CANTINA ROSSINI
“Nacchiemmo”, la storia di una famiglia e di un vino sardo che significa “dimmi di sì”
Nacchiemmo, rosato Igt sardo della Cantina Rossini da Cannonau, Syrah e Cabernet, sposa freschezza e struttura. Degustato a Corte del Gallo in Val Trebbia, svela un perfetto abbinamento con gnocco fritto e salumi Dop piacentini
Indice
- 1Nacchiemmo Cantina Rossini: scheda tecnica e terroir
- 2Vinificazione, affinamento e profilo aromatico del vino rosato
- 3Abbinamento enogastronomico: Nacchiemmo, gnocco fritto e salumi piacentini
- 4La degustazione all'Agriturismo Corte del Gallo
- 5L'armonia tra tradizione sarda ed emiliana secondo il sommelier
Nacchiemmo, tradotto in italiano, significa "dimmi di sì". Un nome che suona come un invito, una promessa, quasi un brindisi alla fiducia e alla condivisione. È anche il nome di un vino che racchiude l'anima della cantina Rossini, a Laerru, nel cuore dell'Anglona, là dove questo territorio incontra la Gallura. Quella della Cantina Rossini è una storia di famiglia che affonda le radici nel 2004. Un percorso iniziato da Luigi e Teodora, genitori di Rossella, Massimo, Fausto, guidato da un principio semplice e profondo, espresso in dialetto: "cheret fattu cun amore", perché anche il lavoro più duro merita di essere fatto con amore.
È questa la filosofia che ha accompagnato ogni scelta, dalla nascita dell'azienda all'inaugurazione della cantina nel 2012, segnando l'inizio di una crescita costante, fatta di qualità, riconoscimenti e consenso. Oggi, accanto a Rossella, Massimo e Fausto, c'è ancora mamma Teodora. Ma, soprattutto, continua a vivere l'eredità di papà Luigi: non solo i suoi saperi e la sua esperienza, ma anche quel modo di intendere il lavoro e la vita che ha reso la passione il vero motore della cantina.
Nacchiemmo Cantina Rossini: scheda tecnica e terroir
Nacchiemmo è un rosato Isola dei Nuraghi Igt che nasce da suoli calcarei ricchi di marne e fossili marini, un terroir capace di imprimere al vino carattere, eleganza e una spiccata impronta minerale. È ottenuto da un blend di Cannonau (circa il 70%), Syrah e Cabernet Sauvignon, con proporzioni che variano leggermente in base all'annata, nel rispetto dell'equilibrio ricercato dalla cantina. Nel calice si presenta con un intenso e brillante colore rosa cerasuolo, attraversato da luminosi riflessi corallo che ne anticipano la struttura e la vivace giovinezza. Il bouquet è intenso e articolato. Emergono profumi di piccoli frutti rossi, come fragolina di bosco e lampone, accompagnati dalle tipiche note del Cabernet Sauvignon.
Vinificazione, affinamento e profilo aromatico del vino rosato
Il Syrah aggiunge eleganti sfumature speziate di pepe nero e richiami alla macchia mediterranea, mentre il Cannonau, completa il profilo aromatico con sentori di marasca e delicati accenni floreali di rosa. Al palato Nacchiemmo sorprende per il corpo pieno e la personalità, caratteristiche non comuni in un vino rosato. L'ingresso è avvolgente, sostenuto da una piacevole freschezza e da una struttura ben definita. La vivace acidità bilancia la morbidezza del frutto, accompagnando verso un finale lungo, sapido e marcatamente minerale, che richiama il vento, il mare e il paesaggio della Sardegna.
La vinificazione prevede una breve macerazione a freddo sulle bucce, più prolungata rispetto a quella normalmente adottata per i vini rosati. Questa scelta consente di ottenere una maggiore intensità cromatica e una più ricca espressione aromatica. Dopo una pressatura soffice, la fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata. Il vino affina quindi per circa tre-quattro mesi sulle fecce fini, sempre in acciaio, acquisendo maggiore complessità e rotondità. Segue un breve riposo in bottiglia prima della commercializzazione.
Abbinamento enogastronomico: Nacchiemmo, gnocco fritto e salumi piacentini
Per mettere alla prova Nacchiemmo abbiamo scelto uno degli abbinamenti più rappresentativi della tradizione emiliana: lo gnocco fritto con i salumi Dop piacentini. La degustazione, guidata dal sommelier Davide Vallavanti, si è svolta all'Agriturismo Corte del Gallo. Questa struttura rappresenta una delle tappe preferite del piacentino, per la sua proposta enogastronomica e per l'ospitalità, offerta all'interno di un borgo in pietra per vivere un soggiorno di quiete e di gusto nella cornice della bella Val Trebbia.
