Con il nome Casa Pisoni cambia volto la gamma dei Trentodoc Pisoni, che la famiglia trentina di Pergolese (Tn), pioniera della denominazione, produce dal 1973. Il rebranding comprende anche la storica distilleria, ampliata e rinnovata con nuovi impianti, che diventa Pisoni 1852, data di inizio dell’attività. Ma secondo alcuni documenti storici già nel ’500 un Antonio Pisoni riforniva di vino i prelati del Concilio di Trento. Sono ora due anime distinte a rappresentare un’unica identità aziendale consolidata dall’impegno delle varie generazioni nel saper fare, con affermazione progressiva e sostegno reciproco.

Andrea, Giuliano, Francesco ed Elio Pisoni
Era avvenuto durante la Prima Guerra Mondiale in cui solo Angela e Maria potevano prendere il timone della campagna, del vigneto e della distilleria fino al ritorno dei gli uomini, ed è così anche oggi con Elio e Giuliano Pisoni, figli del patriarca Arrigo e con i nipoti Andrea a Francesco, figli del fratello Vittorio, ognuno nel proprio ruolo in azienda.
Valle dei Laghi e Metodo Classico: identità vitivinicola Pisoni
Costante e progressiva l’evoluzione, sia in distilleria con una produzione diversificata e innovativa che nella vitivinicoltura nella Valle dei Laghi, alle pendici del monte Bondone, tra le Dolomiti e il Garda, quel “giardino vitato racchiuso tra i monti trentini”, come la definì Goethe. Furono tra i primi a credere nelle potenzialità di quell’area montana dal clima mediterraneo, vinificando con il Metodo Classico dal 1973 e l’istituto Trentodoc, nato nel 1984, li annovera tra i fondatori. Ma valorizzarono anche il comparto della grappa contribendo alla nascita dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino.

La distilleria di Pisoni
Elio e Giuliano Pisoni, rispettivamente AD e mastro distillatore, sono venuti a Roma a raccontare il cambiamento in un evento conviviale al ristorante Campocori del Chapter Hotel. «Con Casa Pisoni, riservata solo alla gamma dei Trentodoc- ha detto Elio - si è voluto evidenziarne l’identità e la riconoscibilità. E’ un termine ispirato alla maison francesi, che ne esprime il legame familiare e territoriale ma anche l’attenzione artigianale e la cura che riserviamo a questi spumanti, massima espressione della nostra viticoltura».
Gin, Vermouth e grappe: l’evoluzione della distilleria Pisoni
Non è mancato un assaggio del Gin 7 Laghi e del Vermouth Valle dei laghi, nati da botaniche di montagna, espressione della continua evoluzione della complessa arte distillatoria di cui non esistono scuole né codici. Quattro generazioni di Pisoni l’hanno perfezionata creando prodotti apprezzati dalla moderna mixology. Le grappe da vinacce fresche aziendali sono realizzate con gli alambicchi di rame di Tullio Zadra. Il metodo “a bagnomaria” garantisce la massima estrazione degli aromi.

Il Gin 7 Laghi di Pisoni
Il logo per entrambe le produzioni, Casa Pisoni e Pisoni 1852, richiama il futurismo dell’artista Fortunato Depero, celebre per le sue innovative campagne pubblicitarie, nato proprio non lontano da Pergolese.
Vigneti, Metodo Classico e qualità del Trentodoc
Gli assaggi hanno mostrato rigore stilistico e artigianalità. I Pisoni, tra una settantina di aziende, sono i secondi produttori privati di Trentodoc. I vigneti sono a circa 400 metri di altitudine, affrontando meglio il cambiamento climatico, e i suoli sono sabbiosi e calcareo-alluvionali. Il clima mediterraneo, le escursioni termiche nel periodo di maturazione delle uve, e l’Ora, la brezza che arriva dal lago, sono condizioni ideali per trasferire profumi e finezza al Metodo Classico.

