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Langhe in lutto: addio alla "Signora Rita", anima di Cantina Lodali

È morta Maria Margherita Ghione, tenace donna del vino a cui si deve il successo della cantina di Treiso, oggi guidata dal figlio Walter. Il ricordo di una imprenditrice per caso che ha saputo reagire a tante avversità

di Davide Bortone
 
04 gennaio 2024 | 17:09

Langhe in lutto: addio alla "Signora Rita", anima di Cantina Lodali

È morta Maria Margherita Ghione, tenace donna del vino a cui si deve il successo della cantina di Treiso, oggi guidata dal figlio Walter. Il ricordo di una imprenditrice per caso che ha saputo reagire a tante avversità

di Davide Bortone
04 gennaio 2024 | 17:09
 

Gli sguardi della gente. Penetranti come coltellate. Giudicanti, indignati o compassionevoli. Eppure tutti tremendamente uguali. Vestiti di quell’ironia beffarda che i benpensanti riservano ai temerari, cercando di convincersi che siano mezzi matti. Che prima o poi falliranno. Per arrivare a festeggiare nel 2019 le 80 vendemmie di Cantina Lodali a Treiso (Cuneo), la signora Maria Margherita Ghione ha dovuto costruirsi attorno almeno due corazze. La prima per proteggere il cuore. La seconda gli occhi. Corazze nascoste dal sorriso e dalla tenacia. Fino a questa mattina, in cui le Langhe del vino piangono la morte di una grande donna del vino, strappata alla vita all'età di 82 anni. Sabato i funerali di quella che tutti, in zona, conoscevano come "Signora Rita". È L’ultima parola, o meglio sentenza, di un male incurabile con cui ha lottato nell'ultimo anno.

Langhe in lutto: addio alla

Addio a Maria Margherita Ghione, nota come la "Signora Rita" di Cantina Lodali

Cantina Lodali piange Maria Margherita Ghione

Se ne va un'eroina con una storia di vita e d’amore da raccontare, all’insegna del Nebbiolo e delle sue sfaccettature più alte, che in Piemonte significano Barbaresco e Barolo. Classe 1941, Maria Margherita Ghione detta "Rita" faceva la parrucchiera quando Lorenzo Lodali, figlio di Giovanni Lodali, fondatore nel 1939 di una grande cantina a Treiso, le chiese di sposarlo: «Ma devi lasciare il lavoro», le disse.

Lei non esitò un attimo. Appese forbice e pettine al chiodo. Chiuse il negozio. E il 15 agosto 1976 diventò la moglie di uno dei vignaioli più in vista di Treiso. Erano gli anni in cui Lorenzo lanciava sul mercato i primi cru di Barolo e Barbaresco. Ma la soddisfazione più grande della coppia fu Walter: il figlio tanto desiderato, nato nove mesi dopo il matrimonio, nel 1977.

Proprio nella città dell’amore, Venezia, qualcosa ruppe l’idillio. All’improvviso. «Era notte fonda - raccontava la signora Rita - e mio marito continuava a tossire. Uscì a farsi un giro, per prendere un po' d’aria. Ma non servì a nulla. Dovemmo tornare a casa, a Treiso, interrompendo il tour al quale eravamo stati invitati per ritirare cinque premi». La diagnosi del medico, un amico fidato di Milano, fu terribile. Con il figlio ancora piccolo, la signora Rita capì che aveva poco tempo per imparare il mestiere.

Addio alla "Signora Rita", donna del vino delle Langhe

Langhe in lutto: addio alla

Langhe in lutto per la scomparsa della "Signora Rita" di Cantina Lodali

«Senza dirlo chiaramente, mi mettevo accanto a Lorenzo, mentre lavorava. Con la scusa di stargli vicino, annotavo come compilava le carte e come si muoveva in cantina. Facevo domande per capirne di più, insomma. Ho imparato così anche a scrivere a macchina, perché non ero mica una "studiata" come lui». Il marito di Rita scompare nel 1982, a pochi giri di lancette da quel "sì" sull'altare e quando Walter aveva solo 4 anni e mezzo.

«La gente del paese e la banca si aspettava che vendessi tutto - commentava decisa la signora Rita, il giorno dei festeggiamenti degli 80 anni di Cantina Lodali - ma feci di testa mia. Ricordo ancora gli sguardi e le chiacchiere, attorno alla mia decisione di non mollare l'azienda. Qualcuno, di certo, pensava fossi matta. Ma oggi posso dire che tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per mio marito: la cantina non poteva chiudere o essere venduta. Al posto di vendere io e mio figlio abbiamo investito».

Grazie alla consulenza iniziale di un enolgo e al successivo, fondamentale ingresso di Walter Lodali, la cantina di Treiso è arrivata sino ad oggi. Un presente luminoso, costellato da tanti riconoscimenti e da un'etichetta, quella del “Lorens”, voluta da Walter in ricordo del papà. C'è da stare certi che anche mamma Rita avrà di che sorridere. Come ha fatto sempre. E farà ancora lassù.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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