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mercoledì 10 giugno 2026  | aggiornato alle 11:30 | 119698 articoli pubblicati

12 aziende e un’idea comune: la Valle di Mezzane prova a diventare sottozona ufficiale

Nella Valpolicella orientale 12 vignaioli della Valle di Mezzane si uniscono per valorizzare il territorio. Uno studio sui suoli con mappa 3D evidenzia differenze che influenzano Amarone e Valpolicella locali

 
10 giugno 2026 | 09:30

12 aziende e un’idea comune: la Valle di Mezzane prova a diventare sottozona ufficiale

Nella Valpolicella orientale 12 vignaioli della Valle di Mezzane si uniscono per valorizzare il territorio. Uno studio sui suoli con mappa 3D evidenzia differenze che influenzano Amarone e Valpolicella locali

10 giugno 2026 | 09:30
 

Amarone, Valpolicella, Ripasso, Recioto, Soave: denominazioni ben note a chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il vino. Molto meno nota è la Valle di Mezzane, vallata a est di Verona, nella Valpolicella orientale, dove si sovrappongono le doc Valpolicella e Soave. E dove 12 vignaioli hanno deciso tre anni fa di unire le forze, di “fare sistema” - sotto il claim “Nero su Bianco”, riferimento ai vini prodotti ma anche alle peculiarità del terroir, come vedremo - per farsi conoscere e far conoscere un territorio con caratteristiche e specificità distinte rispetto alla più celebrata Vapolicella Classica. Non è una semplice questione di narrazione fine a se stessa: ci bastano poco più di 24 ore fra i vigneti della Valle di Mezzane, degustando i vini prodotti dalle 12 aziende, tutte a conduzione familiare e guidate da giovani (con un’unica eccezione), per renderci conto che anche questo versante della Valpolicella ha tanto da dire e da dare. Per spiegare perché, il gruppo dri vignaioli della Valle di Mezzane ha chiesto innanzi tutto al noto pedologo Giuseppe Benciolini di studiare i loro terreni: il risultato è una mappa 3D che descrive le caratteristiche dei suoli dell’intera valle.

12 aziende e un’idea comune: la Valle di Mezzane prova a diventare sottozona ufficiale

La mappa 3D realizzata da Giuseppe Benciolini

Terre diverse, vini diversi

Tecnicismi da aule universitarie? Niente affatto, perché è proprio da qui che bisogna partire per comprendere le particolarità dei vini della Valle di Mezzane rispetto ai “fratelli” delle altre sottozone delle Doc: «Sul piano geo-pedologico, tutte le vallate della collina veronese costituiscono piccoli mondi a sé stanti, delimitato dalle dorsali che solcano il territorio in direzione Nord-Sud e le separano dalle vallate limitrofe», ha sottolineato Benciolini presentando i risultati del suo studio.

12 aziende e un’idea comune: la Valle di Mezzane prova a diventare sottozona ufficiale

Valpolicella, tra calcare e basalti: il territorio segreto della Valle di Mezzane

Tradotto: un Amarone o un Vapolicella Superiore proveniente da questa valle ha caratteristiche uniche che lo distinguono da un Amarone o un Valpolicella Superiore della zona Classica, perché unica è la composizione del terreno su cui le viti affondano le radici. Di più: un’ulteriore distinzione caratterizza gli stessi vini della Valle di Mezzane, data la presenza di suoli calcarei (la stragrande maggioranza) ma anche di basalti vulcanici, sul colle di San Briccio. Differenze sostanziali da cui scaturiscono personalità e profili sensoriali ben definiti: alla freschezza dei vini originati da terreni calcarei si contrappone l’intensità e la sapidità di quelli di provenienza vulcanica. E non è solo questione di sfumature.

I produttori del gruppo dei vignaioli della Valle di Mezzane

Il gruppo, che al momento non ha alcuna struttura giuridica, nasce dall’incontro di amici e colleghi alla guida di 12 aziende agricole della valle che vinificano esclusivamente uve dei propri vigneti. Sono guidate da giovani - per lo più di prima o seconda generazione - preparati e appassionati. L’eccezione è Giovanni Ruffo, titolare de Le Cesete, sulle terre nere vulcaniche di San Briccio: 88 anni portati alla grande, nato a Crescenzago nella periferia milanese, si dedica al vino per hobby dopo una vita lavorativa in una multinazionale del beverage (analcolico). Le altre aziende del gruppo sono quelle di Alessandro e Beatrice Benini, Carlo Alberto Negri, Falezze di Luca Anselmi, Grotta del Ninfeo di Luca Fraccaroli, Ilatium della famiglia Morini, Il Monte Caro di Emanuela e Giorgio Marcolini, I Tamasotti di Giacomo Brusco con la moglie enologa Sabina Zantedeschi, Le Guaite di Noemi, Massimago di Camilla Rossi Chauvenet (con tanto di wine relais da 18 camere), Roccolo Grassi di Marco Sartori con la sorella Francesca e Talestri delle sorelle Lisa e Francesca Marcato.

12 aziende e un’idea comune: la Valle di Mezzane prova a diventare sottozona ufficiale

I vignaioli del gruppo Nero su Bianco

Complessivamente, 80 ettari di superficie vitata e circa 200mila bottiglie all’anno: numeri tutto sommato piccoli ma grande qualità per 12 aziende differenti per storie, origini, obiettivi, conduzione del vigneto e profilo gustativo dei rispettivi prodotti, ma unite dalla volontà di approfondire e diffondere la conoscenza del loro territorio e anche di fare sentire la propria voce, all’interno del Consorzio della Valpolicella, per il riconoscimento della sottozona della Valle di Mezzane. Un percorso lungo, irto di ostacoli di natura economica e politica, ma loro, i vignaioli, sanno aspettare. Come i vini che maturano nelle loro cantine.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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