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Caro bollette e aumento dei costi, 700mila imprese a rischio default

Fra loro migliaia di bar, ristoranti e alberghi. Le organizzazioni di settore temono che la fine della moratoria sui prestiti porti a uno scenario drammatico. Unimpresa chiede apertamente aiuti anche a livello europeo

 
17 gennaio 2022 | 17:52

Caro bollette e aumento dei costi, 700mila imprese a rischio default

Fra loro migliaia di bar, ristoranti e alberghi. Le organizzazioni di settore temono che la fine della moratoria sui prestiti porti a uno scenario drammatico. Unimpresa chiede apertamente aiuti anche a livello europeo

17 gennaio 2022 | 17:52
 

Emergenza liquidità per quasi 700mila aziende italiane che, a inizio 2022, rischiano il default. Fra loro migliaia di bar, ristoranti e alberghi già in crisi con la penuria di clienti e il caro bollette e per cui è già stato chiesto al Governo lo scostamento di bilancio per introdurre nuovi ristori. La causa è la fine della moratoria dei finanziamenti concessi dalle banche introdotta con il decreto legge Cura Italia nella primavera del 2020. Un crac che potrebbe costare oltre 27 miliardi di euro. Questo il possibile scenario avanzato dagli analisti del Centro studi di Unimpresa. La richiesta è di avere ulteriori aiuti, anche a livello europeo, per fronteggiare l'emergenza.

Caro bollette e aumento dei costi: 700 mila imprese rischiano di saltare

Le mille difficoltà delle imprese

Il possibile scenario è legato al fatto che la moratoria si è conclusa lo scorso 31 dicembre e al momento non ci sono notizie di un suo eventuale rinnovamento. Questo per evitare la procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia per “aiuto di Stato illegittimo”. Ma la sofferenza di molte aziende è un fatto tangibile, che rende incerta la loro stessa sopravvivenza.

 

La pressione per ottenere una proroga

Il tema è caldo, sia per le aziende che per le banche, considerato che l’Esecutivo non pare intenzionato a prorogare le garanzie sulle moratorie scadute il 31 dicembre. Gli istituti di credito alzano la pressione affinchè compaia qualcosa nel prossimo Decreto Ristori, ma al momento l’ipotesi sembra solo un sogno. Anche perché i tempi sono molto stretti a causa di un clima politico particolarmente instabile con la corsa al Quirinale che sta entrando nel vivo. L’unica sponda in questa battaglia sembra essere Laura Castelli, vice ministro all’Economia, la quale ha raccolto l’Sos di Abi e comunicato il suo impegno a prorogare il pacchetto di norme introdotte nel 2020 con un emendamento da inserire al Milleproroghe all’esame delle Camere.

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