Agriturismo Corte del Gallo surge a Rivergaro, lungo la strada del Bagnolo, ed è una delle tappe consigliate da Mangiare Piacentino. Qui la cucina è guidata da Elia Sartori, affiancato dalla nipote Patrizia e da una brigata affiatata che interpreta con rispetto la tradizione locale, senza rinunciare a una misurata vena creativa. Il coordinamento è affidato a mamma Mariuccia, mentre papà Franco si occupa a tempo pieno dell'azienda agricola che produce ottime verdure e prodotti della terra, tra i quali la patata di Bassano, vera eccellenza protetta dal marchio di qualità De.Co. Il menu di Corte del Gallo racconta il territorio attraverso piatti iconici, dai tortelli piacentini ai classici pisarei e fasö, accanto a proposte che dimostrano come la cucina possa rinnovarsi senza perdere le proprie radici.
La degustazione all'Agriturismo Corte del Gallo
Un primo assaggio di Nacchiemmo è stato in chiave di aperitivo e la location perfetta, interna all'agriturismo, è stata l'area alle spalle della struttura, quella che offre un panorama indimenticabile sulle colline del piacentino, con lo sfondo stagliato dalle montagne dell'Appennino piacentino: un incanto! Qui, in questo angolo di meraviglia, denominato “Corte sul retro”, vengono organizzati periodicamente aperitivi e menù a tema, con numero limitato di posti che impone l'obbligo di prenotazione. Il primo assaggio del Nacchiemmo è affidato a Floriana Grazioli, fashion influencer esperta anche in enogastronomia. «E' un rosato che ridefinisce il concetto di aperitivo - ha spiegato Floriana - la sua freschezza invita al primo sorso, ma la struttura e la complessità aromatica lo rendono un compagno ideale per un aperitivo ricco, fatto di salumi, formaggi, focacce e piccoli assaggi della cucina mediterranea».
Scopriamo così che Nacchiemmo è un vino che apre il pasto senza esaurire il proprio ruolo, accompagnando con naturalezza l'intero percorso gastronomico. Va servito fresco, ma non troppo freddo (10-12 °C), ed è perfetto per accompagnare un tagliere di salumi e formaggi, olive, bottarga, crostini di mare o piccoli fritti. Un vino che invita alla convivialità e prepara il palato alle portate successive. Tra queste soluzioni optiamo per una delle portate immancabili sulle tavole dei locali piacentini, vale a dire i salumi Dop che, unica provincia in Italia, qui sono tre: coppa, salame e pancetta. Seduti al tavolo ci vengono serviti nell'immancabile tagliere, accompagnati da uno gnocco fritto preparato a regola d'arte: fragrante, soffice e gonfio, servito ben caldo.
L'assaggio inizia con la Coppa Piacentina Dop, elegante e delicata, prosegue con il Salame Piacentino Dop, tagliato come vuole la tradizione, spesso e in diagonale, per concludersi con la Pancetta Piacentina Dop, intensa, avvolgente e capace di esprimere tutta la ricchezza della norcineria piacentina. È a questo punto che entra in scena Nacchiemmo. I suoi 14 gradi alcolici, sostenuti da una vibrante freschezza e da una spiccata vena sapido-minerale, costruiscono un equilibrio sorprendente. L'acidità ripulisce il palato dalla componente grassa dei salumi, preparando ogni volta il gusto all'assaggio successivo. Con la Pancetta Piacentina Dop, celebre per la sua consistenza morbida e fondente, il vino esprime forse il suo lato più affascinante.
Il Cannonau ne accompagna la naturale dolcezza senza mai coprirla, mentre le sfumature speziate del Syrah e la marcata mineralità creano un piacevole contrasto con il grasso nobile del salume, esaltato dal calore dello gnocco fritto. L'incontro con la Coppa Piacentina Dop è altrettanto convincente. La dolcezza della carne e la fine speziatura di pepe e chiodi di garofano trovano un perfetto contrappunto nelle note di marasca del Cannonau e nei richiami speziati del Syrah, dando vita a un abbinamento di grande equilibrio. Anche il Salame Piacentino Dop si rivela un compagno ideale. La sua grana grossa, la delicata nota d'aglio e la marcata aromaticità vengono sostenute dalla struttura di Nacchiemmo, che riesce ad accompagnarne la personalità senza mai risultare dominante.
L'armonia tra tradizione sarda ed emiliana secondo il sommelier
Nacchiemmo racconta una Sardegna autentica. Un vino che nasce dall'incontro tra il Cannonau, simbolo dell'identità enologica dell'isola, e due vitigni internazionali, Syrah e Cabernet Sauvignon, accolti con la stessa naturale ospitalità che caratterizza la cultura sarda. Un dialogo tra tradizione e innovazione nel quale il vitigno autoctono resta protagonista, arricchendosi di nuove sfumature senza perdere il proprio carattere mediterraneo. L'abbinamento con i grandi salumi della tradizione piacentina si è rivelato sorprendente. Sardegna ed Emilia-Romagna, terre lontane ma accomunate dall'amore per la qualità e per la cultura del cibo, si incontrano in un calice e in un piatto, dimostrando che le eccellenze italiane, quando dialogano tra loro, sanno creare armonie capaci di superare ogni confine regionale.


