In linea con il suo spirito audace nel ricercare nuovi punti di vista e linguaggi trasversali, la Maison Veuve Clicquot ha acquisito, negli anni, la capacità di comunicare in contesti culturali diversi. La più sublime di queste espressioni è il design. Quest’anno il design si fa portavoce di un omaggio al patrimonio storico della Maison e ai simboli della tradizione Veuve Clicquot. Veuve Clicquot Tower sorgerà nel cortile d’onore del ‘600 dell’Università degli Studi, palcoscenico della mostra evento del mensile Interni “Energy for Creativity” (13 aprile - 24 maggio), con installazioni che nutriranno la mente e la creatività, in sinergia con il tema di Expo Milano 2015.

«Ancora una volta la Milano Design Week - afferma Francesca Terragni, brand director Italia Veuve Clicquot - è l’occasione per esprimere appieno l’identità elegante e “frizzante” di Veuve Clicquot. Il design, ovvero l’ispirazione creativa e creatrice, è nel dna della Maison. Un mondo ricco di emozioni, curiosità, idee, forme, lungimiranza. Veuve Clicquot Tower vi farà scoprire che la storia, la creatività, lo stile si possono sorseggiare. Un sorso che diventa memoria, viaggio, fantasia».
Veuve Clicquot Tower è una scultura ideata da Luca Trazzi, designer e socio fondatore di www.designboom.com. È una “time capsule” che interpreta e reinventa liberamente il design della bottiglia di Champagne e che racchiude, nella gabbia dall’inconfondibile colore giallo Clicquot, il sogno di una donna innovativa e i simboli del patrimonio della Maison:
- Hôtel du Marc a Reims, quintessenza dell’art de vivre à la française, aperto unicamente agli ospiti invitati da Veuve Clicquot per scoprire le Cuvée e la storia della Maison;
- Le cantine di gesso, un inestimabile retaggio realizzato fra l’era gallo-romana e il XVIII secolo. 24 km nel sottosuolo della Champagne, un viaggio nel cuore e nell’anima della Maison;
- L’ancora, simbolo di speranza di origine cristiana, scelta da Philippe Clicquot, fondatore della Maison, come marchio per il tappo, unico segno distintivo prima della comparsa delle etichette. Un augurio di prosperità per la giovane azienda come dimostra la spedizione a San Pietroburgo nel 1814: Madame Clicquot, con coraggio e audacia, sfidò il blocco continentale e riuscì a far arrivare i suoi vini in Russia, un successo trionfale;
- La cometa, o meglio l’anno della cometa, il 1811, quando una cometa attraversò il cielo della Champagne, presagio di un raccolto eccellente. Madame Clicquot ne ricavò un Millesimato eccezionale, il Vino della Cometa, che portò la sua fama oltre le frontiere, stabilendo la reputazione d’eccellenza della Maison;
- L’audace arte della caraffa, adottata unicamente da Veuve Clicquot tra tutte le Maison de Champagne.
Veuve Clicquot infatti scaraffa il suo Demi-Sec, Champagne ideale da consumare al momento del dessert. Il vino è versato in una caraffa qualche minuto prima di essere servito; in una caraffa, e non decantato, in quanto lo Champagne è già limpido e non esistono sedimenti da eliminare. In questo modo si mette in risalto la sua splendida tonalità dorata. Questo cerimoniale è un omaggio a Madame Clicquot: prima che Madame Clicquot inventasse la table de remuage nel 1816, lo Champagne doveva essere decantato per renderlo più chiaro e perfettamente presentabile. In termini sensoriali, versare lo Champagne in una caraffa ne aumenta la rotondità. Togliendo energia alle bollicine, il vino si apre e diventa più ricco, una meravigliosa sensazione con cui rifinire il pasto.
Veuve Clicquot Tower custodisce, in un’apposita parete retroilluminata posta di fronte all’ingresso, lo Champagne come nell’Atelier de Dégustation dell’Hôtel du Marc e come nelle cave di gesso che, scavate dai Romani a Reims a partire dal IV secolo d.C. e trasformate in cantine, proteggono e accompagnano l’invecchiamento delle bottiglie. L’installazione è composta da elementi in metallo calandrati che formato la struttura e sostengono all’interno la cupola, che simboleggia le bollicine dello Champagne e le stesse cantine della Maison. Telai realizzati in tondini di metallo avvolgono lo spazio interno creando un gioco di trasparenze.
Quattro lampadari in neon reinventano la cometa simbolo della Maison ispirandosi all’incontro tra due astri: Madame Clicquot e la cometa di Haley, che attraversò il cielo nel 1811 regalando al mondo una delle migliori vendemmie di tutti i tempi. Il risultato è una luce intrigante e seducente, con sprazzi luminosi che ricordano la leggerezza e l’universo dello Champagne. Il tempo e la storia della Maison Veuve Clicquot si incontrano nella magia della luce.
L’accostamento tra nuovo e antico si ripropone nel dialogo tra l’installazione, la Torre Velasca di B.B.P.R., che con i suoi 106 metri di altezza svetta nel panorama cittadino, e il colonnato del Cortile d'onore del ‘600 progettato dall’architetto fiorentino Filarete, dove alla purezza ritmica della successione di archi a tutto sesto dei cortili fa da contraltare l'esuberanza delle decorazioni in cotto.
«Sono rimasto affascinato - dichiara Luca Trazzi - dalla mia visita a Reims agli archivi di Veuve Clicquot. Ho potuto leggere nei registri, meticolosamente redatti, che la prima spedizione di Champagne venne effettuata a Venezia addirittura nel 1772, poco dopo la fondazione. Ho deciso quindi di rendere omaggio a Madame Clicquot, una donna unica che ha rivoluzionato il mondo dello Champagne, nell’ambito d’espressione più congeniale della Maison, il Design».
Per sei settimane, dal 13 aprile al 24 maggio, Veuve Clicquot Tower rappresenterà l’art de vivre esclusiva e senza tempo di Veuve Clicquot.