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mercoledì 10 giugno 2026  | aggiornato alle 21:29 | 119716 articoli pubblicati

Donne del Vino a Parma: il gusto italiano diventa leva turistica per i territori

A Parma, il Convegno Nazionale 2026 delle Donne del Vino dal 12 al 14 giugno mette al centro una sfida decisiva: trasformare il riconoscimento Unesco della Cucina Italiana in una strategia concreta di attrazione turistica. Dalla forza delle Dop alla costruzione di destinazioni identitarie, il focus è su narrazione, filiera e capacità di fare sistema per convertire eccellenze produttive in valore territoriale

di Enza Bergantino
CEO & Partner JacLeRoi - Food & Wine Storyteller
10 giugno 2026 | 19:20
Donne del Vino a Parma: il gusto italiano diventa leva turistica per i territori
Donne del Vino a Parma: il gusto italiano diventa leva turistica per i territori

Donne del Vino a Parma: il gusto italiano diventa leva turistica per i territori

A Parma, il Convegno Nazionale 2026 delle Donne del Vino dal 12 al 14 giugno mette al centro una sfida decisiva: trasformare il riconoscimento Unesco della Cucina Italiana in una strategia concreta di attrazione turistica. Dalla forza delle Dop alla costruzione di destinazioni identitarie, il focus è su narrazione, filiera e capacità di fare sistema per convertire eccellenze produttive in valore territoriale

di Enza Bergantino
CEO & Partner JacLeRoi - Food & Wine Storyteller
10 giugno 2026 | 19:20
 

Il problema non è la qualità. L’Italia ha qualità da vendere. Il problema è la narrazione. E la narrazione, senza una strategia territoriale, rimane un’opportunità mancata. È da questo punto - scomodo ma necessario - che parte il Convegno Nazionale 2026 delle Donne del Vino: “Donne, Vino, Cibo. Territori che si raccontano. Quando il gusto diventa destinazione”, in programma dal 12 al 14 giugno a Parma. Un titolo che è già una tesi. Il 10 dicembre 2025 l’Unesco ha iscritto la Cucina Italiana nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Prima cucina al mondo riconosciuta nella sua interezza.

Convegno Nazionale 2026 delle Donne del Vino è  in programma dall'11 al 14 giugno a Parma
Convegno Nazionale 2026 delle Donne del Vino è in programma dall'11 al 14 giugno a Parma

Non un piatto: un sistema. Un riconoscimento enorme. Ma un riconoscimento, da solo, non genera flussi turistici. Non costruisce itinerari. Non riempie cantine e acetaie di visitatori consapevoli. Lo fa solo se diventa strategia. Ed è esattamente questa la sfida che l’Emilia-Romagna - prima regione europea con 45 denominazioni Dop e Igp e 30 vitivinicole - ha davanti.

Turismo Dop: dal disciplinare alla destinazione

Il concetto di Turismo Dop non è un neologismo di marketing. È un modello operativo: la capacità di trasformare una filiera produttiva certificata in un’esperienza di territorio fruibile, raccontabile, desiderabile. Una denominazione non è solo un marchio di origine: è un’infrastruttura culturale che connette produzione, paesaggio, accoglienza e narrazione. Quando questi elementi funzionano come sistema - e non come compartimenti stagni - un territorio smette di essere visitato e comincia a essere scelto. C’è una differenza enorme tra i due verbi. Il primo è passivo. Il secondo è identitario.

Le Donne del Vino: il metodo è la trasversalità

Con quasi quarant’anni di storia e 1.260 socie - produttrici, ristoratrici, sommelier, giornaliste, comunicatrici - le Donne del Vino sono la più grande associazione di enologia al femminile al mondo. Ma il dato che conta non è il numero. È la posizione: stanno in tutti i punti della catena del valore, dalla vigna alla governance. Non la quota: la competenza. Ed è esattamente questa trasversalità il metodo con cui la Delegazione Emilia-Romagna - guidata da Paola Gorgatti con Enza Bergantino e Claudia Riva di Sanseverino - ha costruito la Convention 2026 a Parma.

Paola Gorgatti, alla guida della Delegazione Emilia-Romagna delle Donne del Vino
Paola Gorgatti, alla guida della Delegazione Emilia-Romagna delle Donne del Vino

La conclusione è una domanda

L’Italia ha il patrimonio. Ha i prodotti. Ha il riconoscimento Unesco. Quello che manca - ancora, in troppi territori - è la capacità di fare sistema. Di smettere di ragionare per singola eccellenza e cominciare a ragionare per destinazione. Il gusto diventa attrattore turistico solo quando chi lo produce, chi lo racconta e chi lo accoglie parlano la stessa lingua. Le Donne del Vino questa lingua la conoscono. E a Parma, il 13 giugno, la parlano ad alta voce. I posti sono limitati: donne@ledonnedelvino.com342 335 3675. 

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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