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Ripartiamo dal vino: Verdicchio “Tardivo ma non Tardo” 2018 Santa Barbara

Alla vista il vino è giallo intenso con riflessi dorati. Al naso sprigiona profumi intensi di frutta tropicale. In bocca si presenta ricco e lungo con sentori di frutta tropicale e delizioso finale leggermente amarognolo

 
19 agosto 2022 | 17:13

Ripartiamo dal vino: Verdicchio “Tardivo ma non Tardo” 2018 Santa Barbara

Alla vista il vino è giallo intenso con riflessi dorati. Al naso sprigiona profumi intensi di frutta tropicale. In bocca si presenta ricco e lungo con sentori di frutta tropicale e delizioso finale leggermente amarognolo

19 agosto 2022 | 17:13
 

Il nome Santa Barbara è un omaggio alla terra, alle tradizioni e ai culti. La storia affonda le radici nel VI secolo, quando Senigallia era una città bizantina e un avamposto longobardo (e quindi “barbaro”) si insediò in un borgo vicino. Da allora, quel borgo prese il nome di Barbara dove sorge oggi la cantina, la quale ha il privilegio di avere la sua sede produttiva all’interno di un antico monastero. Nei secoli successivi, Santa Barbara divenne anche la protettrice del borgo ed è, da sempre, un’immagine cara ai suoi abitanti che fin dall’antichità ne venerano il culto.

La passione, unita al rispetto della terra e alla voglia di innovare sono le basi sulle quali l’azienda ha deciso di improntare il proprio lavoro. Ogni anno vengono prodotte 900mila bottiglie, delle quali ben il 50% viene esportato in tutto il mondo, dall’Europa agli Stati Uniti al Canada, fino ad arrivare in Messico, Brasile, Australia, Giappone, Singapore, Cina, Hong Kong e Tailandia.

DolceVita

I vigneti, tra i 25 e i 40 anni, sono distribuiti su 45 ettari di terreno lungo le sinuose colline che dal comune di Barbara attraversano Serra de Conti, Montecarotto, Arcevia fino ad arrivare a Morro d’Alba e Cupramontana. La particolarità di queste zone sono i terreni argillosi e ricchi d’acqua che sorgono in una fascia di terra racchiusa tra il Mare Adriatico, a est, e la catena degli Appennini, ad ovest. L’azienda si è posta fin dall’inizio due obiettivi: il rilancio delle uve autoctone - Verdicchio dei Castelli di Jesi, Montepulciano e Lacrima di Morro d’Alba - e la creazione di vini dal “gusto internazionale” che abbiano originalità e grande personalità come il Merlot, il Syrah e il Cabernet Sauvignon.

Vino degustato: Castelli di Jesi Verdicchio Docg Riserva Classico “Tardivo ma non Tardo” 2018 Santa Barbara

Un vino che si lega alla sua terra e all’arte marchigiana: non a caso, l’etichetta è stata realizzata in esclusiva per l’Azienda Santa Barbara dalla pittrice e ristoratrice Catia Uliassi, che in tutte le sue opere fa emergere una forte autonomia espressiva, proprio come il Verdicchio “Tardivo ma non Tardo”. Il rapporto con Catia Uliassi è inoltre rafforzato dal legame che unisce l’azienda alla Fondazione Dott. Dante Paladini onlus, un’orga­nizzazione no-profit impegnata nel sostegno nella cura dei malati neuromuscolari e nella ricerca clinica delle malattie da cui queste persone sono afflitte, alla quale Santa Barbara devolve parte del ricavato di ogni bottiglia di “Tardivo ma non Tardo”.

Castelli di Jesi Verdicchio Docg Riserva Classico “Tardivo ma non Tardo” 2018 Santa Barbara £$Ripartiamo dal vino:$£ Verdicchio “Tardivo ma non Tardo” 2018 Santa Barbara

Castelli di Jesi Verdicchio Docg Riserva Classico “Tardivo ma non Tardo” 2018 Santa Barbara

La vinificazione avviene in serbatoi di acciaio. Segue affinamento su fecce fini. Alla vista il vino è giallo intenso con riflessi dorati. Al naso sprigiona profumi intensi di frutta tropicale con variazioni speziate e vegetali. In bocca si presenta ricco e lungo con sentori di frutta tropicale e delizioso finale leggermente amarognolo che invita alla beva.

 

Santa Barbara
Borgo Mazzini 35 - 60010 Barbara (An)
Tel 071 9674249

 

Paolo Porfidio al Terrazza Gallia

Paolo Porfidio al Terrazza Gallia

Paolo Porfidio è laureato in enologia e lavora come head sommelier al ristorante Terrazza Gallia, al settimo piano dell’Excelsior Hotel Gallia di Milano. Si è classificato primo nel sondaggio “Personaggio dell’anno 2019 - Premio Italia a Tavola” nella categoria Sala e Hotel. Grande è la sua popolarità nel mondo professionale e sui social network, tanto che nel sondaggio è risultato il candidato più votato in assoluto tra tutte le categorie. Nel 2020 è stato nominato coordinatore di Aspi (Associazione sommellerie professionale italiana) Milano.


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