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domenica 01 febbraio 2026  | aggiornato alle 22:00 | 117122 articoli pubblicati

in silenzio

La Monastica: quando dormire in un ex monastero diventa esperienza

La Monastica è un resort 5 stelle dedicato al benessere totale. Tra spa panoramica, piscine scavate nella roccia, alta cucina nella chiesa sconsacrata e un orto produttivo, offre un’esperienza unica

 
01 febbraio 2026 | 17:30

La Monastica: quando dormire in un ex monastero diventa esperienza

La Monastica è un resort 5 stelle dedicato al benessere totale. Tra spa panoramica, piscine scavate nella roccia, alta cucina nella chiesa sconsacrata e un orto produttivo, offre un’esperienza unica

01 febbraio 2026 | 17:30
 

Incastonato nel borgo di Buggiano Castello (Pt), detto appunto il borgo degli agrumi, si trova questa recente apertura ricca di sorprese: La Monastica. Originariamente edificato nel lontano 1100 come fortezza, trasformato poi in monastero nel 1500 circa grazie alla congiunzione della chiesa del borgo con il resto degli edifici adiacenti, il complesso visse la sua lunga storia fra varie congregazioni religiose fino agli anni ’80 dove la storica struttura venne definitivamente abbandonata fino al 2005.

La vista aerea de La Monastica, nel borgo degli agrumi
La vista aerea de La Monastica, nel borgo degli agrumi

Grazie alla visione della Famiglia Arrighetti, con un investimento di 30 milioni di euro e quasi 20 anni di accuratissimo restauro, a fine agosto del 2024 apriva finalmente al pubblico il Resort 5 stelle La Monastica e dopo pochi mesi conquista la prima chiave Michelin e diventava partner di Autentico, Duco Italy e Mr. & Mrs. Smith. Che l’ambiente sia vocato al relax lo si capisce dal primo sguardo arrivando al piccolo borgo: nell’opera di restauro del borgo sono state fatte diverse opere urbanistiche di riqualificazione che di fatto servono solo La Monastica.

L’accoglienza secondo La Monastica: rituali di relax e ospitalità

Varcando la porta d’ingresso si coglie subito la volontà della struttura. Il personale in una originale divisa, sobria ed elegante che ricorda la tonaca delle suore, ma in stile italiano, fa subito pensare a momenti di relax da vivere in struttura. Per il check in, siamo invitati nella saletta divani, dove i barman capitanati da Riccardo Candeloro, ci preparano un insolito cocktail, leggermente alcolico e caldo, in tazza da tisana, una prima coccola inaspettata e molto gradita! Pochi minuti e le pratiche sono terminate.

Si viene accompagnati alle stanze, molto accoglienti. Per ora sono 19 divise in 7 deluxe - 6 junior suite - 4 suite - 2 signature suite da 130 m², di cui 1 con piscina privata. Noi siamo in una suite, dove ci accoglie un benvenuto di frutta fresca e qualche piccolo dolce di propria produzione propria. La stanza, che offre tutti i comfort di categoria, presenta, colori tenui, che si intrecciano fra restauro conservativo e tocchi di design in una perfetta armonia. Ma la voglia di testare i trattamenti Spa è altissima e quindi indossati i confortevoli e appropriati capi offerti dalla struttura si va alla scoperta.

Spa e piscine panoramiche: il cuore del benessere sensoriale

La Spa si presenta elegante e ordinata, con tutti i servizi di chiara fruibilità. Nota particolare: alla piscina esterna riscaldata, è scavata direttamente nella roccia e si somma alle due piscine a sfioro sulla vallata della struttura, realizzate sui terrazzamenti che circondano La Monastica. Nella Spa troviamo anche vasche idromassaggio con microbolle, saune, bagno turco e quattro cabine dedicate ai trattamenti offerti. Un luogo concepito per il benessere fisico e mentale in tutti i dettagli.

La spa de La Monastica
La spa de La Monastica

Un piacevole appunto per gli aromi: ci spiega la Spa manager che in quel momento la fragranza è agrumata, morbida ed elegante, in onore al “borgo degli aranci”, fragranza che è disponibile per gli ospiti che vogliono ripeterla a casa propria.

Una delle vasche della spa de La Monastica
Una delle vasche della spa de La Monastica

Il ristorante Devoti: alta cucina in una chiesa sconsacrata

Ma il benessere passa anche per il palato e La Monastica ha molto da dire a tal proposto. Arrivando alla scalinata che ci porterà al ristorante nominato “Devoti”, accompagnati dal Maitre Leonel Ruiz, fin dai primi gradini capiamo il motivo del nome: si entra in una chiesa sconsacrata di imbarazzante bellezza. Gli occhi stupefatti e indecisi su quale punto mettere a fuoco per primo, lasciano presto lo stupore ai gusti che lo chef Igor Rosi ci fa provare.

Scegliamo qualche piatto a piacere fra le tre proposte a degustazione del menu. Tutto viene ben bilanciato dal sommelier Gianluca Lavorini che ci porta in giro per l’Italia con etichette appropriate ai piatti. Ma il gioco si fa ancora più interessante quando su alcune portate si alternano bevande no alcol e cocktail a bassa gradazione. Terminiamo la cena con un e un caffè filtro scelto dall’articolata carta di fine pasto.

Colazione, orto e il segreto dell’aria preziosa

La bellezza della struttura ci riserva ulteriore stupore al mattino per il ricco buffet colazione, ci accomodiamo nel chiostro esterno della chiesa che svela in tutta la sua bellezza la valle, soprattutto con la luce del sole all’alba. Il tempo di sfogliare la carta dei piatti preparati a colazione e ci raggiunge il direttore Gianfilippo Mancioli che ci racconta tanti aneddoti interessanti delle fasi di restauro che ha personalmente curato assieme alla proprietà e allo staff di architetti e operai. Ci svela anche il perché del soprannome “borgo degli agrumi”: il motivo è legato ad un flusso d’aria preziosa che arriva dal mar Tirreno, attraversa solo in quota la collina che ospita il borgo e arriva fino a Parma, per caratterizzare il salume famoso in tutto il mondo.

Gianfilippo Mancioli, direttore de La Monastica
Gianfilippo Mancioli, direttore de La Monastica

Questo flusso d’aria temperata impedisce al termometro di scendere sotto lo zero nel borgo dando la possibilità di lasciare le piante di agrume senza protezione durante l’inverno. La stranezza è che poche decine di metri verso la pianura e l’inverno porta l’asta delle temperature sotto lo zero. Ci racconta anche che le diciture “di nostra produzione” trovate qua e là sui vari menu sono dedicata all’orto del monastero. Prima di lasciare la struttura infatti, visito l’orto di quasi un ettaro, gestito dalle due ragazze addette esclusivamente alla cura e alla implementazione dei terreni, che non sono solo un polmone produttivo per le cucine del ristorante, ma diventano anche percorso didattico per gli ospiti del resort. La Monastica è veramente un piccolo paradiso, incastrato nel borgo degli agrumi, fra venti freschi e profumi inebrianti, per offrire un’esperienza unica di benessere da tutti i punti vista.

Via S. Scolastica 51011 Buggiano Castello (Pt)
Tel +39 0572 30585

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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