Come capita spesso nel mondo del vino, è una storia di passione anche quella della Tenuta di Castellaro di Lipari, la più grande delle isole Eolie, a nord della costa siciliana. Da alcuni luoghi può nascere una magìa che va oltre un progetto imprenditoriale, con tutta la consapevolezza di una sfida e di una lunga attesa per gustare nel calice quel vino sognato. Massimo Lentsch, bergamasco, titolare della cantina, racconta di essere capitato per caso 20 anni fa sulla Piana di Castellaro e di essere rimasto affascinato dall'aspro paesaggio vulcanico e dalle viti piantate secondo il millenario sistema ad alberello, per resistere ai venti salmastri.

Dal vulcano al calice: i vini della Tenuta di Castellaro
Presentazione a Roma con cucina stellata
È venuto a Roma, al Giano Restaurant, a presentare le sue etichette da vitigni autoctoni isolani, che dai suoli vulcanici traggono struttura, sapidità e longevità. Si è affidato al menu tutto siciliano dello chef stellato Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa Ibla, consulente per l’offerta gastronomica del locale all’interno dell’Hotel W Rome di Via Liguria.
Carpaccio di cernia bianca
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Pescato del giorno con cannellini, cipollotto e frutti di mare
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Con il Carpaccio di cernia bianca è stato servito l’Euxenos 2022 (in greco antico significa «accogliente verso lo straniero»), Malvasia delle Lipari in purezza in versione secca, macerata in anfora di coccio pesto e con lungo affinamento in bottiglia. Il Bianco Pomice 2021, di grande finezza e freschezza, blend di Malvasia delle Lipari (60%) e Carricante (40%), ha accompagnato il Pacchero alla Norma, presente fin dalla prima vendemmia del 2008. Il Nero Ossidiana 2021 (Corinto Nero tagliato con un 10% di Nero d’Avola) ha poi accompagnato il Pescato del giorno con cannellini, cipollotto e frutti di mare, rosso rubino, mostrando struttura e complessità.

Tenuta di Castellaro: i vini degustati
«Siamo orgogliosi di aver creato questo primo, grande, classico vino rosso delle Eolie», ha detto Lentsch. Infine, con il Cannolo di ricotta, è stato gustato il Passito di Malvasia delle Lipari, celebrato già da Diodoro Siculo nel I secolo a.C. Altra referenza emblema della cantina è il Corinto, rosso rubino, elegante e vigoroso, profumato di frutta matura e di bosco. In purezza, è vinificato in rovere francese con macerazione di circa dieci giorni e poi travasato in botte grande per un affinamento di almeno un anno.

Tenuta di Castellaro: Corinto
Viticoltura biologica e cantina all’avanguardia
Se a stimolare il progetto enologico era stata la bellezza del luogo, ora la proprietà conta 24 ettari gestiti con protocolli biologici. Le viti sono da selezione massale, con la consulenza della ditta francese Pépinières Guillame, specializzata dal 1895 nella produzione di piante di qualità. Preziosa la consulenza iniziale dell’enologo etneo Salvo Foti, ma dal 2016 in cantina c’è il toscano Emiliano Falsini.

Massimo Lentsch, titolare della cantina (foto Benedetto Tarantini)
All’inizio, senza cantina, si vinificava in quella ragusana di Gulfi, ma ora ne è stata realizzata una all’avanguardia di 2.000 mq, la più grande bioenergetica delle Eolie, sfruttando materiali e risorse del contesto naturale e rispettando la tradizione architettonica dell’isola. La barricaia riprende gli archi a tutto sesto del Chiostro Normanno di Lipari, la struttura interrata su tre piani riceve luce da cavetti solari. Non mancano un impianto fotovoltaico e un fito-depuratore. Una torre del vento, utilizzata da millenni in Medio Oriente, crea un sistema di climatizzazione naturale con temperatura e umidità costanti.

La cantina ipogea di Tenuta di Castellaro (foto Benedetto Tarantini)
Recupero del Parco geominerario e turismo sostenibile
È stato recuperato anche il Parco geominerario delle Cave di Caolino per metterlo a disposizione di tutti. «Abbiamo ripulito i luoghi per anni utilizzati come discarica a cielo aperto - ha detto Lentsch - e ristrutturato un vecchio rudere all’ingresso, dotandolo di bagni pubblici e di un’area espositiva per fornire ai turisti informazioni storiche, culturali e naturalistiche del luogo».
Produzione e viticoltura eroica
La produzione è di circa 70.000 bottiglie l’anno. La gestione dei vigneti, curata dall’agronomo Alessandro Zanutta, si accompagna a conoscenze tecnologiche e scientifiche che consentono una viticoltura sostenibile in un contesto difficile, già praticata da Fenici e Greci, come dimostrano anfore vinarie e ritrovamenti archeologici. Il clima è temperato, ma di notte le temperature calano e i venti salmastri sferzano l’isola, creando una notevole escursione termica. I blocchi scuri di ossidiana attorno alle vigne attirano i raggi solari e il clima caldo, secco e ventilato favorisce il grado zuccherino e l’aromaticità dei vini.

Tenuta di Castellaro: 24 ettari gestiti con protocolli biologici (foto Benedetto Tarantini)
I vigneti, con sesto d’impianto ad alta intensità, occupano due zone dell’isola: la Piana di Castellaro, a nord-ovest, su terrazzamenti fino a circa 350 metri sul livello del mare, e a sud-est la Vigna Cappero, dove le viti crescono su suoli di pietra lavica, sabbia e pomice, quasi lambendo il mare. «I vini della Tenuta - dice l’enologo - sono freschi, eleganti, minerali, con gradazione alcolica non eccessiva, buona acidità e sapidità, figli di un’agricoltura biologica, di una viticoltura eroica e tutta manuale. In cantina scegliamo di essere poco interventisti nei vari passaggi, ma la ricerca è sempre quella di una costanza qualitativa, al fine di restituire caratteristiche organolettiche ben definite».

Enoturismo ed esperienze tra le vigne
Da aprile a ottobre, la responsabile Hospitality Barbara Manzotti coordina un’offerta enoturistica arricchita da un diffuso Wine Resort tra le vigne, con la trasformazione di tre antichi ruderi in Casa Pomice, Casa Ossidiana e Casa Caolino. C’è anche un Bistrot guidato dallo chef di Milazzo Massimo Garavello. Tra le proposte, degustazioni guidate, pic-nic in vigna e l’originale Brindisi al sole, con quattro calici di vino all’ora del tramonto e proposte gastronomiche, ammirando i profili di Salina, Alicudi e Filicudi.
Via Caolino snc 98055 Lipari (Me)