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Quando serve e come ottenerlo. Ecco cosa bisogna sapere sul green pass

Dal 6 agosto sarà obbligatorio per entrare al ristorante, ma non solo. Diversi i modi per ottenerlo e attenzione alle due versioni: uno vale solo per l'Italia, uno per l'Europa. Ecco il vademecum per non sbagliare

23 luglio 2021 | 11:32

Quando serve e come ottenerlo. Ecco cosa bisogna sapere sul green pass

Dal 6 agosto sarà obbligatorio per entrare al ristorante, ma non solo. Diversi i modi per ottenerlo e attenzione alle due versioni: uno vale solo per l'Italia, uno per l'Europa. Ecco il vademecum per non sbagliare

23 luglio 2021 | 11:32

Il green pass diventerà il lasciapassare che per accedere in sicurezza a diverse attività e servizi a partire dal 6 agosto. Fra questi bar, ristoranti, pub, osterie dovranno accertare che i clienti (dai 12 anni in su) che vogliono consumare all’interno siano muniti della certificazione verde con una dose di vaccino già somministrata. Stessa cosa vale anche per i lavoratori che stanno in sala.

Fa eccezione il consumo in piedi al bancone (per cui non è richiesto alcun "passaporto vaccinale"). Mentre per chi decide di sedersi all'aperto non ci sarà la richiesta di green pass. Anche per tutti gli altri settori come spettacoli all’aperto, centri termali, piscine, palestre, fiere, congressi, concorsi, teatri e cinema basterà solo certificare di aver ricevuto la prima dose per l'accesso.

Ricapitoliamo in questo articolo tutto quello che c’è da sapere sul green pass, cosa è, come si ottiene e i suoi campi di applicazione.

Le regole per il green pass in Italia Quando serve e come ottenerlo. Ecco cosa bisogna sapere sul green pass

Le regole per il green pass in Italia


Cosa è il green pass

Il Green pass è un documento individuale che certificano una delle condizioni richieste in Italia (dal 17 giugno) e in Europa (dal 1° luglio) per circolare liberamente durante la pandemia di Covid: l’esito negativo di un tampone antigenico o molecolare cui la persona si è sottoposta nelle 48 ore precedenti, o l’avvenuta vaccinazione nei nove mesi precedenti contro il virus Sars-Cov-2 o la guarigione dal Covid-19 nei sei mesi precedenti.

Bisogna subito specificare che il green pass è "doppio".

  • Quello nazionale si ottiene anche con una sola dose di vaccino e serve per spostarsi tra regioni di colore diverso e per accedere nelle Rsa oltre che per partecipare ai matrimoni.
  • Quello europeo invece serve per viaggi internazionali all’interno dell’Ue e viene rilasciato solo dopo la seconda dose di vaccino. Da tenere conto che per spostarsi all’estero, oltre al green pass, serve anche il dPLF che si ottiene così:
    •    collegarsi al sito https://app.euplf.eu/
    •    seguire la procedura guidata per accedere al dPLF
    •    scegliere l'Italia come Paese di destinazione
    •    registrarsi al sito creando un account personale con user e password (è necessario farlo solo la prima volta)
    •    compilare e inviare il dPLF seguendo la procedura guidata

 

 

Come si scarica il green pass

Il pass digitale lo si può scaricare in diverse modalità.

  • La più semplice è accedere al link dgc.gov.it che viene inviato per sms direttamente dal Ministero sia dopo la prima dose che dopo la seconda.
  • L’altra modalità è scaricare l’app Immuni. Si può recuperare la Certificazione Verde tramite l’apposita sezione “Eu digital Covid certificate” visibile nella schermata iniziale (se no compare, basta aggiornare l’applicazione). Per scaricare il Green Pass Covid bisogna inserire:
    •    le ultime otto cifre del numero di Tessera Sanitaria (sul retro, ultimo codice in basso)
    •    la data di scadenza della Tessera
    •    uno dei codici rilasciati dopo un tampone molecolare (CUN), un tampone antigenico rapido (NRFE) o un certificato di guarigione (NUCG).
  • In alternativa, si può usare il codice autorizzativo (autochode) ricevuto via email o sms ai recapiti comunicati al momento della vaccinazione o del test o quando è stato emesso il certificato di guarigione. A questo punto, la Certificazione verde Covid-19 viene mostrata a video sullo smartphone (se la si vuole stampare, basta inviarla ad una stampante collegata o inviarla come come allegato ad una mail, per poi scaricarla e stamparla da computer), direttamente dentro la App, e il Qr Code viene salvato nel telefonino, per essere usato o mostrato anche quando non si è connessi ad internet (modalità offline).
  • Con l’app Io: Il modo più comodo per ottenere il certificato è l'App Io, usata da quasi 12 milioni di cittadini. Basterà installare l'app o aggiornarla accettando nuovi termini e condizioni. Per iscriversi all’App Io e accedere ai servizi, è necessario avere o una carta di identità elettronica, che viene rilasciata dal proprio comune di residenza, o un account Spid (il sistema pubblico di identità digitale, che può essere attivato sul sito spid.gov.it). Dopo essersi autenticati su Io, l’applicazione della Pubblica Amministrazione, gli utenti riceveranno una notifica sul proprio dispositivo mobile ogni volta che diventa disponibile una certificazione a loro intestata. Un avviso avverte che l’invio dei certificati verdi è in corso e potrebbe richiedere qualche tempo.
  • Con il fascicolo sanitario elettronico: Si può usare anche il Fascicolo sanitario elettronico per ottenere la certificazione verde. Bisogna come prima cosa accedere allo strumento. Le modalità di accesso cambiano in base alla propria Regione o Provincia autonoma. Dopo aver effettuato l’accesso, sullo schermo si aprirà il proprio Fascicolo sanitario dove si trovano i documenti già caricati dall’Azienda sanitaria di riferimento. Qui ci saranno anche l’attestato di tampone negativo, di avvenuta vaccinazione contro il Covid-19 o di avvenuta guarigione.

