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La primavera incerta del turismo: prenotazioni giù del 30%

A lanciare l'allarme è Assoturismo Confesercenti che spiega come, a causa soprattutto del caro bollette, gli italiani abbiano deciso di ridurre di un terzo le spese per i viaggi. E gli stranieri non aiutano...

 
21 marzo 2022 | 17:37

La primavera incerta del turismo: prenotazioni giù del 30%

A lanciare l'allarme è Assoturismo Confesercenti che spiega come, a causa soprattutto del caro bollette, gli italiani abbiano deciso di ridurre di un terzo le spese per i viaggi. E gli stranieri non aiutano...

21 marzo 2022 | 17:37
 

Chi si aspettava una primavera di rinascita per il turismo sta rimanendo deluso. Il caro bollette e la guerra in corso in Ucraina stanno tenendo lontani molti viaggiatori sia interni sia internazionali. Così, con la Pasqua all'orizzonte, Assoturismo Confesercenti lancia l'allarme: le prenotazioni per il periodo primaverile sono in calo del 30% rispetto ai livelli pre pandemici. 

La primavera incerta del turismo: prenotazioni giù del 30%

Turismo in Italia: è una primavera incerta 

A mettere il freno alle prenotazioni ci sono quindi due fattori. Da un lato il caro bollette che ha portato gli italiani a scegliere di ridurre in media di un terzo le spese destinate al turismo. Alla riduzione del budget del mercato interno si aggiunge poi la scarsa spinta dei turisti stranieri che sono lontani dai livelli pre pandemia. A incidere sono soprattutto le incertezze a livello internazionale legate al conflitto bellico in corso

Le parole di Assoturismo-Confesercenti 

«Il conflitto russo-ucraino - spiega Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti - non ha fermato solo i viaggiatori di questi due paesi: assistiamo, infatti, a una diminuzione generale delle prenotazioni da tutta l’area dell’Europa orientale e del Baltico, dalla Finlandia all’Ungheria passando per Polonia, Estonia Lettonia e Lituania, mercati minori ma che prima della pandemia avevano mostrato un crescente interesse nella destinazione Italia e anche dagli Usa. Speriamo che si tratti di un rallentamento momentaneo: si sta profilando di nuovo una situazione difficile per il settore turistico, già messo in crisi da due anni di stop and go. I provvedimenti varati dal Governo per il contenimento dei costi energetici e per l’estensione degli ammortizzatori sociali per il turismo fino a fine anno sono senz’altro positivi, ma non è da escludere la necessità di nuovi sostegni in caso non ci sia l’auspicato superamento dell’emergenza in tempi brevi». 

Le imprese del turismo incontrano il ministro Orlando 

Intanto le imprese del turismo all'incontro con il ministro del Lavoro Andrea Orlando hanno chiesto ulteriori ipotesi di Cig emergenziale. Originariamente concepito per condividere le prime riflessioni sull’impatto della riforma degli ammortizzatori sociali, l'incontro è servito per fare il punto sulle necessità che si determinano per garantire l’attività delle imprese di fronte alla nuova drammatica situazione connessa alla crisi Ucraina, nonché alle conseguenze sul tessuto economico della crisi energetica e dell’impatto inflattivo. 

«Quanto alla riforma degli ammortizzatori sociali, sarebbe stato meglio prevedere una fase di transizione e i provvedimenti legati al Decreto "Sostegni Ter" lo hanno dimostrato - si legge in una nota di Confcommercio Imprese - In questo momento servono in primo luogo ulteriori ipotesi di "Cig emergenziale", agendo direttamente sul blocco dei “contatori” ai fini della durata massima dei trattamenti di integrazione salariale ordinaria fruibili anche dalle imprese del settore turistico e della cultura, che a fine marzo termineranno le 13 settimane nel biennio mobile, se pur scontate dalla contribuzione addizionale ai sensi dello stesso Decreto "Sostegni Ter"». 

Il bilancio drammatico del turismo organizzato 

Il quadro generale non è certo dei migliori e va a colpire un settore già messo in ginocchio da due anni di pandemia. Nel 2019 il comparto del turismo organizzato fatturava 13,3 miliardi di euro. Nel 2020 ha perso quasi l'80% e nel 2021 l'81,2%. Si parla, complessivamente, di 21,1 miliardi andati in fumo a cui, secondo le stime, se ne aggiungeranno altri 6 quest'anno. 

 

 

 

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