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sabato 21 febbraio 2026  | aggiornato alle 20:25 | 117554 articoli pubblicati

Lombardia, otto nuove varietà salvate: dal Fagiolo della Valvestino al Mais di Suzzara

Otto varietà vegetali lombarde entrano nell’Anagrafe nazionale della biodiversità agricola, portando a 36 le risorse regionali tutelate. Fagioli, mais, castagni e ortaggi locali diventano patrimonio riconosciuto e protetto

 
21 febbraio 2026 | 18:05

Lombardia, otto nuove varietà salvate: dal Fagiolo della Valvestino al Mais di Suzzara

Otto varietà vegetali lombarde entrano nell’Anagrafe nazionale della biodiversità agricola, portando a 36 le risorse regionali tutelate. Fagioli, mais, castagni e ortaggi locali diventano patrimonio riconosciuto e protetto

21 febbraio 2026 | 18:05
 

Semisconosciute,  ma di grande valore rurale e nutrizionale. Dal  Fagiolo della splendida Valvestino, al Castagno di Balestrera, fino al Mais di Suzzara: sono tre delle otto specie vegetali lombarde che  entrano a far parte dell’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. Il  Registro è stato istituito dal Ministero dell’Agricoltura per riconoscere il valore di varietà locali a rischio di estinzione o erosione genetica. E salgono così a 36 le risorse lombarde vegetali e animali oggi tutelate a livello nazionale. 

Lombardia, otto nuove varietà salvate: dal Fagiolo della Valvestino al Mais di Suzzara

Il Fagiolo della Valvestino è tra le 8 varietà appena entrate nell'Anagrafe nazionale della biodiversità agricola

Dai fagioli ai mais: le colture salvate dall’estinzione 

Questi gli otto vegetali riconosciuti: in provincia di Brescia il Fagiolo della Valvestino e il Carciofo di Malegno, nel Mantovano viene riconosciuto il Mais di Suzzara, mentre nel Pavese il Pisello Precoce di Miradolo Terme e il Mais di Torre d’Isola. Sono della provincia di Bergamo il Mais Rostrato Rosso di Rovetta e il Castagno di Balestrera. Completa il quadro la provincia di Sondrio con la Patata Bianca di Starleggia. Iscrivere una varietà a questa Anagrafe  significa non solo delimitarne l’origine territoriale e le caratteristiche distintive ma, di fatto, certificarne l’esistenza. Non è un elenco simbolico: è un atto formale dello Stato.

Montasio Cattel

Biodiversità agricola tra identità territoriale e sviluppo rurale

L’Anagrafe serve a trasformare varietà che rischiavano di scomparire in patrimonio protetto e potenzialmente valorizzabile, con un ruolo che unisce tutela ambientale, identità culturale e prospettiva economica.«Si tratta - ha dichiarato l'assessore lombardo all'agricoltura Alessandro Beduschi - di varietà legate alla tradizione e spesso conservate nel tempo grazie all’impegno di aziende agricole e famiglie che ne hanno custodito sementi e metodi di coltivazione. Un patrimonio genetico che rappresenta non solo memoria storica, ma anche una possibile risorsa strategica di qualità per filiere e le economie locali». 

Lombardia, otto nuove varietà salvate: dal Fagiolo della Valvestino al Mais di Suzzara

L'assessore lombardo all'agricoltura Alessandro Beduschi

L’iscrizione  nel registro attiva gli strumenti previsti dalla legge 194/2015 per la conservazione e la protezione delle varietà e razze locali, evitando che vengano perse o sostituite da materiale genetico standardizzato. Per entrare nell’Anagrafe, una risorsa deve essere correttamente caratterizzata e conservata nei campi, nelle aziende agricole oppure tramite banche del germoplasma o centri di ricerca. Questo garantisce che non sia solo 'memoria', ma patrimonio vivo. Le risorse iscritte possono essere oggetto di progetti di recupero, sostegno pubblico, filiere locali, percorsi di promozione e riconoscimento.

Cos’è l’Anagrafe nazionale e perché è uno strumento concreto di tutela

L’Anagrafe diventa quindi una leva di sviluppo rurale. Mantenere una base genetica ampia significa rendere l’agricoltura più resistente ai cambiamenti climatici e alle malattie. Per questo è importante rafforzare il lavoro di tutela e valorizzazione della biodiversità . È un impegno concreto che unisce istituzioni, studiosi  e agricoltori , contribuendo a difendere l’identità produttiva di territori spesso semi-sconosciuti

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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