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Azienda Agricola Eduardo Scuotto, i segreti dei vini di famiglia

Adolfo, figlio di Eduardo Scuotto, ci racconta l'azienda di Lapio (Av), nel cuore della verde Irpinia, il generoso territorio dell’entroterra campano dove fare vino è vocazione da secoli, e i progetti per il 2022

di Vincenzo D’Antonio
27 novembre 2021 | 09:44

Azienda Agricola Eduardo Scuotto, i segreti dei vini di famiglia

Adolfo, figlio di Eduardo Scuotto, ci racconta l'azienda di Lapio (Av), nel cuore della verde Irpinia, il generoso territorio dell’entroterra campano dove fare vino è vocazione da secoli, e i progetti per il 2022

di Vincenzo D’Antonio
27 novembre 2021 | 09:44

Siamo a Lapio (Av), nel cuore della verde Irpinia, il generoso territorio dell’entroterra campano dove fare vino è vocazione da secoli. In contemporaneità di generazione, nel senso che espletano entrambi attività quotidiana nella loro azienda, il papà Eduardo Scuotto e il figlio Adolfo. Ed è Adolfo che si presta volentieri a rispondere alle nostre domande.

Eduardo Scuotto e il figlio Adolfo Azienda Agricola Eduardo Scuotto, i segreti dei vini di famiglia

Adolfo Scuotto con l'enologo Angelo Valentino


Ciao, caro Adolfo.  Tu sei giovane in duplice accezione, giovane la tua età, e pochi gli anni di attività della tua azienda. Cosa significa pertanto, a fronte di questa "giovane età" essere un vitivinicoltore irpino che fa vini di eccellente e riconosciuta qualità?
La gioventù può essere un punto di forza se abilmente sfruttato e cioè senza trascurare invece il valore dell'esperienza che abitualmente è anche associato all'età e al tempo in generale. Ergo la mia gioventù l'ho messa in campo nella vision e nella capacità di avere risposte veloci alle mutevoli caratteristiche del mercato; l'esperienza è di coloro che mi accompagnano in questo viaggio e di cui ho avuto la fortuna di attorniarmi.

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Gioventù intesa come mente scevra dagli orpelli che fanno sovente dire "si è sempre fatto così..-". Memore di ciò, ti chiedo: “secondo te oggi il vino si vende o si compra”?
Esattamente... hai sintetizzato al meglio il mio pensiero. Il Vino si compra. Non ho dubbi. Si è passati da un'economia di produzione, a una di mercato per poi arrivare a una di marketing. Oggi si parla di customer journey e della sua evoluzione. Questo "viaggio" del consumatore, che parte dal bisogno di un prodotto/servizio e termina con l'acquisto appunto. Le varie tappe di questo viaggio che possono essere online e offline portano alla scelta consapevole (in quanto voluta dal soggetto) di questo o di quel vino.


E qui mi fai sovvenire il grande business dell'enoturismo. Al riguardo mi dici com'è la situazione in generale in Irpinia e poi nel tuo specifico aziendale?
Hai utilizzato la terminologia più appropriata, devo dire. Perché di business si tratta, ma inteso come area di affari nella definizione teoria e pratica di questo termine: cosa si fa, per chi si fa e come lo facciamo (competenze, tecnologie, etc.). L'approccio è ad oggi, tranne rari casi e spesso riscontrabili solo nelle realtà dimensionate in un certo modo, quello marginale e non sistemico. Non esiste ancora un modello di "accoglienza" consolidato, con formule, proposte e relativi costi. C'è da fare ancora tanta strada, figure come l'hospitality manager sono quasi sconosciute, tranne se ci spostiamo verso regioni storicamente più sensibilizzate su questo aspetto. Noi, dopo la fase inziale che ci ha visti concentrati sul core business (produzione di vino), ci stiamo muovendo verso lo sviluppo di un'offerta, appunto strutturate e integrata con le piattaforme digitali assolutamente indispensabili.


