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Le agromafie scippano i fondi Ue
Ira Bellanova: «Gravità enorme»

Le agromafie scippano i fondi Ue 
Ira Bellanova: «Gravità enorme»
Le agromafie scippano i fondi Ue Ira Bellanova: «Gravità enorme»
Primo Piano del 15 gennaio 2020 | 16:55

Carabinieri e Guardia di Finanza hanno portato a termine il più grande blitz mai messo a segno contro i clan mafiosi messinesi: ben 94 arresti. Sgominate anche altre situazioni illegali: sette persone sono state arrestate nei clan catanesi per infiltrazioni nel settore del latte e 501 invece denunciati per truffa ai danni dell'Inps nel Metapontino.

Clan di messinesi che avrebbero intascato indebitamente fondi europei destinati ai produttori agricoli, clan della Camorra dei Casalesi infiltrati nel settore della commercializzazione del latte in Campania, una truffa ai danni dell'Inps nel Metapontino per l'assunzione di falsi braccianti nelle aziende agricole. Questi sono esempi emblematici del fatto che l'agricoltura è sempre più nel mirino delle mafie.

Teresa Bellanova (La mafia truffa l'Ue, fondi rubati Bellanova: «Gravità enorme»)
Teresa Bellanova

Mani dei clan sui fondi Ue... Una truffa milionaria
I carabinieri del Ros e la Guardia di Finanza hanno arrestato ben 94 persone nel corso del più imponente blitz mai messo a segno contro i clan mafiosi messinesi dei Nebrodi. Questi clan puntavano ai soldi dell'Unione europea. Avrebbero infatti intascato indebitamente fondi Ue per oltre 5,5 milioni di euro, mettendo a segno centinaia di truffe all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), l'ente che eroga i finanziamenti stanziati dall'Ue ai produttori agricoli.

A fiutare questo affare milionari sono stati i clan storici di Tortorici, paese dei Nebrodi, i Batanesi e i Bontempo Scavo, che, anche grazie all'aiuto di un notaio compiacente e di funzionari dei Centri commerciali agricoli (Cca) che istruiscono le pratiche per l'accesso ai contributi europei per l'agricoltura, hanno incassato fiumi di denaro.

I due clan, invece di farsi la guerra, si sono alleati, spartendosi virtualmente gli appezzamenti di terreno di larghissime aree della Sicilia (e anche fuori dalla regione) necessari per le richieste di sovvenzioni. «Questo - scrive il gip che ha disposto gli arresti su richiesta della Dda di Messina - con gravissimo inquinamento dell'economia legale e con la privazione di ingenti risorse pubbliche per operatori onesti».

Immediato il commento della Commissione Ue dopo il blitz: «Siamo al corrente di questa indagine delle autorità italiane sul cattivo utilizzo dei fondi. L'indagine è sempre in corso ed è nelle mani delle autorità italiane. La commissione Ue ha una politica di tolleranza zero rispetto alle frodi dei fondi europei. Insistiamo con gli Stati affinché sviluppino e stabiliscano un impegno chiaro per evitare queste situazioni».

Compiaciuta per l'indagine la Ministra Teresa Bellanova: «La gravità di quanto emerso è enorme. Altrettanto evidente il danno derivante dal sottrarre importanti risorse europee alla buona agricoltura e alle imprese di qualità, che nella Sicilia orientale sono la maggior parte, per dirigerle verso le cosche mafiose e le imprese colluse con la connivenza di pezzi della pubblica amministrazione».

Il volume d'affari annuale delle agromafie vale 24,5 miliardi di euro (La mafia truffa l'Ue, fondi rubati Bellanova: «Gravità enorme»)
Il volume d'affari annuale delle agromafie vale 24,5 miliardi di euro

«Un furto di futuro - prosegue la Bellanova - alle nuove generazioni, alla Sicilia, al suo agroalimentare di eccellenza, che ho avuto modo di visitare personalmente di nuovo anche nelle ultime settimane». Aggiunge poi: «La fisionomia modernissima e dinamica (a detta degli inquirenti) dei gruppo criminali sgominati, molto lontana dallo stereotipo della mafia dei pascoli, conferma l'importanza del lavoro di indagine che colpisce clan mafiosi dediti allo sfruttamento delle risorse pubbliche in agricoltura, facendo emergere addirittura questo come attività prioritaria».

Conclude la Bellanova: «Ancora una volta emerge la qualità del nostro sistema di prevenzione e repressione a tutela di quell'economia e quell'agroalimentare che scelgono, senza tentennamenti, la via della legalità, del rispetto della legge, della concorrenza virtuosa e sana, della qualità territoriale come elemento fondamentale per la competitività e per lo sviluppo».

Infiltrazioni di clan catanesi nel settore del latte
Le indagini della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza hanno fatto luce sull'intromissione del clan dei Casalesi nel settore della commercializzazione e distribuzione del latte. Le due autorità hanno eseguito sette misure cautelari nei confronti di sette persone gravemente indiziate, a vario titolo, di concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Secondo quanto emerso dall'attivitàè investigativa, coordinata dalla Dda di Napoli, il clan si era infiltrato nel settore attraverso un'azienda fittiziamente intentata a prestanome.

Secondo gli investigatori gli indagati hanno fornito un contributo concreto all'associazione mafiosa, consentendole di conservarsi e a rafforzarsi. Contestato anche il reato di trasferimento fraudolento di valori, con l'aggravante mafiosa. Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile di Napoli, dal Commissariato di Castellammare di Stabia e dal Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.

Truffa ai danni dell'Inps nel Metapontino
501 persone sono state denunciate dai Carabinieri con l'accusa di truffa aggravata ai danni dell'Inps, in provincia di Matera. L'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Matera, ha riguardato l'assunzione di falsi braccianti nelle aziende agricole del Metapontino.

Ettore Prandini (La mafia truffa l'Ue, fondi rubati Bellanova: «Gravità enorme»)
Ettore Prandini

Il punto della Coldiretti
Il commento è del presidente Ettore Prandini: «Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto delle Forze dell'ordine confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare». Prandini esprime sostegno all'operazione dei carabinieri del Ros e della Guardia di Finanza.

«L'innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolosa la criminalità nell'agroalimentare», precisa Prandini, nel ricordare che il volume d'affari complessivo annuale delle agromafie, che vale 24,5 miliardi di euro, spazia dal latte ai fondi comunitari, dall'agricoltura all'allevamento, dalla distribuzione alimentare alla ristorazione.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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