledì sull’uso del certificato per partecipare ad eventi o accedere ai locali. La Fipe chiede omogeneità e chiarezza: «Non siamo contro, ma non si penalizzino sempre bar e ristoranti». Il catering: «Se funziona, si applichi a tutti e non solo al nostro settore»

di Federico Biffignandi
19 luglio 2021 | 12:23
Green pass: o tutti o nessuno Green pass, quanta confusione! L'accoglienza: «O tutti o nessuno»
 
Green pass: o tutti o nessuno Green pass, quanta confusione! L'accoglienza: «O tutti o nessuno»

Green pass, quanta confusione! L'accoglienza: «O tutti o nessuno»

Il Governo è diviso e deciderà tra martedì e mercoledì sull’uso del certificato per partecipare ad eventi o accedere ai locali. La Fipe chiede omogeneità e chiarezza: «Non siamo contro, ma non si penalizzino sempre bar e ristoranti». Il catering: «Se funziona, si applichi a tutti e non solo al nostro settore»

di Federico Biffignandi
19 luglio 2021 | 12:23
 

Sì, no, forse e intanto il virus nella sua variante Delta corre. L’opinione “sì, no, forse” è relativa all’introduzione del green pass per accedere a determinati luoghi ed eventi. La politica - come al solito - traccheggia e si becca per una manciata di voti da raccogliere qua e là, ma anche gli addetti ai lavori non hanno le idee molto chiare; o meglio: ce ne sono tante e diverse, anche se le più puntano a dire sì al green pass, a patto che la sua introduzione avvenga per tutti.

 

Il perché del dibattito

Il ragionamento è piuttosto semplice: il green pass è un elemento assolutamente nuovo, di mezzo c’è una limitazione della libertà dell’individuo per cui la sua comprensione non è immediata. Il modo migliore per far entrare nel meccanismo giusto il green pass dunque è: spiegare bene di cosa si tratta, rendere il più facile possibile l’ottenere la certificazione da un punto di vista pratico (l’app Immuni continua a non essere comprensibile da molti), estendere a più campi possibile il suo utilizzo. E su quest’ultimo punto si gioca la partita.

 

Martedì o mercoledì la svolta

Il dibattito, politico e tra esperti infatti, è sui campi in cui il pass verrà applicato: per alcuni serve solo per i grandi eventi, per altri serve ovunque, per altri ancora solo per i ristoranti al chiuso e le discoteche. L’argomento sarà affrontato nella cabina di regia che dovrebbe tenersi fra martedì e mercoledì, come scrive LaPresse. Lì Mario Draghi farà il punto della situazione sull’evolversi della pandemia in Italia. L’utilizzo del green pass dovrebbe essere regolamentato da un decreto che, nelle intenzioni di Palazzo Chigi, deve vedere il via libera entro la prossima settimana. Il lavoro da fare per trovare un accordo fra le varie forze politiche è molto. Il ruolo di mediatore fra le varie anime della maggioranza è nelle mani della ministra degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini che nei giorni scorsi ha parlato di ‘via italiana’ rispetto alle misure, piuttosto drastiche, decise in Francia dal presidente Macron.

Il decreto, secondo quanto filtra, dovrebbe escludere bar e ristoranti in zona bianca, ma potrebe scattare nelle regioni colorate. Questo tipo di attività potrebbero essere però inserite in un secondo momento nelle regioni che, nonostante l’ormai scontato cambio dei parametri con il tasso di ospedalizzazione ad avere maggiore peso specifico, dovessero comunque tornare in zona ‘colorata’ e in ogni caso solo per le sale interne. Il green pass sarà valido solamente dopo il completamento del ciclo vaccinale.

Scontro tra Letta e Salvini Green pass, quanta confusione! L'accoglienza: «O tutti o nessuno»

Scontro tra Letta e Salvini

 

Scontro politico

Nel frattempo, mentre secondo il leader del Pd Enrico Letta «il green pass va fatto, punto!», il no ad un uso estensivo della ‘carta verde’ unisce Matteo Salvini e Giorgia Meloni. «Calma e cautela. Mettere in sicurezza chi rischia, sì. Mettere in sicurezza i nostri genitori e i nostri nonni, sì. Ma perché inseguire i ragazzi di 18 -20 anni che vogliono andare in spiaggia? La salute è fondamentale ma senza terrorizzare», dice il leader della Lega spiegando di essere assolutamente contrario a “multe e obblighi” che non servono “a nulla se non a complicare la vita degli italiani”. Il numero uno del Carroccio combatterà la sua battaglia sul tema all’interno del governo mentre dall’opposizione Meloni parla apertamente di “follia” e di ennesimo batosta per chi«ha la colpa di vivere del suo lavoro e non dei sussidi grillini». Ma non tutti nel centrodestra la pensano ugualmente. È il caso del governatore della Liguria, Giovanni Toti, che adotta un approccio più pragmatico nei confronti di una misura che «se attuata con intelligenza può scongiurare l’ennesima, drammatica, chiusura delle Regioni».

