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di Alberto Lupini
direttore
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In Friuli il 2018 è "vendemmia della pace"
Consorzio Doc-Fvg: Mai più la guerra

Pubblicato il 07 dicembre 2018 | 18:12



Il Consorzio del Friuli Venezia Giulia ha voluto celebrare il centenario dalla fine del primo conflitto mondiale con il vino da intendersi come elemento di pace e socializzazione.

In particolare, il Consorzio ha realizzato in questo senso un simbolico collarino per dire "Mai più" alla guerra, che verrà indossato dalle etichette realizzate con le uve raccolte quest'anno. Il progetto è stato presentato a Roma nel corso di una degustazione abbinata a prodotti tipici della Regione, come il Prosciutto di San Daniele Dop e il Montasio Dop. Ad arricchire il tutto, dandogli un significato più profondo, alcune immagini dedicate al mondo vitivinicolo dell'epoca e la lettura di alcuni brani tratti dai diari di guerra dei soldati al fronte. Erano questi ultimi, per primi, ad esaltare il ruolo del vino come fattore socializzante, di "legressa" (allegrezza).

(In Friuli il 2018 è vendemmia della pace Consorzio Doc-Fvg: Mai più la guerra)

I vini che simbolicamente ricopriranno questa funzione più di tutti saranno quelli dell'annata 2018. «Tra l'altro - ha spiegato Adriano Gigante, presidente del Consorzio Doc-FVG - è stata un'annata interessante per il Friuli. Per una serie di coincidenze siamo riusciti grazie al tempo e ai nostri tecnici a portarci a casa un'uva sana e perfetta con pochi trattamenti». Il presidente interpreta questa stagione «andata in maniera meravigliosa» come una sorta di «ripagamento» a cento anni dalla guerra, un periodo che non deve essere ignorato ma ricordato, così da dare più valore alla pace.

«Io vedo il vino - chiarisce - come un "trasmettitore" di pace e serenità. Penso alle persone che si fermano assieme a stappare una bottiglia... Il vino rasserena gli animi».

(In Friuli il 2018 è vendemmia della pace Consorzio Doc-Fvg: Mai più la guerra)

L'iniziativa ha ancora più valore se si pensa all'unione che caratterizza il Consorzio Doc-FVG, un «consorzio di secondo grado» lo definisce il suo presidente, per evidenziare la sua composizione poliedrica, un maxi-consorzio che riunisce al suo interno i Consorzi Friuli Annia, Friuli Aquileia, Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Friuli Grave, Friuli Isonzo e Friuli Latisana. Un insieme di territori, ognuno con le sue peculiarità, che esprime complessivamente circa 26mila ettari vitati e una produzione di oltre 1,6 milioni di ettolitri. «Rappresentiamo la quasi totalità del territorio regionale - spiega Gigante - rimangono fuori il Carso e il Collio. Ma ad esempio con il Collio abbiamo una grande collaborazione, anche se non fa ancora parte di questo nostro gruppo».

I progetti del presidente Gigante e di tutto il Consorzio Doc-FVG non si limitano comunque a questa speciale vendemmia, ma guardano più in là: «Adesso stiamo lavorando - ci anticipa Adriano Gigante - per realizzare il Consorzio Doc Friuli. Lavoriamo sempre di più in un'ottica regionale». A questo proposito basta pensare alla nascita, a giugno 2017, della Strada del vino e dei sapori del Friuli Venezia Giulia, progetto per sviluppare in modo coordinato, competitivo e non frammentario il turismo regionale, legato al mondo del vino e dell'agroalimentare. «Abbiamo già 300 "soci", non solo del mondovitivinicolo: partecipano panettieri, artigiani, ristoratori, aziende di trasformazione, allevamenti... Un sistema che rende molto interessante la visita della nostra Regione, chi ci viene può veramente trovare cose interessanti e organizzate».

(In Friuli il 2018 è vendemmia della pace Consorzio Doc-Fvg: Mai più la guerra)

«Un posto eccezionale», conclude Gigante parlando della sua regione: strategie e investimenti che hanno toccato punti cardine come la sostenibilità ambientale e l'accoglienza, che con queste iniziative quali la "vendemmia della pace" divengono ancora più strutturati e ricchi all'occhio del turista. Un sistema tutto che ha fatto inserire il Friuli Venezia Giulia tra i "must see" al mondo.

Adriano Gigante
L'azienda vitivinicola di Adriano Gigante, immersa nell'anfiteatro naturale di vigneti nel Corno di Rosazzo, ha un'offerta che spazia dal vino all'ospitalità. Il casale appena ristrutturato e arredato con eleganza ospita otto camere e la storica cantina vitivinicola, dove dal 1957 viene prodotto vino da vitigni autoctoni e internazionali. Tra le etichette gli spumanti Prima Gialla e Prima Nera; i bianchi Ribolla Gialla, Pinot Grigio, Malvasia, Friulano, Storico, Sauvignon e Chardonnay; i rossi Cabernet Franc, Merlot, Refosco dal PR, Riserva, Schioppettino, Merlot Riserva e Pignolo; i dolci Verduzzo Friulano e Picolit.

Per informazioni: www.consorziodocfvg.it

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