CORONEA
Solo 10.000 bottiglie a 125 euro l'una: il Franciacorta che sfida il mercato
Diecimila bottiglie, 125 euro al pubblico e una filosofia controcorrente: un Metodo Classico che mette al centro tempo, coerenza e identità, più che il consenso del mercato
Il claim del prodotto è “Perlage alchemico” e già di per sé le due parole incuriosiscono anche i neofiti del beverage, non fosse altro per capire cosa riserva di tanto straordinario un Franciacorta Brut Docg con questo slogan di premessa. La risposta la forniscono gli stessi produttori, Andrea Bignotti e la moglie Chiara Turelli, che a Sale di Gussago (Brescia) dove hanno vigneti e cantina, movimentano 10 mila bottiglie l’anno, quando ne producono tante: «Vogliamo essere onesti, concreti e realisti: Coronea non è un vino da brindisi distratto. Chiede attenzione, silenzio e la disponibilità ad accettare che non si conceda subito. Se non trova le condizioni giuste, può anche restare dignitosamente in disparte. Non ha fretta di piacere. Ci rivolgiamo a quel pubblico di appassionati che dice: questo vino mi attrae e lo voglio capire».
Coronea Franciacorta: il vino che sceglie il tempo al posto dei grandi numeri
In un contesto territoriale e di mercato dove il Franciacorta ha costruito il suo successo anche sulla riconoscibilità e sull’efficienza produttiva, Coronea ha scelto un’altra strada: meno mercato e più tempo. Non per distinguersi, ma per coerenza. D’accordo: ma cosa rende questa bollicina diversa dalle altre? Sono sempre i titolari a rispondere: «Coronea non è stato pensato per diventare “il migliore” Franciacorta, ma per diventare “il simbolo” di ciò che effettivamente è: il frutto di un amore appassionato, convinto e ricambiato per la terra, per il territorio della denominazione e le vigne. L’amore, fiero e vero, per quella collina a Sud-Est dell’arco morenico della Franciacorta dove abbiamo i filari. Coronea è nato per onorare ed elargire l’energia da cui proviene».
Il lusso della coerenza
Andrea e Chiara non amano definirsi visionari bensì conoscitori concreti delle regole del suolo e dei ritmi dell’agricoltura. Pazienti e tenaci, avrebbero potuto imboccare strade più facili e remunerative, invece hanno scelto deliberatamente di non farlo, cosicché Coronea Franciacorta Docg è il risultato della fedeltà a un’idea, non a un business. Va da sé che anche il costo segue coerentemente la medesima logica. «Il nostro Franciacorta Docg - spiegano sempre i produttori - costa 125 euro a bottiglia al pubblico. Il prezzo non è una promessa di piacere, ma una soglia di accesso. Sotto questa cifra, questo vino non potrebbe esistere». Una scelta indubbiamente controcorrente.
«Siamo d’accordo che non è un vino democratico - precisano i produttori - ma non lo vuole neanche essere. Tantomeno vuole ergersi a Metodo Classico cosiddetto “di nicchia”. Sappiamo bene e ne siamo consapevoli che si tratta di una bella sfida, di un gesto radicale, come del resto lo sono le tirature limitate di qualsiasi prodotto. A 125 € non stiamo vendendo un vino, né tantomeno uno storytelling vago, stiamo proponendo una rarità culturale, la tesi di un principio che nel bicchiere diventa sintesi, conseguenza etica. Non aspiriamo a comparazioni con altri Franciacorta, men che meno a iperboli sensoriali durante le degustazioni».
Il valore del tempo in una bottiglia
Coronea si rivolge, dunque, a una clientela che si pone domande sul senso delle cose e che considera il vino una forma di linguaggio, non solo di piacere. Può stimolare il pubblico che indaga un’etichetta e si interroga sui significati reconditi di un logo impresso all’interno di una mandorla verticale dorata con al centro il leone di Giuda. È risaputo: nelle regole del marketing vale l’equazione “meno pubblico = più desiderio” e in virtù di questo assunto, chi non cerca consenso, va a finire che lo attrare. Nell’intendimento dei produttori - che, lo ribadiscono, non cercano giocoforza di fare numeri - c’è però quello dichiarato di entrare in poche carte vini, quelle giuste dell’Horeca. Per essere identificato come “quel Franciacorta lì”, immediatamente riconoscibile. Proviamo ad entrare più a fondo nella questione rivolgendoci ancora direttamente ad Andrea e Chiara.
Coronea Franciacorta e il prezzo da 125 euro: una scelta di coerenza
10 domande per Andrea Bignotti e Chiara e Chiara Turelli
“Se fosse una provocazione, sarebbe più semplice. Il prezzo è una conseguenza, non un messaggio. Questo vino richiede tempo, immobilizza risorse, non permette scorciatoie. Sotto quella cifra non potremmo farlo esistere così com’è. E cambiarlo per abbassare il prezzo, per noi significherebbe tradirlo.”
“Sì, e l’abbiamo accettato. Coronea non è un Franciacorta nato per essere compreso da tutti, ma per essere coerente. Preferiamo pochi interlocutori veri piuttosto che molti curiosi distratti.”
“Non ci interessa competere sull’eccellenza. È una parola inflazionata. Ci interessa l’etica: sapere e far sapere cosa stiamo facendo e perché. Questo vino non vuole essere “migliore”, vuole essere onesto, coerente e aderente alla sua idea iniziale.”
“No, se per elitario intendiamo selettivo. L’idea che tutto debba essere accessibile a tutti è una semplificazione. Anche il tempo è elitario: non tutti possono permettersi di aspettare.”

“Il passato lo conosciamo, il futuro ci interessa sempre. Coronea guarda avanti perché ha saputo formarsi nel passato e perché rifiuta l’urgenza di apparire. E oggi, rifiutare e sottrarsi alla frenesia è un gesto profondamente contemporaneo.”
“Poche. Meno di 10 mila. E non perché faccia effetto dirlo, ma perché oltre un certo numero questo progetto perderebbe senso.”
“No. Perché la nostra scelta è diversa, calibrata: nasce da una motivazione differente da chi punta al risultato immediato. Non ci interessa essere più presenti, più visibili. Soprattutto non ci interessa la banalità.”
“Finché potremo permettercelo, sì. Se dovessimo smettere, non sarebbe per mancanza di mercato, ma perché non potremo più rispettare le condizioni che lo rendono possibile.”

“Dell’idea che debba sempre piacere. Il vino è anche conflitto, incomprensione (ossia non la comprensione immediata), distanza o presa di distanza. Ridurlo a una lista di aromi è un modo elegante per non dire nulla.”
“Coronea è un vino che chiede di essere ricercato. E trovato.”