 

 

Fondazione Gimbe: Pass solo per grandi eventi

Oggi si è esposta anche la Fondazione Gimbe col presidente Nino Cartabellotta che ha osservato ai microfoni di Radio Cusano Campus: «Il Green pass va preso in considerazione per i grandi eventi come l'accesso a stadi, concerti. Diventa sempre più difficile il suo utilizzo per assembramenti più piccoli perché non abbiamo un'equità di accesso al vaccino. Ci sono vari aspetti di tipo giuridico e sociale da considerare. «In una campagna vaccinale di massa si può fare la prenotazione volontaria, la chiamata attiva, la spinta gentile, ovvero il Green pass, e poi l'ultima strategia che è rappresentata dall'obbligo. In questo momento la strategia del Green pass è una di quelle che si possono prendere in considerazione, verosimilmente non per tutte le applicazioni perché se uno deve esibire il pass per andare al bar e al ristorante è doveroso che siano vaccinati coloro che in quei locali ci lavorano».

 

Fipe: Basta accanimento sulla ristorazione

Ecco, appunto, bar e ristoranti. Sulla faccenda la Fipe ha sorpreso schierandosi a sfavore del green pass, ma a Italia a Tavola il vicedirettore, Aldo Cursano ha precisa: «Noi non siamo contro al Green pass e se rispetta la libertà e la sicurezza di tutti, noi non sosteniamo la sua applicazione in alcuni settori sì e in altri no. Ricordiamo sempre che tra ottobre e giugno bar e ristoranti sono stati chiusi, eppure i contagi e i decessi erano alle stelle. Perché, ancora oggi, si lavora per limitare il nostro lavoro dopo un anno e mezzo di sacrifici?».

Aldo Cursano Green pass, quanta confusione! L'accoglienza: «O tutti o nessuno»

Aldo Cursano

 

Capurro (Anbc): Se serve, si applichi a tutti non solo a noi

Sostiene la tesi anche Paolo Capurro, presidente di Anbc (Associazione nazionale banqueting e catering): «Ad ora - ricorda a Italia a Tavola - siamo l’unica categoria che per lavorare ha bisogno del green pass e la sua applicazione è addirittura divisa: serve per i ricevimenti dopo le cerimonie, ma non per gli eventi business. Va da sé che così le difficoltà non mancano e allora diciamo: se il green pass è uno strumento valido che serve e che può proteggere l’insieme dell’economia da futuri lockdown, perché non applicarlo ad ogni settore? Mantenerlo come adesso, solo per i ricevimenti, crea confusione nell’opinione pubblica che non sa, non capisce, non vuole seguire la regola perché la gente non si preoccupa di fare il green pass solo per prendere parte ad un ricevimento. Se lo si rendesse obbligatorio per viaggiare, tutti lo farebbero. Quello che stiamo vedendo noi è che se ad un ricevimento partecipano 200 persone, sussistono 200 problemi diversi perché ognuno presenta un documento che spesso non è quello corretto, perché gli ospiti non sono incentivati a esserne in possesso. Addirittura nel nostro mondo succede che per i matrimoni - ad esempio - i numeri si riducono perché anziani e non vaccinati non partecipano, ma nel business sono tanti gli eventi che vengono annullati: lì il pass non serve e chi organizza non ha intenzione di prendersi rischi o di mettere a repentaglio la salute dei proprio dipendenti e quindi o annulla o organizza qualcosa da remoto».

Paolo Capurro Green pass, quanta confusione! L'accoglienza: «O tutti o nessuno»

Paolo Capurro

 

Federalberghi: Alberghi, luoghi sicuri

Chi è proprio contrario è Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi per il quale «non c’è bisogno dell’obbligo del green pass perché gli alberghi sono luoghi assolutamente sicuri».

 

Rasi (Ema): I vaccinati devono avere vantaggi

Di contro c’è il parere rilasciato all’Adnkronos di Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco Ema e consulente del commissario straordinario all'emergenza coronavirus, generale Francesco Paolo Figliuolo: «L'uso del Green pass, come vincolo per l'accesso a un ventaglio di attività, è una via obbligata, perché i 25-30 milioni di italiani che alla fine hanno deciso di vaccinarsi hanno tutto il diritto di godere appieno dei benefici di questa scelta. E quindi di avere la possibilità di accedere a qualsiasi attività per loro stessi e la garanzia che chi non può essere vaccinato per motivi validi o sta aspettando il suo turno sia protetto da ambienti in cui c'è certezza di non infettarsi».

 

 

Fedriga (Conferenza delle Regioni): Rischio altre chiusure

Sulla stessa linea anche Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni il quale sostiene che in caso di ulteriori chiusure dovute ai no-vax anche chi si è vaccinato penserà che il vaccino non serve a nulla.
Chi la spunterà? Ciò che preoccupa, come sempre, è che mentre si discute i contagi salgono e l’economia crolla. Ancora.


 

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