Il Borgo dei Gatti, progetto di ospitalità diffusa in Oltrepò pavese, rilancia la sua proposta gastronomica con Fabrizio Ferrari a capo di La Corte e Ivan Milani a L’Olmo. Il Borgo punta su una cucina contemporanea ancorata al territorio, una pizzeria in forno a legna di qualità, panificazione artigianale e un coordinamento strategico del Food & Beverage, per garantire un’esperienza coerente tra ospitalità, cucina e filiere locali. La visione dei due chef unisce tecnica e essenzialità, tradizione e innovazione, raccontando il territorio attraverso piatti leggibili, stagionali e profondamente legati alla memoria dei sapori.

Borgo dei Gatti, un progetto di ospitalità diffusa in Oltrepò pavese
Il Borgo dei Gatti apre un nuovo capitolo gastronomico
Sulle colline dell’Oltrepò pavese, il Borgo dei Gatti consolida la propria identità gastronomica con la nomina di Fabrizio Ferrari a executive chef. Ferrari non guiderà soltanto la cucina del ristorante de La Corte, ma avrà responsabilità trasversali sull’intero comparto Food & Beverage, coordinando menu, brigate, selezione delle materie prime e standard qualitativi lungo tutta l’esperienza di ospitalità diffusa.

Lo chef Fabrizio Ferrari
«Entrare nel Borgo significa lavorare su un progetto che va oltre il ristorante: è un ecosistema in cui cucina, persone e territorio devono parlare la stessa lingua. Il mio obiettivo è costruire coerenza, metodo e qualità costante lungo tutta la filiera dell’esperienza», spiega Ferrari. Il ruolo di resident chef de La Corte permette allo chef di concentrarsi su una cucina contemporanea in cui tecnica e prodotto dialogano in modo armonico, con piatti leggibili nel gusto, stagionali e precisi nell’esecuzione.
La carriera di Fabrizio Ferrari
Classe 1965, pavese, Ferrari sviluppa la sua esperienza tra Italia e Francia, con una formazione accanto a Angelo Paracucchi al Carpaccio dell’Hotel Royal Monceau di Parigi. Nel 2007 approda al Roof Garden dell’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo, dove nel 2010 ottiene la Stella Michelin, mantenuta fino al 2014. Successivamente guida progetti a Milano, tra cui Terrazza Triennale - Osteria con Vista e Unico Milano. Accanto alla cucina pratica, si dedica alla formazione e alla ricerca tecnica, con consulenze in banqueting e tecniche di cottura innovative.
L’Olmo e la nuova visione della pizzeria
In parallelo, L’Olmo, ristorante-pizzeria storico del Borgo, accoglie Ivan Milani come chef responsabile della cucina e della panificazione. La sua filosofia punta a valorizzare ingredienti di piccoli produttori provenienti da Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria, con piatti che mescolano tradizione e contaminazioni extraregionali. La pizza in forno a legna e i prodotti da forno, realizzati con lievito madre e farine macinate a pietra, affiancano una proposta gastronomica ampia, coerente con la qualità e la stagionalità.

Lo chef Ivan Milani
«Voglio dimostrare che è possibile unire una pizza eccellente a una cucina di ricerca. Il territorio dell’Oltrepò offre ingredienti straordinari, e la nostra cucina deve raccontarli con equilibrio», osserva Milani. La panificazione diventa un percorso integrato con la cucina e la pizzeria, offrendo al cliente prodotti coerenti e legati alla terra locale.
La carriera di Ivan Milani
Torinese classe 1971, Ivan Milani vanta oltre 25 anni di esperienza in cucina. Esordisce nel 1997 al Caffè Elena nella sua città natale, per poi trasferirsi nelle Langhe, dove consolida la sua reputazione a livello nazionale. A Busca, nel Cuneese, trasforma il Resort San Quintino da ristorante di campagna a meta di fine dining.
Nel 2016 approda al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, contribuendo alla progettazione dell’offerta gastronomica di tre concept: caffetteria, lounge bar e il ristorante di alta cucina Piano 35. Da gennaio 2018 guida la brigata di Al Pont de Ferr sui Navigli a Milano, ruolo che lascia con lo scoppio della pandemia per dedicarsi a progetti di consulenza in Romagna, dove ritorna a vestire i panni di chef nel 2021 a Villa Monty Banks.
Le filosofie di Fabrizio Ferrari e di Ivan Milani
La cucina di Ferrari si basa su un principio chiave: la tecnica è uno strumento, non un fine. Il suo approccio valorizza semplicità, essenzialità e chiarezza dei sapori, con una sensibilità legata ai luoghi in cui lavora. Le radici pavese e lombarde si mescolano a suggestioni raccolte in viaggi e collaborazioni, trasformate in memoria sensoriale e materia di racconto nei piatti. «La Corte sarà il luogo in cui la tecnica serve a dare precisione e profondità senza coprire il gusto. Cerco un fine dining contemporaneo, misurato e ancorato al territorio», spiega Ferrari. L’obiettivo è costruire un’esperienza gastronomica coerente, che si estenda dall’ospitalità alla cucina, passando per la selezione delle materie prime, l’organizzazione delle brigate e la continuità qualitativa.

Milani privilegia ingredienti locali di qualità, dal pesce alla carne, dai formaggi alle verdure. La sua cucina contemporanea si ispira alla tradizione, ma integra contaminazioni extraregionali, raccontando un territorio di scambi culturali. La pizzeria è concepita come uno spazio complementare alla cucina: impasti a lievitazione naturale, farine semi-integrali, integrali e di segale, e lievito madre garantiscono prodotti fragranti e soffici, in sintonia con la filosofia di eccellenza del Borgo. «Il nostro approccio mira a rendere coerente tutta l’esperienza: dalla pizza ai piatti di ricerca, tutto deve avere un filo comune», sottolinea Milani. Il focus sulla panificazione completa il percorso gastronomico, offrendo una proposta integrata che unisce tradizione e innovazione.
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