Federvini ha posto enfasi su tre key words che sottendono, ovviamente, concetti forti ed azioni decise: comunicazione, digitalizzazione, promozione. Consapevole di cooptarti in gioco arduo, devi fare una scelta: due le butti e una te la tieni e la persegui. Sapendo, sempre nel gioco, che è comunque la tua una scelta del temine breve, diciamo l'anno 2022 e poi le due al momento buttate via, tornano in gioco. A dirla diversamente la domanda diviene: a quale dei tre concetti forti dai priorità di attuazione nell'imminente anno 2022?
Io conserverei promozione per il 2022. Ma per il semplice fatto che siamo stati fermi, causa Covid, sotto quest'aspetto. È vero che chi è avanti con il digital, ha provato a sopperire a tale mancanza, durante quel periodo, con strumenti potenzialmente equipollenti (e da ciò capisci quanto sia difficile per me buttare giù la digitalizzazione). Ma, e parlo soprattutto per il mio territorio (Campania e Irpinia, e non a caso ho detto prima Campania), il gap più importante da colmare rispetto ad altre regioni è quello della promozione.

Nel cuore della verde Irpinia fare vino è vocazione da secoli Azienda Agricola Eduardo Scuotto, i segreti dei vini di famiglia

Nel cuore della verde Irpinia fare vino è vocazione da secoli


Mi sa che al posto tuo avrei optato anche io per questa scelta, ribadendo che di scelta del termine breve trattasi. Un tuo vino, non ricordo quale, ha conseguito i Tre Bicchieri 2022 del Gambero Rosso. Qual è questo vino?
Quest'anno abbiamo avuto la conferma di questo prestigioso riconoscimento. Il Fiano di Avellino, sia con il millesimo 2019 sia con quello 2020 si è confermato Tre Bicchieri Gambero Rosso, in una regione che ne vede insigniti solo 19. Devo dire che il "rating" per me e per la nostra strategia aziendale ha sempre rappresentato una chiave di lettura importante nella visione del mercato. Esistono tanti ottimi vini, tanti produttori. Potremo infatti parlare di saturazione dell'offerta e l'orientamento del consumatore in questo mercato diventa sempre più difficile (ritornando appunto al concetto di costumer journey). Quando punteggi e guide aiutano il winelover, con una prima scrematura dei prodotti, le aziende nominate e premiate giocano un campionato con minori concorrenti potenziali. Se penso che già alla nostra prima uscita del vino Oi nì, siamo stati insigniti della Medaglia d'argento ad un Concorso Mondiale, poi diventata D'oro a Decanter. E vedendo i risultati, in termini di awareness attuale del marchio e le rapide performance di vendita, posso asserire che è stata la strada giusta fin dal principio.

Il Fiano di Avellino Azienda Agricola Eduardo Scuotto, i segreti dei vini di famiglia

Il Fiano di Avellino


Complimenti. Ma è proprio il tuo Fiano di Avellino Docg 2020 il vino prescelto per l'evento Campania felix without end che si terrà in Florida a Gennaio ?
Sì. Abbiamo Scelto il Fiano di Avellino Docg 2020 ed il Taurasi Docg 2015, anche quest'ultimo insignito della Medaglia d'oro ai Decanter Wine Awards con 95 punti.


Caro Adolfo, è ora di pranzo. Mi dici cosa metti a tavola e cosa versi nell'appropriato calice?
Il caldo un po' anomalo di questo periodo e la giornata di sole, mi suggeriscono un rosato nel calice e un sontuoso primo piatto a base di pesce. Quindi, Etna Rosato Terre Nere e Pasta mista di Gragnano Igp con guazzetto di coccio (gallinella).


Allora, caro Adolfo... buon pranzo. A presto rivederci in Irpinia.
Ti ringrazio per la piacevolissima chiacchierata, ricca di spunti di riflessione per coloro che vorranno leggerla. Mi auguro per questo imminente 2022 di scrivere, insieme ai miei colleghi produttori, amici ristoratori e collaboratori una nuova pagina del vino irpino, campano e italiano. Risultati, in Volumi e Valore (anche sui mercati esteri), più coerenti con l'effettivo potenziale del nostro territorio. Un caro saluto ed un arrivederci a presto.


Azienda Agricola Eduardo Scuotto
Via Campomarino 2/3 - 83030 Lapio (Av)
www.tenutascuotto.it





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