Il Friulano delle Vigne di Zamò (storica e blasonata azienda dei Colli Orientali del Friuli) si è evoluto e si è fatto in 5 per raccontare le sfumature irripetibili del territorio e valorizzare al massimo il potenziale dei vigneti situati sulle dolci colline di Rosazzo, Buttrio e Rocca Bernarda, da cui provengono i loro eccellenti vini appezzati sia in Italia che all’estero, dove esportano il 30% della produzione. Il progetto, e i vini che esaltano al massimo i singoli terroir, sono stati presentati in anteprima nella cantina di Rosazzo da Pierluigi Zamò, affiancato dall’ enologo Nicola Piccoli e dall’ agronomo Adriano Qualizza.

Nel cuore della Doc Friuli Colli Orientali: la cantina de Le Vigne di Zamò immersa nei vigneti storici di Rosazzo
Un legame profondo con il Friulano
«La nostra storia con quello che chiamavamo Tocai ed ora è il Friulano è profonda, risale a parecchi anni fa ed ha avuto una svolta ai primi anni 2000 - ha raccontato Pierluigi Zamò- Fu allora che Carlin Petrini, ospite d'onore a una nostra serata, assaggiò il nostro storico “99” e ce lo illustrò con maestria poetica. Da lì capimmo che si poteva fare di più: bisognava approfondire, studiare, crederci. Oggi, dopo anni di ricerca scientifica e selezione per mantenere in vita gli antichi cloni, abbiamo dato via a un progetto rivoluzionario di parcellizzazione su tre vigne storiche, analizzando terreni, microclimi e genetiche attraverso vinificazioni “sartoriali”. Anche il Friulano aveva voglia di un nome nuovo, vero, legato alla terra che lo ha accolto e ai suoi luoghi d'eccezione chiamati per nome, dove la terra è storia e il vino ha l'accento del posto. Ed oggi siamo orgogliosi di presentarveli». Ed ecco così Mazar di Rosaz,Umberger 1362, Bosc di Bross con Animo Friulano e Vigne 50 Anni.

Un momento della degustazione dei vini di Vigne di Zamò
Un progetto rivoluzionario di parcellizzazione su 3 vigne storiche
«Mazar di Rosaz nasce dalla nostra vigna più storica piantata a Rosazzo Manzano nel 1993 ed un vino di grande volume, pieno ed avvolgente, figlio dei suoli ricchi di argilla e ponca - ha spiegato Zamò durante la degustazione, tanto più interessante in quanto i Friulani, annata 2024, sono stati comparati fra loro - Umberger 1362 proviene da una vigna sul Colle del Calvario a Buttrio, ed è un'interpretazione contemporanea, fresca, longilinea e ventilata nata da un suolo perfettamente bilanciato. Bosc di Bros nasce infine da vigne sulle colline di Rosazzo ed è un vino complesso e potente, in cui la vicinanza del bosco e la sabbia creano una tensione e una verticalità vibranti. Ci sono poi a concludere la cinquina Animo Friulano, espressione pure classica, sintesi perfetta delle nostre vigne storiche e giovani, votato al massimo equilibrio e finezza e l'iconico Vigne 50 anni che diventa oggi una riserva immortale, selezione delle vigne più vecchie dei tre Cru».
Mazar di Rosaz
Masar di Rosaz nasce dall’omonimo vigneto di Rosazzo, a pochi passi dall’antica abbazia trecentesca, e prossimo alla sede dell’azienda, di cui è il più storico. Il nome rimanda probabilmente all’antico maceratoio, dove un tempo si lavoravano canapa o lino. Il vigneto, esposto a sud-est, alterna una parte alta più soleggiata a un fondovalle fresco e ombroso, su suoli di marne e arenarie.

Mazar di Rosaz
Le due microzone vengono vinificate separatamente e poi assemblate, dando vita a una cuvée sapida dal profilo vegetale e con leggere sfumature sulfuree, che rappresenti l’intero vigneto. Un vino che richiama con personalità il più tipico gusto del Friulano e trae la sua forza dalla ponca, ricca di argilla.
Humberg 1362
Humberg 1362 proviene da una vigna sul Colle del Calvario a Buttrio. Il suo nome deriva dall’antico toponimo di Buttrio. Il vigneto, esposto a sud-ovest, è radicato in suoli di marne e arenarie, particolarmente ricchi di limo e argilla. Vendemmiato a mano ai primi di settembre, fermenta a 18 °C dopo una lenta decantazione.

Humberg 1362
L’affinamento in acciaio sulle fecce fini per 6-8 mesi ne esalta la struttura, restituendo un sorso pieno, ricco e complesso, con un ventaglio aromatico che spazia dal fruttato ai richiami vegetali e racconta la personalità del Cru. È una piacevolissima ed intrigante interpretazione fresca e contemporanea dei Colli Orientali del Friuli, che deve tanto al suo suolo perfettamente bilanciato.
Bosc di Bros
Bosc di Bros nasce dall’omonimo vigneto sulle colline di Rosazzo - terrazzate, abbracciate dal bosco, ben esposte a sud-est - di cui porta nel calice la memoria. I suoli profondi di marne e arenarie in cui è impiantato custodiscono vecchie selezioni massali e un raro biotipo di friulano giallo, dalla natura intensamente aromatica, che contribuisce a conferire al vino un carattere unico.

