Ci sono vini che nascono da un progetto. E altri che sembrano nascere da un luogo, quasi ne fossero una naturale estensione. Garzaia Bolgheri Superiore Doc 2023 appartiene a questa seconda categoria: un vino che parla il linguaggio di Bolgheri e ne restituisce l’anima più autentica.
MC.ContentLab
Garzaia, il nuovo Bolgheri Superiore di Ruffino
Con questa etichetta, Ruffino inaugura il suo primo Bolgheri Superiore interamente prodotto da vigneti di proprietà, aprendo un nuovo capitolo nella propria storia. «Quello che mancava a Ruffino era una tenuta nella denominazione di Bolgheri, tra le più importanti e conosciute in Italia e nel mondo», ci spiega l’enologa Olga Fusari, presente nel pranzo di presentazione che si è tenuto presso il ristorante L’Alchimia di Milano. «Stiamo cominciando a scrivere un nuovo capitolo nella storia dell’azienda».
Ruffino debutta a Bolgheri: nascita del progetto Garzaia Superiore
Un percorso avviato nel 2023 con l’acquisizione di terreni lungo la costa livornese, in una delle denominazioni più prestigiose del panorama vitivinicolo italiano, e che per Fusari rappresenta anche una scelta personale: «È un momento carico di emozione per me: sono cresciuta professionalmente a Bolgheri e, dopo anni in Ornellaia, ho deciso di intraprendere questo nuovo percorso proprio grazie a questo progetto». A firmare Garzaia è infatti una visione precisa. «Il progetto della tenuta era da scrivere completamente da zero, da poter plasmare e definire secondo le mie idee», racconta Fusari, sottolineando come la possibilità di costruire un’identità enologica fin dalle fondamenta sia stata determinante nella sua scelta.
L‘enologa di Ruffino Olga Fusari
Il nome stesso è già un racconto. La garzaia è il luogo in cui gli aironi nidificano insieme, condividendo spazi e silenzi in un ecosistema delicato sospeso tra terra e acqua. «Abbiamo scelto questo nome per creare un legame molto diretto con il territorio bolgherese», spiega l’enologa. «Le garzette popolano numerose questa campagna: è un omaggio autentico al paesaggio locale». Le uve provengono dai vigneti di Le Sondraie, nella parte nord della denominazione, dove i suoli sabbioso-argillosi, profondi e ben strutturati, contribuiscono a definire il carattere del vino. Il blend, 70% Cabernet Franc e 30% Merlot, è un omaggio allo stile che ha reso celebre Bolgheri nel mondo: struttura e complessità da un lato, morbidezza ed eleganza dall’altro.
Annata 2023 e vinificazione: equilibrio climatico e precisione in cantina
L’annata 2023 ha accompagnato questo equilibrio con un andamento climatico favorevole. Dopo un’estate calda e luminosa, una pioggia a fine agosto ha restituito freschezza ai vigneti, permettendo alle uve di completare la maturazione in modo lento e armonico. In cantina, il lavoro è preciso ma rispettoso: fermentazioni in acciaio, macerazioni prolungate e un affinamento di 18 mesi in barriques di rovere francese, in parte nuove. Un approccio che riflette una filosofia chiara: «Rappresentare al meglio il terroir è una parte fondamentale per ogni vino che produciamo», sottolinea Fusari. «Questo è un primo punto di partenza su cui continuare a lavorare e migliorare».
L‘annata 2023 del Garzaia Bolgheri Superiore Doc ha regalato un vino dal colore rubino profondo
Nel bicchiere, Garzaia si esprime con eleganza: il colore è un rubino profondo, mentre il profumo richiama la macchia mediterranea e i frutti rossi maturi. Al palato è avvolgente, equilibrato, con tannini setosi e un finale lungo e persistente.
Degustazione a Milano e abbinamenti gastronomici da L’Alchimia
Lo abbiamo provato da L’Alchimia, in viale Permuda a Milano, abbinato al Pollo Scudellaro farcito con fichi, salsiccia di Bra e tartufo nero. Un abbinamento interessante e ben riuscito, che ha valorizzato il vino presentato. Il pranzo ci ha presentato anche altre portate, tutte abbinate ad una bottiglia di Ruffino. Come antipasto il Carciofo ripieno alla brace, crema di cannellini al miso bianco è stato accompagnato da “La Solatìa”, un Pinot Grigio del 2024 persistente ed equilibrato tra freschezza e sapidità finale.
Pollo Scudellaro farcito con fichi, salsiccia di Bra e tartufo nero
Carciofo ripieno alla brace, crema di cannellini al miso bianco
Plin ai tre arrosti con jus di manzo
Come primo piatto sono arrivati i Plin ai tre arrosti con jus di manzo, un piatto goloso e sapido che ha trovato il giusto accompagnamento nel Chianti Classico Gran Selezione Riserva Ducale Oro del 2021, un blend 80% Sangiovese, 10% Merlot, 5% Cabernet Sauvignon e 5% Colorino.Un vino di grande struttura le cui uve hanno una fermentazione e macerazione in tini di acciaio termo controllati per circa 20 giorni.
La Solatìa, Pinot Grigio del 2024
Chianti Classico Gran Selezione Riserva Ducale Oro del 2021
La sala del ristorante L'Alchimia di Milano
L’affinamento si prolunga per 30 mesi, di cui 12 in botte grande di Slavonia per il Sangiovese e barrique e tonneaux per il Merlot e Cabernet Sauvignon. Il vino già assemblato riposa poi in cemento e almeno 3 mesi in bottiglia. Olga Fusari lo presenta come un prodotto che «rappresenta l’identità della sottozona di Castellina in Chianti, un vino elegante e di struttura».
Debutto sul mercato e futuro di Ruffino tra nuove sfide e anniversari
Per quanto riguarda il Garzaia, protagonista dell’evento, il debutto sul mercato è previsto per la primavera 2026 e sarà accompagnato da un tour internazionale. Ma lo sguardo è già rivolto al futuro: «Qualcosa bolle in pentola», anticipa Fusari. «Abbiamo già varietà bianche in produzione e alcune prove di cantina sono state avviate: c’è ancora molto da sperimentare».
Il Garzaia Bolgheri Superiore Doc 2023 debutterà sul mercato nella primavera del 2026
Intanto, l’azienda si prepara anche a un traguardo importante. «Stiamo lavorando alle celebrazioni dei 150 anni di Ruffino: abbiamo grandi progetti e ci prepariamo a festeggiare degnamente», conclude l’enologa. Garzaia è un nuovo vino e un progetto importante, ma non solo. Rappresenta l’inizio di un percorso più ampio: un racconto che parte da Bolgheri e guarda lontano, mantenendo saldo il legame con il territorio.
Via Poggio al Mandorlo 1, Loc. Quarate 50012 Bagno a Ripoli (Fi)