Italia a Tavola si appresta a compiere 40 anni, un anniversario che verrà celebrato durante tutto il 2026 con diversi eventi ed iniziative. Il primo di questi è l’istituzione di un premio per valorizzare le famiglie dell’agroalimentare italiano. Il riconoscimento - intitolato "Famiglie del cibo - Un patrimonio dell’umanità" - è realizzato in collaborazione con Tipicità (una delle principali fiere del settore) - verrà consegnato proprio durante l’edizione 2026 del festival. Il premio è rivolto a realtà imprenditoriali selezionate del comparto agroalimentare italiano, in un legame simbolico con il riconoscimento Unesco della cucina nazionale. Dal 6 all’8 marzo, con "Tipicità 2026”, il territorio italiano si presenta a Fermo come un viaggio immersivo nell’Italia più autentica, dove territori, sapori, culture e innovazione si intrecciano.
Famiglie del cibo: un premio in occasione dei 40 anni di Italia a Tavola
Cè un anniversario nell’anniversario ad arricchire il programma 2026 del Festival Tipicità: i 40 anni del network “Italia a Tavola”, tra i media partner storici della manifestazione, che ha voluto scegliere l’evento nelle Marche per iniziare i festeggiamenti per il proprio anniversario, ma anche per amplificare il messaggio: e cioè che il racconto dell’enogastronomia, della ristorazione e del turismo in Italia ha compiuto un percorso di rilievo, e ha sostenuto l’intera filiera lungo un arco temporale che ora può definirsi “storico”.
Premio Italia a Tavola-Tipicità 2026: cos'è
Il Premio sarà assegnato a Tipicità Festival 2026 (6-8 marzo) a selezionate famiglie imprenditoriali dell’agroalimentare italiano, in connessione simbolica con il riconoscimento UNESCO del patrimonio agroalimentare/culturale italiano.
La famiglia come cellula viva del patrimonio UNESCO: non un brand globale, ma un ecosistema umano, agricolo e culturale:
- La cucina italiana nasce in famiglia, presidio di accoglienza, convivialità, territorio, sapere e continuità.
- La cucina italiana non è nata dentro i ristoranti. Ma i ristoranti, per l’appunto, ristorano, prendendo esempio dall’accoglienza e dall’ospitalità familiare.
- La famiglia come cellula viva del patrimonio UNESCO: non un brand globale, ma un ecosistema umano, agricolo e culturale
«Italia a Tavola ha seguito Tipicità fin dalle prime edizioni - spiega Alberto Lupini, direttore del magazine -, un festival che dalla dimensione regionale è cresciuto fino a coinvolgere tutta l’Italia e poi anche paesi lontani, segno che la valorizzazione del prodotto tipico può avere davvero una dimensione globale; sono queste le tessere che vanno a costituire un mosaico poi ammirato in tutto il mondo, anche grazie a riconoscimenti per la cucina italiana come quello dell’Unesco».
Il direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini (a destra) con il giornalista Marco Ardemagni
«Dal canto nostro - continua Lupini -, intendiamo continuare a dare un contributo valorizzando quello che distingue la cultura italiana del cibo e poi attira l’attenzione di turisti e operatori professionali, ossia la tradizione familiare. Proprio nel segno della tradizione, nel corso del Festival Tipicità, a marzo, andremo a premiare le Famiglie del cibo: siamo quindi in cerca di quelle aziende del settore alimentare dove si sono succedute almeno tre generazioni della stessa famiglia, che è poi un modo per mettere in luce anche il legame fra persone e territorio. Posso dirvi fin da ora che non ci siamo concentrati sui grandi complessi industriali ma abbiamo inteso dare visibilità a chi lavora per mantenere alti gli standard di qualità, e magari non ha strumenti di marketing adeguati al valore della sua impresa; premiare la qualità è uno dei tanti modi per tenere in vita e condividere le tradizioni che costituiscono il nucleo forte di un’offerta turistica non omologata, aperta alla diversità e alle straordinarie ricchezze culturali dei nostri territori».
Premio Italia a Tavola-Tipicità 2026: a chi è rivolto
Il premio intende riconoscere famiglie imprenditoriali agroalimentari che:
- operano da più generazioni;
- mantengono un legame diretto con un territorio specifico;
- custodiscono saperi produttivi autentici (ricette, varietà, tecniche);
- hanno saputo innovare senza snaturare l’identità;
- rappresentano un modello culturale, non solo economico.
Tipicità, l’edizione 2026 tra cultura ed enogastronomia
Il Festival include degustazioni, momenti teatrali e culturali, esperienze da sagra popolare e visite guidate per accompagnare turisti e curiosi attraverso la regione del Verdicchio e del Ciauscolo, di Leopardi e Rossini. «Le Marche, regione plurale - come sottolinea il giornalista-conduttore radiofonico Marco Ardemagni nel corso della presentazione del Festival, tenutasi a Milano presso l’hotel Admiral -: una pluralità legata alla diversità territoriale (pianure e colline, mare e montagna) e all’intrecciarsi di tradizioni e anime diverse attraverso le vallate che si incuneano nell’entroterra, che fanno pensare a un territorio a pettine».
Il direttore di Tpicità Angelo Serri (a destra) con il giornalista Marco Ardemagni
«Apprezziamo ancor meglio questa felice confusione e pluralità, aggiunge il direttore di Tipicità Angelo Serri - se ci fermiamo a riflettere che quest’anno ricorre il 34esimo compleanno della manifestazione; un’occasione per mettere a fuoco un evento che è cresciuto nel tempo e quest’anno va a ospitare tipicità provenienti dal Giappone e dall’Argentina, ai due estremi del planisfero, nonché dal Marocco, più vicino a noi».