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di Mariella Morosi
di Mariella Morosi

“Diamoci un taglio”
La riscoperta dei vini monovitigno

Pubblicato il 15 maggio 2019 | 09:39

Grande successo di pubblico alla mostra mercato "Diamoci un taglio, beviamoli in purezza" dedicata a quei vini monovitigno che solitamente vengono usati in blend.

Protagonisti dell’iniziativa, varietà come Coda di Volpe, Canaiolo, Grechetto, Centisimino, Ciliegiolo o Guarnacino. Il nostro sterminato patrimonio ampelografico ne conta tanti, spesso sottovalutati nella loro singola capacità espressiva anche se ne viene apprezzato il contributo nella composizione di grandi etichette. Sono vitigni che rischiano l’estinzione ma che, in nome della biodiversità, alcuni vignaioli stanno riscoprendo.

(Diamoci un taglioLa riscoperta dei vini monovitigno)

Per dimostrarne il carattere e le potenzialità non abbastanza espresse sono arrivati a Roma una trentina di produttori provenienti da vari territori italiani con le loro etichette nate da queste uve da taglio vinificate in purezza. La mostra mercato si è svolta a Palazzo We Gil di Largo Ascianghi 5 ed è stata promossa da "La Pecora nera", casa editrice specializzata nella realizzazione di guide enogastronomiche in collaborazione con Pasquale Livieri, patron dell'Enoteca romana Il Sorì.

(Diamoci un taglioLa riscoperta dei vini monovitigno)
Alfondo Isinelli, Raffaele Troisi e Pasquale Livieri

«Negli ultimi anni il mondo del vino ha vissuto un vero exploit di eventi che lo riguardano - ha detto Simone Cargiani per conto della casa editrice - e con produttori scelti secondo i criteri più disparati, dall’appartenenza a un territorio all’adesione a una particolare filosofia produttiva. Con questo evento abbiamo voluto dar voce a tante espressioni eccellenti di vitigni normalmente e storicamente utilizzati in blend, per far conoscere al grande pubblico la poesia che ci può essere, ad esempio, dietro a un Grechetto o a un Canaiolo in purezza. Nello scegliere i produttori abbiamo deciso di non mettere paletti, coinvolgendo sia cantine tradizionali che integralisti del naturale ma tenendo alto il livello qualitativo».

(Diamoci un taglioLa riscoperta dei vini monovitigno)

Pasquale Livieri ha avuto il compito di scegliere il ventaglio di aziende rappresentativo di tutto il territorio italiano che hanno preso parte a questa prima edizione dell'evento. «Il criterio fondamentale per la partecipazione alla fiera mercato - ha precisato - è stato la realizzazione di almeno un vino prodotto in purezza con uno dei vitigni che in passato erano utilizzati come uva da taglio».

(Diamoci un taglioLa riscoperta dei vini monovitigno)

Molto seguiti sono stati gli approfondimenti e i seminari a tema, coordinati da Alfonso Isinelli. Il primo è stato "Il Trebbiano - in viaggio tra Abruzzo, Lazio e Umbria" con le aziende Bellafonte (Arnèto), Perticaia (Trebbiano Spoletino Del Posto), Madrevite (Il Re Minore), Cantina Imperatori (Segreto Verde in Anfora), San Vitis (Trebbiano), Rabottini (Trebbiano d’Abruzzo). A seguire il tema è stato "Il Ciliegiolo, Toscana e non solo" con due annate a confronto in degustazione (2015 e 2017) delle aziende Sassotondo, Gagliardi e Podere Fontesecca. Il terzo è stato "Le nostre radici viticole. Dal Centesimino alla Coda di Volpe, dal Guarnacino alla Tintilia", seguito dalla degustazione delle etichette delle aziende Traerte - Vadiaperti (Coda di Volpe Traerte 2017) e spumante brut, Cantina San Biagio Vecchio (Monte Tarbato 2017), Masseria Perugini (Pimi Rosso 2017), Tenute Marta Rosa (Tintilia del Molise 2013) e Vinica (Tintilia Lame del Sorbo 2013).

La conclusione infine sul convegno-dibattito "Non solo vino. Distillati e amari a confronto" che ha coinvolto "AB Selezione Italian Spirits" e "Amaro Formidabile". Allestiti anche un angolo Oleoteca con circa 30 oli monovarietali, a cura di Simona Cognoli di Oleonauta, e un'area food a cura di Vincenzo Mancino di Dol (Di Origine Laziale).

Per informazioni: www.lapecoranera.net/prodotto/seminari-diamociuntaglio-19

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