Eleganza e gusto nel calice e nel piatto a Roma nella degustazione dei Lugana Dop dell'azienda bresciana “Perla del Garda”, insieme alla titolare Giovanna Prandini. Nell'incontro, al ristorante Idylio, quei vini di tradizione antichissima che nascono nelle colline moreniche a sud del Lago di Garda, tra Sirmione e Desenzano, sono stati abbinati alla cucina stellata di Francesco Apreda. Si è svolto così un articolato percorso attraverso alcune etichette di varie vendemmie e tipologie della denominazione abbinate ai piatti dello chef, affermato interprete di un fine dining dalle radici campane fuse con intuizioni esotiche tratte dal mondo delle spezie.

Giovanna Prandini, Francesco Apreda e il sommelier Patrizio Pizzi
La longevità dei Lugana Dop
Il tempo è generoso nell'assecondare l'evoluzione del vino e anche i bianchi possono evolvere positivamente sviluppando complessità olfattiva e profili aromatici, mantenendo freschezza e acidità anche Dopo anni di affinamento. Lo ha confermato la degustazione di questi Lugana, quei vini “Trebuliani” che nel '500 Andrea Bacci definiva "squisiti" e molti secoli Dopo Veronelli “indimenticabili”. In longevità, tutte Turbiana in purezza, le etichette hanno mostrato freschezza, complessità olfattiva, tensione minerale senza mai perdere in finezza e tutta l'essenza dell'uva, conosciuta anche come Trebbiano di Lugana.

I Lugana Dop di Perla del Garda
Abbinamenti stellati: dal Merluzzetto al dessert
Primo piatto del menu by Apreda, con un attento collegamento sala-cucina per la competenza del maitre sommelier Patrizio Pizzi e dello chef de rang Angelo Segna, è stato il Merluzzetto in verde pistacchi e mela, accompagnato al Lugana Superiore Madonna della Scoperta 2024, che prende il nome da un antico santuario. È vinificato in acciaio con una piccolissima parte che va per 4 mesi in rovere.
Capellini vongole Veraci alla brace e giuggiole
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Scorfano ai tre anici con minestra maritata
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Il dessert Dolce mozzarella di bufala
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A seguire, con un gioco di Doppio abbinamento tra il metodo classico Lugana Brut Millesimato 2013 e il fermo Lugana Superiore 2017, sono stati serviti i Capellini vongole Veraci alla brace e giuggiole. Madonna della Scoperta 2011 (acciaio e in botte di legno per 10 mesi) ha accompagnato invece lo Scorfano ai tre anici con minestra maritata, un rimando alla tradizione campana dello chef, così come il dessert Dolce mozzarella di bufala.
Calice di benvenuto e bollicine di qualità
In precedenza, come calice di benvenuto, con un assortimento di canapè, era stato servito il Lugana Spumante Millesimato Bio 2022 (fermentazione e affinamento in acciaio e sui lieviti per 9 mesi). Nessuna competizione tra i confinanti giganti Trento Doc e Franciacorta con la spumantizzazione, ma la dimostrazione che il vitigno può dare grandi bollicine già con corrette pratiche agronomiche e con ineccepibile realizzazione tecnica. In vigna c'è l'agronomo Marco Tonni mentre a guidare la cantina è l'enologo Cesare Ferrari.
Tipologie e territorio della Dop Lugana
Sono 5 le tipologie previste dalla Dop Lugana: “Base”, Superiore e Riserva, Vendemmia Tardiva e Spumante - e “Perla del Garda” è l'unica azienda che interpreta l'intero disciplinare di questa denominazione interregionale, limitata a 4 comuni lombardi - Desenzano, Sirmione, Lonato e Pozzolengo e a uno del Veneto, Peschiera. I suoli argillosi e in parte sabbiosi delle colline moreniche di origine glaciale a sud della riviera sud del Garda insieme alla mitezza del clima e alla ventilazione costante conferiscono alle uve una grande potenzialità espressiva e versatilità con vini di alta qualità e longevità.

