Far conoscere al grande pubblico, con un linguaggio meno tecnico e più accessibile, il ruolo dei tecnologi alimentari nell'ambito dell'alimentazione. È questo il principale obiettivo del "Documento di Catania", approvato dalla Sistal (Società italiana di scienze e tecnologie alimentari) al termine del suo convegno nazionale, che per tre giorni ha riunito nel capoluogo etneo circa cento docenti universitari, insieme ad assegnisti, dottorandi e ospiti provenienti da università straniere, sul tema "Dalla ricerca all'innovazione nelle tecnologie alimentari". Il testo dedica inoltre un approfondimento agli alimenti ultraprocessati, spiegando cosa si intenda con questa definizione e affrontando il tema della disinformazione che, secondo la società scientifica, continua a disorientare pubblico e consumatori.

Un momento del convegno nazionale dei tecnologi alimentari a Catania
Il convegno nazionale della Sistal a Catania
Dopo l'edizione ospitata a Bologna lo scorso anno, l'appuntamento annuale della Sistal è approdato all'aula magna del Di3A (Dipartimento di agricoltura, alimentazione e ambiente) dell'Università degli studi di Catania. Il convegno è stato organizzato con il patrocinio dello stesso Di3A, del Comune di Catania e dell'Aissa (Associazione italiana società scientifiche agrarie), oltre al supporto di numerosi partner, tra cui il Consiglio dell'ordine nazionale dei tecnologi alimentari e l'Ordine dei tecnologi alimentari di Sicilia e Sardegna.
Dalla qualità degli alimenti agli ultraprocessati: i temi del confronto scientifico
Ad aprire i lavori sono stati il direttore del Di3A Mario D'Amico, il presidente nazionale della Sistal Dino Mastrocola, il docente ordinario del Di3A Biagio Fallico e l'assessore all'Agricoltura del Comune di Catania Andrea Guzzardi. L'edizione 2026 è stata dedicata al professor Giovanni Spagna, ordinario di Scienze e tecnologie alimentari dell'Università di Catania, scomparso nel 2016 e ricordato nel corso del convegno per il contributo lasciato alla ricerca e alla formazione di numerosi studenti e colleghi. «Queste due giornate rappresentano certamente un momento importante, fortemente voluto dall'organizzazione etnea» ha detto, ad apertura dei lavori, il direttore del Di3A, Mario D'Amico.

Il presidente nazionale della Sistal Dino Mastrocola
Il confronto è poi entrato nel vivo con gli interventi scientifici, aperti dalle relazioni di Rosa Maria Blanco Martin del Csic (Consejo Superior de Investigation Cientifica) di Madrid e di Vincenzo Fogliano dell'Università di Wageningen. Nelle diverse sessioni si è parlato di qualità dei prodotti e tecnologie di conservazione, metodologie analitiche e approcci integrati, strategie di processo, componenti funzionali e nuove formulazioni, innovazioni di processo, scaling up ed evoluzione delle materie prime e dei prodotti alimentari. Tra gli interventi anche quelli dei docenti Andrea Curioni dell'Università di Padova e Marco Poiana dell'Università di Reggio Calabria.
Uno dei momenti centrali della seconda giornata è stato l'incontro dedicato al tema "Alimenti ultraprocessati: il mito e la realtà", con la relazione di Vincenzo Fogliano, moderata dal presidente della Sistal Dino Mastrocola. L'argomento è confluito anche nel "Documento di Catania", nel quale la società scientifica dedica spazio agli alimenti ultraprocessati e alla disinformazione che continua a disorientare pubblico e consumatori. «Siamo, insomma, nella falsa affermazione del prodotto trasformato, che sarebbe equiparato al cibo spazzatura. Nulla di tutto ciò ha a che fare con il processo», ha sottolineato Mastrocola.
Università e imprese, il dialogo per l'innovazione del settore
Nel corso della seconda giornata si è svolto anche il tavolo tecnico "Sapere e fare: l'alleanza strategica tra università e impresa", dedicato al rapporto tra ricerca e mondo produttivo. Al confronto hanno partecipato Salvatore Velotto, docente dell'Università San Raffaele, presidente Otacl e imprenditore, Daniele Romano, presidente Otass e imprenditore, Giuseppe Toninelli, imprenditore del settore catering, e Cristian Giansiracusa, rappresentante di LegaCoop Sicilia. A moderare l'incontro sono stati Aldo Todaro dell'Università di Catania e Alessandra Del Caro dell'Università di Sassari.
Premi e riconoscimenti a chiusura del convegno 2026
A chiudere il convegno sono state infine l'assemblea ordinaria dei soci, la proclamazione dei migliori contributi scientifici e l'assegnazione del Premio "Fondazione Prof. Roberto Massini - ETS". Il riconoscimento per il Miglior poster è andato a Marco Fajeta dell'Università di Teramo, mentre i premi per i Migliori contributi orali sono stati assegnati a Marco Lopriore dell'Università di Udine, Andrea Bassani dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Giusy Rita Caponio dell'Università di Bari e Camilla Messuri dell'Università di Napoli.