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giovedì 12 febbraio 2026  | aggiornato alle 19:19 | 117381 articoli pubblicati

Addio apertura alle 3 di notte? A Torino esplode il caso mercati generali

A Torino divide la proposta di spostare in fascia diurna l’orario dei mercati generali del Caat. Grossisti e Coldiretti avvertono: a rischio freschezza, logistica e sopravvivenza dei piccoli negozi, con vantaggi per la Gdo

 
12 febbraio 2026 | 14:57

Addio apertura alle 3 di notte? A Torino esplode il caso mercati generali

A Torino divide la proposta di spostare in fascia diurna l’orario dei mercati generali del Caat. Grossisti e Coldiretti avvertono: a rischio freschezza, logistica e sopravvivenza dei piccoli negozi, con vantaggi per la Gdo

12 febbraio 2026 | 14:57
 

A Torino si accende un acceso dibattito sull’orario di apertura dei mercati generali, con particolare riferimento al Caat di Grugliasco, frequentato ogni notte da circa 1.500 operatori. Tra loro c’è Nino Monticone, grossista di 62 anni, attivo da 16 anni nella vendita di frutta esotica, fiori edibili e germogli freschi. Monticone racconta come da oltre quarant’anni la sua giornata inizi a mezzanotte per garantire ai clienti merce freschissima già all’alba. Alcuni altri grossisti, con in testa Vittorio Rovetta, presidente di Apgo (Associazione Piemontese Grossisti del settore ortoflorofrutticolo) propongono di spostare l’apertura dal consueto orario delle 3 del mattino a una fascia completamente diurna, dalle 10 alle 17, una misura che rischia di compromettere l’attività di molti operatori e favorire la grande distribuzione.

Addio apertura alle 3 di notte? A Torino esplode il caso mercati generali

Al Caat, il mercato generale di Torino, c'è polemica per la proposta di un cambio radicale degli orari di attività

Monticone e i grossisti: perché l’apertura diurna danneggia i negozi

Monticone argomenta come lo spostamento dell'orario penalizzerebbe una lunga serie di soggetti, dai negozianti alle bancarelle del mercato e, anche se in misura minore, anche la ristorazione che «ha tempi di consegna ben precisi» e che «uno che deve preparare il pranzo non può ricevere le fragole o le insalatine nel pomeriggio». L’intero mercato funziona infatti secondo ritmi rapidi e perfettamente scanditi: «tutta la clientela arriva di notte, già dalle due e mezza, acquista a propria merce e la porta poi ai distributori finali, di modo che sia fresca ed esposta già dal primo mattino. Abbiamo clienti che arrivano da Aosta o da Genova di notte proprio per poter tornare in tempo coi prodotti freschi già di prima mattina». 

Addio apertura alle 3 di notte? A Torino esplode il caso mercati generali

Nino Monticone, uno degli operatori del mercato di Torino, nettamente contrario al cambio di orario

Secondo Monticone, stravolgere un mercato sano come quello di Torino per la comodità di pochi operatori sarebbe insensato: «non funziona. La maggior parte dei grossisti, come anche la Coldiretti, Confesercenti, i rappresentanti delle imprese di trasporto sono contrari, è una cosa che non vuole bene nessuno». La proposta di cambiamento di orario genererebbe, secondo Monticone, «problemi incredibili» e metterebbe a rischio la freschezza dei prodotti. Sottolinea che «il piccolo negozio, in questo modo, si vedrebbe arrivare il prodotto con un giorno in più, a chiaro scapito della sua freschezza. Inoltre, col nuovo orario cambierebbero anche tutti gli orari di movimentazione della merce, con gravi ripercussioni sul traffico visto che parliamo spesso di mezzi pesanti».

Vantaggi per la grande distribuzione

Nelle sue parole, Monticone vede anche da questo ipotetico cambio d'orario un vantaggio per la grande distribuzione «che ha piattaforme proprie e scarica i camion a qualsiasi orario, anche di notte, per cui al mattino può permettersi di vendere merce fresca, mentre il piccolo dettagliante o il consumatore finale non riceverebbero più i prodotti freschi del mercato generale». Se il prodotto fresco non è disponibile al mattino nel piccolo negozio, aggiunge Monticone, «la massaia va al supermercato, invece che ai banchi del mercato».

La comodità di pochi operatori

Monticone spiega inoltre che la proposta nasce principalmente dalla comodità di alcuni operatori stanchi del lavoro notturno più che da logiche di mercato: «chiedono di fare il mercato dalle 10 alle 17 perché non hanno più voglia di fare questo mestiere, per avere una vita più bilanciata, per poter uscire la sera. Se sei stanco, apri un’altra attività, non puoi stravolgere tutto il settore la comodità di pochi». Sottolinea che Torino è «un mercato sano, che funziona, e va rispettato», e che la maggioranza dei clienti e dei produttori «è completamente contraria al cambiamento, e siamo certi che non passerà».

Addio apertura alle 3 di notte? A Torino esplode il caso mercati generali

Secondo Monticone, il fronte degli operatori del mercato di Torino è compatto contro il cambiamento degli orari

L’opposizione di Coldiretti

Anche secondo Coldiretti, questa proposta è inaccettabile: il presidente Bruno Mecca Cici aveva già sottolineato in passato che i consumatori hanno diritto a prodotti freschi e di qualità, e che cambiare gli orari metterebbe a rischio quel modello di distribuzione che garantisce tali caratteristiche. Gli agricoltori e i produttori associati a Coldiretti temono che un’apertura diurna possa causare perdita di freschezza dei prodotti, rendere più complessa la logistica e creare difficoltà organizzative alle aziende, molte delle quali sono a conduzione familiare.

Simone Gili, rappresentante di Coldiretti al CAAT, aveva inoltre evidenziato che spostare l’orario di vendita dopo l’alba andrebbe a interferire con i tempi di lavoro delle imprese agricole, avrebbe effetti negativi sui costi e potrebbe obbligare gli operatori a stoccare la merce in magazzino per poi consegnarla ai mercati comunali, con ulteriore aggravio logistico. Anche Coldiretti afferma che molti acquirenti potrebbero abbandonare il mercato per rivolgersi ad altri centri all’ingrosso con orari più “convenzionali”.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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