La Cantina Pisoni produce 180.000 bottiglie l'anno
Le pratiche agronomiche sono rispettose dell’eterogeneità di suoli, del microclima e delle esposizioni, e la vinificazione avviene con tecnica impeccabile in ogni fase, prima di essere affidata al valore del tempo. Anche il remuage è manuale e le bottiglie - se ne producono 180 mila l’anno - hanno un fondo speciale per facilitare l’operazione. Il segno bianco che guida il movimento è ripreso anche sulla capsula. Riposano poi a lungo sulle pupitre, i caratteristici cavalletti triangolari, in una galleria scavata nella roccia. Durante la guerra era usata dagli abitanti di Pergolese come rifugio antiaereo.
Degustazione Trentodoc e identità enologica Pisoni
A marcare un preciso stile aziendale sono la visione enologica mirata e le espressioni monovarietali come è emerso dalla degustazione di sei Trentodoc della vendemmia 2021 e della Riserva Erminia Segalla 2016 a cominciare dal Brut classico Blanc de Blancs, il primo con la nuova etichetta. Chardonnay nel pieno rispetto del Metodo Classico a rifermentazione in bottiglia champenoise, giallo paglierino chiaro, ha mostrato note fruttate e floreali con chiusura aromatica per il prolungato contatto con il lievito. Come in tutti gli altri spumanti il perlage è finissimo e persistente.

I sette vini di Pisoni assaggiati nella degustazione
Il Millesimato, da uve Chardonnay, morbido e fruttato porta sull’etichetta le date di vendemmia e di sboccatura. Per il Nature, sempre Chardonnay ma di cru diversi, al remuage segue l’apertura per eliminare il deposito di lievito, poi tappatura ed etichettatura. Le note fruttate si fondono in sentori più complessi. Nel Blanc de Noir il giallo ha riflessi dorati, perlage fine e persistente. Al naso presenta note tostate e spazia dal fruttato al minerale. È ben equilibrato, con un retrolfatto intenso largo ed elegante, sapidità e note agrumate.

Extra Brut e Blanc de Blancs di Pisoni
Il Pinot bianco giallo chiaro con riflessi verdi rivela un’intrigante nota di pesca pasta bianca con accenni di melissa. Aroma e finezza inconfondibili per il Rosé, a cui il Pinot Nero dà una tonalità rosa antica. Su ogni bottiglia c’è la data di sboccatura. Il perlage è fine e continuo, e presenta pulizia e freschezza e note floreali, vegetali e fruttate. Il più complesso e di maggiore evoluzione è l’Erminia Segalla. Da uve Chardonnay, è stato giudicato Migliore Spumante al Vinitaly 2020. Matura in almeno 94 mesi con un risultato di grande eleganza e finezza. Ogni bottiglia è millesimata, con annata di vendemmia e sboccatura. È giallo paglierino e luminoso, con la componente fruttata che evolve in sentori floreali e vegetali. Intenso è poi il sentore di lievito e crosta di pane per la lunga permanenza sulla feccia di fermentazione.

Tutte le etichette degustate hanno mostrato eleganza, verticalità e vocazione gastronomica in armonia con i piatti del menu di Campocori: Baccalà lenticchie e rapa rossa, Spaghetto al topinambur e nocciola, Rombo patate e cannolicchi e Pera, anacardi e liquirizia.
Mixology e futuro della distilleria Pisoni
A conclusione dell’incontro non è mancata una degustazione di prodotti della distilleria come il Gin 7 Laghi e il Vermouth Valle dei laghi. Il primo, 45% vol., è un London Dry Gin elegante e racchiude i profumi balsamici di botaniche locali tra cui ginepro, asperula, menta, genziana, rabarbaro e china. Con un bouquet complesso ma equilibrato è da gustare in purezza o con tonica neutra. La confezione evoca il colore dell’acqua cristallina dei laghi. Il riferimento alla ricchezza della flora e della fauna del territorio è anche col cigno sull’etichetta del Vermouth, aromatica unione tra vino ed erbe officinali. Il gusto è complesso e avvolgente, con sentori floreali, note balsamiche e speziate. È perfetto liscio, miscelato o con ghiaccio (17,5% vol.).

Pisoni si distingue anche per Spirits di alta qualità
Pisoni è all’avanguardia in questo comparto, tra i più dinamici, che negli ultimi anni per lo sviluppo della mixology ha visto crescere di molto l’export, grazie a valori come competenza, biodiversità e territorialità. E a Pergolese (Tn) si pensa anche ad un buon whisky lontano dalle highlands scozzesi e a nuovi progetti sempre legati al territorio, saldi nella tradizione ma guardando sempre oltre.
Via S. Siro 7 38076 Pergolese (Tn)