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di Stefano Calvi
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Oltrepò, Torrevilla guarda avanti
e presenta la sua annata 2019

Oltrepò, Torrevilla guarda avanti 
e presenta la sua annata 2019
Oltrepò, Torrevilla guarda avanti e presenta la sua annata 2019
Pubblicato il 02 luglio 2020 | 06:50

L'attività della cantina pavese non si è mai fermata. Lo scorso maggio l'acquisizione della cantina Il Montù, a settembre saranno sul mercato i vini dell'ultima vendemmia.

Davanti ad un parterre di giornalisti ed esperti la Viticoltori Associati Torrevilla ha presentato i nuovi vini. Sono prodotti giovani, tecnicamente diremmo che sono “bambini”. Possiedono però quell’ossatura chiara che fa ben sperare in ottica di commercializzazione futura. Nella suggestiva foresteria al piano superiore della cantina di Torrazza Costa, quartier generale della storica cantina cooperativistica oltrepadana, il direttore Gabriele Picchi e l’enologo Leonardo Valenti hanno tracciato le sfide future dell’azienda presentando quattro vini in uscita con il prossimo autunno.

Gabriele Picchi e Leonardo Valenti - Oltrepò, Torrevilla guarda avanti e presenta la sua annata 2019
Gabriele Picchi e Leonardo Valenti

«Il Covid – ha detto Picchi – non ha rallentato il nostro lavoro che è continuato minuziosamente per garantire ai nostri prodotti la qualità che da diversi anni cerchiamo di mettere nelle bottiglie. Un percorso che affrontiamo insieme ai nostri soci e con la preziosa collaborazione tecnica del professor Valenti che ci sta supportando magnificamente su questa strada». Torrevilla, storica cantina cooperativistica con 200 soci conferitori, oltre 600 ha di vigneti, 2,5 milioni di bottiglie prodotte ha effettuato nel periodo di lockdown una rapida mossa societaria, studiata e conclusa in poche settimane, per affrontare gli scenari mutati dalla pandemia mondiale. Ovvero l’acquisizione della cantina Il Montù di Montù Beccaria, azienda secolare di proprietà della famiglia Tonalini, un importante marchio oltrepadano.

«In questa operazione – ha voluto sottolineare Picchi alla stampa – non abbiamo lasciato nulla al caso. Abbiamo concluso l’atto davanti al notaio lo scorso maggio, nel periodo più burrascoso della storia recente, ma è da mesi che ci stavamo lavorando. Ora, attraverso questa strategica operazione con la storica realtà fondata nel 1902 nella Valle Versa, ovvero il versante d’Oltrepò opposto a quello presidiato storicamente da Torrevilla, completeremo la gamma di prodotti, ma soprattutto aumenteremo in modo assai più capillare la nostra presenza nel mercato consumer di fascia centrale, grazie alle referenze nella Gdo portare in dote dall’accordo con Il Montù».

La sede di Cantina Torrevilla - Oltrepò, Torrevilla guarda avanti e presenta la sua annata 2019
La sede di Cantina Torrevilla

La strategia commerciale di Torrevilla è ben chiara come pure quella agronomica. «Con l’allargamento della mappatura di provenienza delle uve in quella zona – ha detto il professor Valenti, enologo e agronomo della cantina - si completerà il panorama dell’Oltrepò lavorato e gestito dalla Viticoltori Associati. Tutto ciò offrirà uno spettro di selezione qualitativa che spingerà sicuramente verso una crescita sempre maggiore. Provvederemo ad una zonazione dei terreni della tenuta che ci permetterà di individuare le zone più vocate e quindi, giocoforza, garantire più qualità in bottiglia».

Quali cambiamenti porterà questa acquisizione sul piano organizzativo? Così il direttore Picchi: «Rimarrà ben chiaro il brand Il Montù, un marchio storico e riconoscibilissimo dai winelovers. Per i vini utilizzeremo esclusivamente uve provenienti dalla tenuta perché vogliamo far ritrovare nel bicchiere l’identità territoriale di quella zona. In poche parole sarà una linea separata rispetto a quella di Torrevilla nonostante l’intero processo di lavorazione e trasformazione si terrà nella nostra cantina. Ad oggi abbiamo convertito il 99% dei codici clienti e ci siamo resi maggiormente conto che Il Montù è un marchio con una clientela impostante a dimostrazione che questa operazione di acquisizione rappresenta un’altra importante pagina della nostra gloriosa storia».

Ad introdurre la degustazione dei vini nuovi è stato il professor Valenti. Il primo vino assaggiato è il Pinot Nero Nature Riserva 110 della linea La Genisia, uno spumante metodo classico caratterizzato da un equilibrio bocca/naso che richiama la bevuta successiva. Ha un’identità ben precisa che si riscontra anche nelle annate precedenti che avevamo degustato in altre occasioni e si presenta alla bevuta molto morbido con un finale persistente dove emergono sentori di frutta secca e piccola pasticceria. Il secondo vino proposto è un Riesling Superiore 2019 Bio. «La sua vinificazione – ha detto Valenti – avviene in bianco con parziale macerazione a freddo prima della fermentazione che avviene in vasche di acciaio a 16-18 gradi. Dopo il necessario affinamento sulle fecce di 6 mesi in vasche termo condizionate a 15 gradi, il vino viene messo direttamente in bottiglia».

Le etichette in degustazione - Oltrepò, Torrevilla guarda avanti e presenta la sua annata 2019
Le etichette in degustazione

Alla degustazione si presenta ovviamente come un bambino dove però si notano chiare le sue grandi potenzialità. All’assaggio è più aromatico alla bocca che al naso e questi suoi sentori non sono ancora sviluppati appieno a causa della giovane età. Ma l’ottima acidità che si avverte non può che far ben sperare. Ci piacerebbe degustarlo fra 5 anni. Il terzo vino proposto in degustazione è la Bonarda dell’Oltrepò Pavese Bio, annata 2019. Un prodotto appena andato in bottiglia, addirittura non ancora etichettato. Presenta inevitabilmente note vinose, con sentori di aromi di frutta rossa ed in particolare di prugna. È ancora in affinamento, deve ancora esprimere la sua potenzialità che sicuramente troveremo fra sei o sette mesi nel bicchiere, quindi ci aspetteremo di trovare note di frutta matura, un gusto persistente, intenso e corposo.

L’ultimo vino degustato è il Pinot Nero Noir Riserva 110, della selezione La Genisia. È un 2017, un assemblaggio che esprime al meglio la vocazione dei terreni migliori per questo vitigno (nei Comuni di Torrazza Coste e Montebello), ha fatto 18 mesi in barrique di rovere ed è stato oggetto di batonnage. Ha una buona colorazione nonostante il 2017 sia stata un’annata calda, un buon tannino che deve ancora affinarsi in bottiglia. Gli manca, giustamente, quella eleganza che sicuramente ritroveremo negli anni perché questo vino, ne siamo certi, ha una grande prospettiva.

«Come premesso – ha detto il direttore Gabriele Picchi – sono vini giovani e nuovi che devono ancora costruirsi ma che già dimostrano la loro potenzialità. Entreranno in commercio dopo l’estate, sicuramente in autunno». La degustazione si è poi conclusa con un piacevole momento conviviale tra i vigneti della frazione Mondondone di Codevilla dove i vini sono stati accostati ad alcuni piatti della tradizione, il tutto incastonato in una suggestiva “cartolina” bucolica che ha permesso ai presenti di ammirare un panorama splendido sulla pianura pavese.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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