Bosc di Bros
La raccolta manuale, la lenta decantazione e l’affinamento in acciaio sulle fecce fini restituiscono un vino verticale, fresco e identitario, capace di raccontare con precisione la sua origine e la finezza del territorio. Un Friulano complesso e potente, persistente e leggermente aromatic, a cui ho dato la palma della piacevolezza.
Animo Friulano
Animo Friulano nasce per dar vita nel bicchiere al profondo legame fra i Colli Orientali del Friuli e il Friulano, vitigno autoctono profondamente legato alla storia di questa terra di confine. Uva antica e insieme contemporanea, porta nel calice la memoria più autentica della terra friulana. A comporre Il blend sono le uve provenienti dalle quattro vigne storiche e da quelle più giovani dell'azienda, vinificare separatamente.

Animo Friulano
Il nome Animo Friulano è un richiamo all’incoraggiamento e al coraggio di mettersi in gioco: un invito ad apprezzare un vino identitario, capace di unire radici, audacia e presente, raccontando il territorio con eleganza, carattere e una forte impronta culturale. Quasi un manifesto della filosofia e del modus operandi della famiglia Zamò, ben rappresentati in questo eccellente Friulano fresco e sapido.
Vigne 50 Anni
La degustazione si è chiusa in bellezza (è proprio il caso di dirlo) con quello che può essere considerato il “super Friulano”: il Friulano Vigne 50 Anni Riserva - già icona della cantina- con questo progetto si è infatti trasformato e le uve che lo compongono provengano dalle vigne con la genetica più vecchia delle 3 vigne storiche Masar di Rosaz, Bosc di Bros e Humberg. Ogni parcella, vinificata separatamente, porta un tratto preciso: freschezza e tensione, sapidità minerale, pienezza aromatica. L’assemblaggio e il lento affinamento prima sulle fecce fini e poi in bottiglia danno vita a un vino elegante, profondo e armonico, sintesi autentica dell’identità friulana e delle sue diverse sfumature territoriali. Una preziosa riserva che fa del blend fra le microvinificazioni ritenute migliori e della longevità il suo tratto distintivo.
Anteprima in vasca
Prima di lasciare la cantina, abbiamo avuto il piacere di un'ultima intrigante anteprima dalla vasca, nel fresco e nel silenzio della bella cantina. Abbiamo assaggiato l’annata 2025 di Vigne 50 Anni, che affinerà prima in acciaio e poi in bottiglia più degli altri Friulani, un anno in più, e uscirà nel 2027. Le promesse sono eccellenti…
Un secolo di storia guardando al futuro
Un secolo di storia, tre generazioni e un legame profondo con il Friuli, Le Vigne di Zamò affondano le proprie radici nel 1924, quando nonno Luigi gestiva un’osteria a Manzano e, di fronte a una clientela sempre più numerosa, decise di iniziare a produrre vino per i propri commensali. Da quella intuizione familiare nacque un percorso destinato a crescere: prima l’acquisto dei primi 5 ettari da parte del figlio Tullio, poi il riconoscimento del primo Tre Bicchieri del Gambero Rosso con il Ronco dei Roseti 1988, fino ai giorni nostri, con alla guida i nipoti Pierluigi e Silvano insieme alla moglie Brigitte, e Oscar Farinetti. Oggi Le Vigne di Zamò coltiva 65 ettari distribuiti su tre terroir d’eccellenza (Rosazzo, Buttrio e Rocca Bernarda), nel cuore della Doc Friuli Colli Orientali e produce circa 250.000 bottiglie all’anno. La cantina sorge a Rosazzo, in un paesaggio dove i venti dell’Adriatico incontrano le Alpi, dando vita a un microclima particolarmente vocato alla viticoltura. È una terra di confine, crocevia di culture europee, che la famiglia Zamò continua a interpretare con uno stile capace di unire tradizione, ricerca e rispetto del territorio.
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La cantina delle Vigne di Zamò a Rosazzo: un secolo di storia e tradizione familiare proiettato verso il futuro e la viticoltura biologica
La sostenibilità è oggi uno dei cardini dell’azienda. I vigneti sono condotti con metodi naturali, attraverso l’utilizzo di concimi organici come letame e humus, il diserbo meccanico e una gestione sempre più attenta all’equilibrio ambientale. Un percorso culminato nel 2021 con la prima vendemmia biologica certificata. Accanto ai grandi bianchi friulani, dal Friulano alla Ribolla, Le Vigne di Zamò continua a puntare con decisione anche sui rossi. Il 40% della superficie vitata è infatti dedicato a uve a bacca rossa, una scelta superiore alla media regionale, che valorizza vitigni come Merlot, Cabernet, Pignolo e Refosco dal peduncolo rosso. Una visione che non rinuncia alla vocazione bianca del Friuli, ma ne amplia il racconto con vini di carattere e identità, e guarda al futuro.
Via Abate Corrado, 1 33044 Rosazzo (Ud)