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Vino, l'export evita il tracollo (-7%) E fa molto meglio della Francia

I dati dell'Osservatorio Nomisma sono relativi ai primi 4 mesi del 2020, rispetto all'anno scorso. Il mercato italiano cala, ma sa reggere la crisi diversamente dai diretti concorrenti. La Francia fa registrare un -22,2%.

13 giugno 2020 | 12:30

Vino, l'export evita il tracollo (-7%) E fa molto meglio della Francia

I dati dell'Osservatorio Nomisma sono relativi ai primi 4 mesi del 2020, rispetto all'anno scorso. Il mercato italiano cala, ma sa reggere la crisi diversamente dai diretti concorrenti. La Francia fa registrare un -22,2%.

13 giugno 2020 | 12:30

Nonostante l'"attacco" del Covid-19, il vigneto Italia resiste, in particolare sul fronte dei mercati extra-Ue e, soprattutto, diversamente dal suo principale competitor, la Francia, che può dirsi al momento in caduta libera. A trarre questa conclusione è un'analisi dell'Osservatorio Vinitaly - Nomisma Wine Monitor, che entra nel dettaglio e mette in luce una differenza tra i primi due bimestri del 2020. Il primo da record, il secondo da dimenticare (con un aprile in pieno lockdown tra i peggiori di sempre).

L'Italia perde il 7,2% sul primo quadrimestre 2020, la Francia il 22,2% - Vino, export difficile per l'Italia ma comunque meglio della Francia

L'Italia perde il 7,2% sul primo quadrimestre 2020, la Francia il 22,2%

Ecco qualche numero che rende l'idea dell'export vinicolo italiano in questi mesi (rispetto anche a quello francese) per i maggiori 10 Paesi importatori, che valgono la metà dell'export del Belpaese. L’Italia segna a sorpresa, nel primo bimestre, +5,1% sullo stesso periodo dell’anno precedente, grazie all’ottima prestazione negli Stati Uniti (+10,8%, nei primi 2 mesi il dato era a +40%) e in Canada (+7,1%). Profondo rosso invece sul vino francese (-10,1%), in ritirata nelle sue piazze chiave sia in Oriente che in Occidente. Il crinale, già sconnesso a marzo, si fa però quasi proibitivo ad aprile, dove per i fermi imbottigliati italiani si registrano pesanti cali in tutti i mercati considerati a eccezione di Canada, Russia e Corea del Sud. Si va dal 5,2% (a valori) del Giappone al -12,5% degli Usa (+6,8% gli sparkling), dal -26% della Svizzera al -48% della Cina, per un deficit complessivo sull’anno precedente del 7,2%, contro però il -22,2% francese.

Nei prossimi mesi, secondo l’Osservatorio, la crisi peserà ancora sul vino, alle prese con un minor potere di acquisto della domanda, oltre allo smaltimento dell’invenduto nella ristorazione e nei magazzini degli importatori. Senza considerare il trend della domanda Ue ad aprile, che si preannuncia con un segno negativo più marcato.

Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: «È un momento decisivo per il futuro del vino italiano; la crisi globale impone di fare ora scelte importanti che influiranno anche sul lungo periodo. Perciò Vinitaly ha moltiplicato i propri punti di osservazione e in questi mesi che precedono il Wine2Wine Exhibition&Forum di novembre condurrà sempre di più le aziende e le istituzioni in un percorso di lettura condivisa e multicanale delle dinamiche di mercato del nostro vino nel mondo».  

Ma la perdita italiana potrebbe continuare a rivelarsi più contenuta rispetto ad altri Paesi produttori: «I dati di aprile - ha detto il responsabile dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini - parlano di un mercato made in Italy che ovviamente cala ma sembra rispondere alla crisi in maniera più efficace dei propri competitor. Il mancato crollo nel mercato statunitense, complici i dazi aggiuntivi sulla Francia, la maggior presenza del prodotto tricolore nella Gdo d’oltreoceano, un miglior rapporto qualità-prezzo, assieme all’ottimo risultato in Canada, rendono meno amaro il calice italiano in tempo di Covid-19».

Secondo l’analisi, il potenziale rimbalzo potrebbe arrivare nel medio periodo dagli Stati Uniti – già in fase di ripresa dell’occupazione – e forse anche dalla Cina, che pur uscendo per prima dalla pandemia nell’ultimo mese ha dimezzato le proprie importazioni probabilmente a causa di una forte flessione economica accentuata dal conflitto commerciale con gli Stati Uniti. Nel frattempo, in piena crisi da Covid-19 l’Italia guadagna nelle quote di mercato in quasi tutti i Paesi importatori, con incrementi consistenti in Svizzera (dal 33,1% al 37,7%) e negli Usa (dal 31,4% al 34,2%). Dove da marzo ai primi di maggio si sono impennate del 31% le vendite nell’off trade, in particolare nelle fasce medie di prezzo (11-20 dollari), segmento in cui l’Italia è molto presente e competitiva.

APRILE 2020 vs APRILE 2019

VALORI APRILE 2020 (Euro)

TREND

IMPORT TOTALE VINO

Italia

Francia

Italia

 

Stati Uniti

135.726.139

114.342.387

-7,5%

 

Canada

34.226.637

36.704.566

20,1%

 

Svizzera

23.537.361

20.553.740

-23,1%

 

Russia*

*18.299.627

12.872.716

5,0%

 

Giappone

14.589.206

84.130.702     

-5,0%

 

Norvegia

11.168.558

10.899.345

1,0%

 

Cina

5.672.727

28.890.501

-51,7%

 

Corea del Sud

3.421.688

5.095.982

3,8%

 

Australia

3.245.210

14.914.842

-28,7%

 

Brasile

2.076.331

1.517.274

-5,5%

 

TOTALE TOP 10 MKT TERZI

233.663.857

329.922.055

-7,2%

 

 * stime

 

 

 

 

Fonte: Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su dati doganali

 


Qui di seguito il programma di Verona Fiere Wine&Food per il secondo semestre del 2020

EVENTO

DOVE

QUANDO

Bellavita Expo

Bangkok

9-12 settembre

Vinitaly China Road Show

Shanghai, Xiamen, Chengdu

14-18 settembre

Wine South America

Bento Gonçalves

23-25 settembre

Vinitaly International Russia

Mosca

26 e 28 ottobre

Vinitaly International Hong Kong

Hong Kong

5-7 novembre

Wine to Asia

Shenzhen

9-11 novembre

Wine2Wine Forum&Exhibition

Verona

22-24 novembre

B/Open

Verona

23-24 novembre

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