I vigneti della cantina Perla del Garda nella Dop Lugana
Giovanna Prandini e la storia di Perla del Garda
Fin dall'inizio della sua avventura, da giovanissima enologa e senza una generazione alle spalle, Giovanna Prandini aveva scelto di riportare la vigna nell'azienda agricola di famiglia, valorizzando la storica varietà Turbiana attraverso un percorso di crescita di qualità, di identità territoriale e di rispetto, selezionando barbatelle, decidendo il numero di piante per ettaro e il sistema di allevamento. Nel tempo alle vigne nuove sono state aggiunte viti con più di 30 anni per aumentare la complessità e l’originalità espressiva dei vini. L'azienda contava all'inizio una ventina di ettari vitati, che oggi sono diventati 48 con l'espansione nelle colline vocate della Valtènesi, nella riviera occidentale del lago. Fra Padenghe e Soiano nascono vini territoriali, come il Riviera del Garda Classico Dop, da uve biologiche di vecchie vigne in affitto della Famiglia Zuliani.

Giovanna Prandini
Sostenibilità e riconoscimenti
È stata la prima azienda del Garda enologico ad entrare nel mondo della sostenibilità certificata. Vanta riconoscimenti come Make It Sustainable, SQPNI e, ultima, Equalitas, molto più selettiva perché investe anche l’ambito sociale ed economico. Ma c'è anche l'orgoglio di un'affermazione personale in un mondo agricolo allora tutt'altro che al femminile, guadagnata con l'ascolto e il confronto, con la solidità della sua formazione umanistica.
Giovanna Prandini fa parte della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e guida Ascovilo, l'associazione che riunisce i consorzi di tutela dei vini lombardi Docg, Dop e Igt, rafforzandone l'identità e la competitività anche attraverso iniziative enoturistiche. Disegna personalmente le sue originali bottiglie con la consulenza della madre architetto, privilegiando per gli spumanti le magnum, che la grande tradizione indica come ideali per amplificare tutte le potenzialità del vino, per poi affidarli al tempo.
Visione e produzione dell’azienda
«È continuo il nostro impegno verso la sostenibilità e l'innovazione con sempre nuove iniziative - dice la produttrice - prospettandoci sempre nuovi traguardi per questa denominazione e per il suo bellissimo territorio, di grande diversità biologica e di notevole interesse turistico, in cui crediamo fortemente». La produzione annua è di 250.000 bottiglie tra Lugana Dop, Vini Garda e Chiaretto Valtènesi e numerosi sono i riconoscimenti, come i 3 Bicchieri Gambero Rosso, 5 Sfere Sparkle, Corone Vini Buoni d’Italia, TOP 300, Foglie Oro Guida Bio, Golden Awards al Merano Wine Festival, 4 Grappoli Bibenda.

La bottaia della cantina Perla del Garda
Il 35% delle referenze va all'estero, con la Germania come primo mercato. C'è anche una piccola produzione di Olio Evo Garda Dop. La cantina, progettata per rispettare l’ambiente, ha tre piani di lavoro: per arrivo delle uve e a caduta, per la vinificazione a temperatura controllata, per l’affinamento in botti e per l’invecchiamento in bottiglia. Vengono organizzati tour in vigna e visite didattiche ed esperienziali, con degustazioni dei prodotti dei soci della Strada dei Vini e dei Sapori del Garda.
«Il nostro percorso continuo di miglioramento è una scelta culturale - dice Giovanna Prandini - un valore aggiunto non solo per il nostro lavoro oggi, ma soprattutto per il futuro. Ci costringe a misurare l’impatto di ogni azione, di ogni iniziativa ed è stata una naturale conseguenza realizzare il Bilancio di sostenibilità, che presto vedrà la nascita anche del volume relativo al 2023, che segue quello del 2022. È uno strumento utile per stabilire obiettivi a lungo termine e raggiungerli passo Dopo passo».
Via Fenil Vecchio 9 25017 Lonato (Bs)