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di Piera Genta
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Vinibuoni d’Italia, Mario Busso:
«Nella guida trasparenza e unicità»

Vinibuoni d’Italia, Mario Busso: 
«Nella guida trasparenza e unicità»
Vinibuoni d’Italia, Mario Busso: «Nella guida trasparenza e unicità»
Pubblicato il 21 ottobre 2016 | 11:47

La guida Vinibuoni ha una particolare identità che la rende non paragonabile a nessun’altra guida enologica, perché analizza solo i vini da vitigni autoctoni e per la trasparenza con cui opera. Lo conferma il curatore

In attesa di Enoteca Italia, la prestigiosa rassegna che Vinibuoni d’Italia dedica ai produttori di vini da vitigni autoctoni provenienti da tutta Italia, Mario Busso curatore nazionale di Vinibuoni d’Italia spiega il processo di selezione che dalla degustazione di oltre 25mila campioni di vini porta ai giudizi finali per decretare le “Corone” e la “Golden Star” della nota guida.

Vinibuoni d’Italia Mario Busso Nella guida trasparenza e unicità
Mario Busso

Cosa rende Vinibuoni d’Italia una guida diversa?
Tutti ormai riconoscono alla guida Vinibuoni d’Italia una sua particolare identità che la rende non paragonabile a nessun’altra guida dei vini. In primo luogo perché analizza solo i vini da vitigni autoctoni che sono espressione della storia e della diversità italiana rispetto al resto della produzione mondiale. Infatti sono oltre 350 i vitigni utilizzati nel nostro Paese per la produzione di vini che raccontano storie ed espressioni culturali del territorio italiano non paragonabili con il resto del mondo. In secondo luogo la trasparenza di tutte le operazioni della filiera che parte dall’invio dei campioni da parte dei produttori fino alla valutazione e alle selezioni che si concludono con le finali aperte al pubblico, ai produttori e ai media. La classificazione dei produttori, in base all’originale impostazione grafica studiata, in un colpo d’occhio offre al lettore l’espressione qualitativa immediata dei vini selezionati.

Come avvengono le valutazioni e la selezione dei produttori?
A ciascuna regione, ogni anno in quanto curatore nazionale, assegno, in accordo con i coordinatori regionali, un numero prestabilito di aziende da inserire in guida. Detto numero ha delle flessibilità annuali, necessarie per recepire anno per anno alcune esigenze specifiche delle regioni esaminate, per fare una lettura attenta delle annate e rivolgere un occhio vigile al progressivo incremento qualitativo della produzione dei territori esaminati. Tuttavia il totale delle aziende da inserire, a conclusione dei lavori, non deve superare il tetto nazionale prestabilito dalla redazione e dall’editore che è di 5mila. La coerenza selettiva, per rispettare le regole, è dunque severa ed entrano in guida quelle aziende che hanno ottenuto, con punteggio assoluto espresso in stelle, le valutazioni complessive migliori.

Come vengono degustati i vini?
Oltre ad essere valutati in forma anonima i vini vengono valutati in base ai seguenti parametri:
  • Qualità espressa in centesimi secondo le tabelle di degustazione internazionali.
  • Corrispondenza vino-vitigno-territorio per cogliere il meglio dell’espressività di un vino che deriva da vitigno autoctono. Questo parametro incide in misura determinante.
  • Bevibilità, ovvero la gradevolezza e la piacevolezza dimostrate dal vino al momento dell’assaggio.
  • Vino in bottiglia, ovvero un vino pronto per la commercializzazione e il consumo, infatti i produttori possono inviare il vino quando ritenuto pronto affrontare il giudizio del consumatore finale.

Cosa significano le stelle e come avviene l’inserimento delle aziende in guida?
In base alla limitazione del numero delle aziende da inserire in guida e in base alle premesse di cui sopra, per effetto delle graduatorie stilate secondo i criteri indicati, ci sono aziende non ammesse con un margine di scarto veramente esiguo. Le stesse aziende è possibile siano recensite da altre guide essendo i criteri di valutazione diversi da quelli di Vinibuoni d’Italia. Questo non significa che i vini inviati non siano buoni, bensì appena al di sotto alla media dei punteggi ottenuti dalle aziende inserite. I punteggi dei vini sono raffigurati in stelle che esprimono l’immediata traduzione del giudizio di un vino che rispecchia, come dicevo sopra, le tabelle internazionali espresse in centesimi. Il numero delle stelle è stato studiato per andare incontro al crescente interesse da parte del consumatore di avere l’immediata percezione della qualità del vino. Si tratta quindi di un punteggio che facilita in modo immediato la comprensione. Solo i vini che raggiungono un risultato minimo di 76 punti vengono pubblicati nella guida, perciò non appaiono i vini con un punteggio inferiore. Il primo livello è espresso da una stella, per arrivare alle 4 stelle che raccontano un vino che si posiziona dagli 88 ai 90 centesimi. Oltre i novanta centesimi i vini vengono portati a finale e concorrono al massimo riconoscimento della Corona.
 
Cosa significano Corona e Golden Star?
I vini che arrivano a finale sono di qualità eccellente e il loro fascino, al di là della positiva espressione organolettica, li rende unici e inimitabili. I vini che giungono a finale sono valutati da commissioni composte da 9 membri scelti tra i coordinatori regionali della guida. In dette commissioni non è ovviamente presente il commissario che ha portato i vini della propria regione a finale. Le degustazioni avvengono alla cieca conoscendone solo la tipologia e la zona da cui provengono per poter considerarne anche la tipicità. A Corona vanno i vini migliori della loro categoria che hanno ottenuto almeno 5 voti su 9 da parte delle commissioni. Si tratta di vini che hanno assoluta gradevolezza e profondità unite a carattere inconfondibile; vini di indimenticabile emozione, in grado di esaltare i sensi di ogni appassionato winelover. I vini che alle finali non raggiungono la Corona, vengono insigniti della Golden Star e sono vini dalla forte personalità espressiva che meritano comunque l’attenzione del consumatore appassionato ed esigente. Vini gradevoli e armoniosi, di preciso carattere e stile; vini tipici per la zona e per la tipologia.

Vengono forniti dei consigli al consumatore?
Ogni vino riceve un suggerimento sul suo miglior periodo per il consumo. Questa indicazione corrisponde al posizionamento dall’icona di una bottiglia che può apparire in verticale, piegata o distesa. Tale posizionamento fornisce un’indicazione della possibile longevità del vino da consumare sul breve, medio e lungo periodo. Queste indicazioni rappresentano una stima di prospettiva, anche perché lo sviluppo positivo o negativo dipende da molte variabili, tra cui le condizioni e le modalità di conservazione.

Quali sono le novità nella guida 2017?
Oltre ad evidenziare i produttori impegnati sulla sostenibilità ambientale, sulle pratiche virtuose, sull’impegno nelle coltivazioni biologiche e biodinamiche, Vinibuoni segnala con un apposito simbolo la presenza “centenario” di molte aziende che hanno raccontato la storia enologica italiana ad iniziare dal 1500 ad oggi. Inoltre è stata inserita un’apposita sezione dedicata all’ospitalità, intitolata “Vinibuoni Charming Club”, per evidenziare quelle strutture che fanno dell’accoglienza enoturistica e della promozione diretta dei loro vini nei punti di vendita aziendali un punto di forza della loro attività.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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