Le nuove regole dal 6 agosto

Se ad oggi gli utilizzi del green pass sono quelli citati in apertura, dal 6 agosto a livello nazionale le cose cambiano con la decisione che Mario Draghi ha annunciato nella serata di giovedì. Ecco tutto quello che c’è da sapere:

  • Bar e ristoranti: in zona bianca si dovrà presentare il green pass se si vuole andare al ristorante al chiuso e negli altri locali come bar, pub, pasticcerie e gelaterie al chiuso e sedersi al tavolo. Non sarà necessario il green pass per chi sta all’aperto. Non sarà necessario il green pass per le consumazioni al bancone. I dipendenti dei luoghi di ristorazione dovranno avere il green pass e indossare la mascherina. Rimangono comunque validi i protocolli già in vigore e dunque quando si sta al chiuso - anche con il green pass - bisognerà indossare la mascherina quando non si sta al tavolo. Al chiuso è previsto un numero massimo di sei persone al tavolo. In zona gialla si può andare nei ristoranti e nei bar al chiuso fino alle 18. In zona arancione e rossa i ristoranti sono aperti soltanto per l’asporto e la consegna a domicilio fino alle 22, i bar fino alle 18 , le vinerie e le enoteche fino alle 22.
  • Discoteche: le discoteche rimangono chiuse. Il Governo ha deciso la linea dura e ha inserito nel decreto una norma che dispone la «sospensione delle attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati».
  • Eventi e spettacoli: il green pass sarà obbligatorio per numerose attività del tempo libero. La lista comprende: spettacoli aperti al pubblico, musei, istituti e luoghi della cultura, mostre, sagre e fiere, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, centri sociali e ricreativi limitatamente alle attività al chiuso, sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Il decreto prevede che «in zona bianca e in zona gialla, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto, sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale». È obbligatorio indossare la mascherina e mantenere il distanziamento.
  • In zona bianca «la capienza consentita non può essere superiore al 50 % di quella massima autorizzata all’aperto e al 30 % al chiuso nel caso di eventi con un numero di spettatori superiore rispettivamente a 5.000 all’aperto e 2.500 al chiuso». In zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 50 % di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 2.500 per gli spettacoli all’aperto e a 1.000 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala». Se non si possono rispettare i protocolli «sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico».
  • Lo sport: per svolgere l’attività sportiva al chiuso sarà obbligatorio esibire il green pass. L’elenco delle attività comprende: piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive. Il decreto approvato dal governo prevede anche le capienze degli stadi e dei palazzetti dello sport nelle varie fasce di rischio «per le competizioni di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale riguardanti gli sport individuali e di squadra, organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva». In zona bianca, «la capienza consentita non può essere superiore al 50 % di quella massima autorizzata all’aperto e al 30 % al chiuso». In zona gialla «la capienza consentita non può essere superiore al 25 % di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all’aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso». Rimangono validi i protocolli attualmente in vigore che prevedono l’assegnazione preventiva dei posti per consentire l’eventuale tracciamento dei casi positivi, il distanziamento quando ci sono gli assembramenti e comunque dei posti a sedere, ingressi separati dalle uscite, l’utilizzo della mascherina al chiuso. Il decreto prevede che «quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni previste dai protocolli, gli eventi e le competizioni sportivi si svolgono senza la presenza di pubblico».

 

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