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Gli italiani e la scelta del ristorante Uno su tre si affida ai social media

Secondo un’indagine di OpenTable, il rapporto tra gli italiani e il web è sempre più stretto quando si parla di locali. Il 47% si fida delle recensioni, mentre uno su 10 prova un locale convinto dagli influencer.

26 febbraio 2020 | 17:05

Gli italiani e la scelta del ristorante Uno su tre si affida ai social media

Secondo un’indagine di OpenTable, il rapporto tra gli italiani e il web è sempre più stretto quando si parla di locali. Il 47% si fida delle recensioni, mentre uno su 10 prova un locale convinto dagli influencer.

26 febbraio 2020 | 17:05

Scegliere il ristorante dove trascorrere un piacevole momento in compagnia: la scelta non è sempre facile, anzi. Per questo sempre più italiani si affidano alla rete. A rivelarlo è uno studio di OpenTable, secondo cui quasi 1 italiano su 3 si lascia ispirare dai social: di questi l’85% trova spunti su Facebook e il 67% su Instagram.

La modalità con cui i consumatori prendono le proprie decisioni in fatto di food è cambiato nel corso degli ultimi anni. In particolare, secondo la recente indagine di OpenTable, emerge che benché il passaparola e i consigli di amici, colleghi e famigliari rimangano ancora la fonte primaria di ispirazione degli italiani – vale per oltre la metà di loro (64%) – il web ha un’influenza massiccia.

Sempre più italiani si affidano ai social - Gli italiani e la scelta del ristorante Uno su tre si affida ai social media

Sempre più italiani si affidano ai social

Infatti, quasi la metà dei rispondenti del Bel Paese (47%) considera le recensioni online di altri avventori uno strumento guida, mentre quasi un terzo (30%) si lascia ispirare dai social media: canale che le donne sembrano preferire, con ben 7 punti percentuali in più rispetto agli uomini. Per questi appassionati di social, il più apprezzato è Facebook, al primo posto con l’85% delle preferenze – quelle femminili salgono addirittura all’87% – seguito da Instagram (67%), che pare essere particolarmente amato dagli uomini (70% vs. 64% delle donne). Chiude il podio YouTube, utilizzato per trovare ispirazione solo da circa un terzo degli italiani (32%), soprattutto uomini (la percentuale sale fino al 41% delle preferenze).
 
E non potevano mancare blogger e influencer: uno su due li segue perché “parlano” di cibo, pubblicano contenuti relativi al mondo gastronomico e postano foto di pietanze e ristoranti che hanno provato. Questo interesse si traduce poi per il 14% dei rispondenti in esperienza: è questa infatti la fetta di persone che ammette di aver scelto un locale per emulazione del proprio influencer del cuore.
 
In questo scenario l’importanza della reputazione online è ormai imprescindibile e risulta altrettanto fondamentale l’approccio dei ristoratori verso la rivoluzione digitale perché abbraccino il cambiamento per raggiungere gli “avventori 2.0” ma anche a favore di una semplificazione nella gestione della loro attività.
 
«La rilevanza di web, social media e recensioni è un fenomeno da prendere in considerazione affinché ristoratori quanto avventori possano compiere le proprie scelte in maniera semplice e fluida - spiega Adrian Valeriano, vicepresidente di OpenTable - Per aiutare gli utenti nel processo decisionale, consideriamo le recensioni particolarmente rilevanti. Gli avventori OpenTable contribuiscono con oltre un milione di recensioni al mese in tutto il mondo, fruibili in lingua locale e verificate, solo gli utenti che hanno cenato possono lasciarne. Se i ristoratori necessitano un supporto nella gestione e nella crescita del proprio business e un contatto con un’audience sempre più consapevole, gli avventori richiedono un ricco ventaglio di proposte culinarie, convenienza, prenotazioni garantite e un luogo dove «sentirsi a casa». Per noi è indispensabile conoscere profondamente i nostri partner e i nostri utenti, raccoglierne desiderata e preferenze e tenere monitorate le evoluzioni del settore per poter adeguare i nostri servizi, strumenti e funzionalità con l’obiettivo di renderli sempre più idonei a indirizzare le specifiche esigenze».

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