Nel Regno Unito la crisi della ristorazione non è più soltanto un problema di costi. È diventata una battaglia politica. Secondo quanto riportato da The Times il 1° luglio, lo chef e imprenditore Tom Kerridge guida da tempo, come già indicato da Italia a Tavola, la campagna #VATsTheProblem, che chiede al Governo britannico di ridurre l’Iva per l’hospitality dal 20% al 10%. La petizione ha superato le 241mila firme e punta ad arrivare a un milione. Senza contare i problemi legati al gran caldo in tutto il Paese e la querelle sui dehors a Londra.
La campagna: Iva al 10% per salvare pub e ristoranti
Kerridge, chef del bistellato The Hand and Flowers di Marlow (cittadina dell’Inghilterra sud orientale) è volto televisivo molto popolare nel Regno Unito, sostiene che la riduzione dell’Iva servirebbe a dare ossigeno a ristoranti, pub, hotel, bar e caffè, oggi schiacciati da salari, contributi, energia, materie prime e affitti.
Lo chef e imprenditore Tom Kerridge
Nel testo della campagna, promosso da UKHospitality, Kerridge scrive: «Il nostro settore è sotto enorme pressione. Lo sappiamo. Lo viviamo e lo respiriamo ogni giorno». E aggiunge che il taglio dell’Iva sarebbe «la chiave» per permettere all’hospitality britannica di tornare a crescere.
Un locale su sei rischia di chiudere
Il momento è delicato. Sempre secondo The Times, una ricerca su 16mila operatori indica che il 22% delle imprese dell’hospitality lavora in perdita e che il 16% rischia di chiudere entro i prossimi dodici mesi. Il dato è confermato anche dal Guardian, che il 30 giugno aveva riportato come quasi un quarto di pub, bar e ristoranti britannici sia ormai in perdita, contro il 15% registrato solo tre mesi prima.
Il confronto con l’Europa
La campagna insiste anche sul confronto internazionale. Il sito VAT’s The Problem ricorda che nel Regno Unito l’Iva sull’hospitality è al 20%, mentre in Francia, Spagna e Italia è indicata al 10% e in Germania al 7%. Il messaggio politico è chiaro: Londra tassa pub e ristoranti più di molti concorrenti europei.
Nel Regno Unito l’Iva sull’hospitality è al 20%: senza un abbassamento, molti locali rischiano di chiudere
Il punto, per Kerridge, non è solo salvare le imprese esistenti, ma proteggere occupazione, vita urbana e comunità locali. In un’intervista a ITV London del 29 giugno 2026, lo chef ha avvertito che centinaia di pub, ristoranti e hotel potrebbero chiudere se il carico fiscale non verrà alleggerito.
Il nodo dei costi per lo Stato
La proposta divide però il dibattito politico. Il Guardian, in un’analisi pubblicata il 30 giugno 2026, segnala che un taglio dell’Iva al 10% potrebbe costare al Tesoro britannico tra 10,5 e 12 miliardi di sterline l’anno. I critici temono inoltre che il beneficio possa favorire soprattutto i grandi gruppi più che i piccoli indipendenti. La questione, quindi, non è solo fiscale. È industriale. Il Regno Unito deve decidere se considerare la ristorazione un settore da sostenere per il suo valore economico e sociale, oppure lasciarlo esposto a costi che molti operatori giudicano ormai insostenibili.