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giovedì 19 febbraio 2026  | aggiornato alle 21:05 | 117511 articoli pubblicati

Terre d’Oltrepò, fine dei giochi: chiesto il fallimento

Terre d’Oltrepò verrà con ogni probabilità dichiarata insolvente dal Tribunale di Pavia, dopo un’istruttoria di sei mesi condotta dal commissario Luigi Zingone che ha chiesto il fallimento per la cooperativa

 
19 febbraio 2026 | 16:55

Terre d’Oltrepò, fine dei giochi: chiesto il fallimento

Terre d’Oltrepò verrà con ogni probabilità dichiarata insolvente dal Tribunale di Pavia, dopo un’istruttoria di sei mesi condotta dal commissario Luigi Zingone che ha chiesto il fallimento per la cooperativa

19 febbraio 2026 | 16:55
 

La cooperativa Terre d’Oltrepò venga dichiarata insolvente. Usando il termine tecnico che, nel linguaggio comune, coincide con “fallita”. È la richiesta depositata al Tribunale di Pavia dal commissario Luigi Zingone, nominato dal Ministero lo scorso agosto, quando la crisi - già delineata nei mesi precedenti - era esplosa in tutta la sua gravità.

Terre d’Oltrepò, fine dei giochi: chiesto il fallimento

Terre d'Oltrepò: chiesto al Tribunale il fallimento

La decisione del commissario: fallimento

Al momento dell’incarico, al commissario era stato affidato il compito di ricostruire con precisione la situazione economico-finanziaria e valutare se esistessero margini per un eventuale rilancio di una realtà che, fino a pochi anni fa, contava oltre 700 agricoltori associati. L’esito dell’istruttoria, però, è stato negativo.

Zingone ha messo le conclusioni nero su bianco nell’istanza inviata alla sezione fallimentare del Tribunale civile di Pavia: un documento che sintetizza quanto verificato nell’arco di sei mesi e che, di fatto, archivia l’ipotesi di una ripartenza, nonostante le speranze e le più recenti proposte di rilancio avanzate da alcune forze politiche.

Le conseguenze dell'accordo con Mack&Schule

Tra gli elementi richiamati figura anche il parere dell’esperto incaricato dalla Camera di Commercio l’anno scorso, secondo il quale la situazione avrebbe iniziato a deteriorarsi già a gennaio 2025. In quel periodo il distributore Mack&Schule - con cui l’allora amministratore Umberto Callegari aveva definito un accordo milionario poi realizzato solo in parte - chiese e ottenne un decreto ingiuntivo con pignoramento nei confronti della cooperativa.

Terre d’Oltrepò, fine dei giochi: chiesto il fallimento

L'ex amministratore di Terre d'Oltrepò Umberto Callegari

Il pignoramento venne successivamente revocato, ma, secondo la ricostruzione riportata, l’episodio avrebbe innescato una reazione prudenziale del sistema bancario: la sospensione degli affidamenti, con l’effetto di comprimere la liquidità e rendere più difficoltoso il pagamento di fornitori e soci conferitori.

Una convocazione che fa discutere

Intanto, il 24 febbraio prossimo l’amministratore unico di Terre d’Oltrepò Spa - la società alla quale sono stati trasferiti i beni della cooperativa - Giampaolo Cocconi incontrerà negli spazi della cantina di Broni (Pv) gli agricoltori soci per fare il punto sulla situazione. Un incontro per parlare di vendemmia e futuro della società, ma con molti punti ancora da chiarire. Nella nota inviata ai conferitori - poche righe, dal tono essenziale - si fa riferimento alla necessità di “approntare e analizzare le prospettive dei conferimenti delle uve per la prossima vendemmia e i piani di sviluppo della società”.

Montasio Cattel

Tra i soci, però, prevale l’incertezza: già prima della richiesta di fallimento non era chiaro che cosa sarebbe stato presentato il 24 febbraio e con quale taglio. Inoltre c'era attesa per capire se nell’occasione sarebbe stata illustrata ufficialmente la proposta della cooperativa veneta di cui ha parlato Regione Lombardia nei giorni scorsi (Collis, ndr), ipotesi che circola da tempo tra i viticoltori ma che non è mai stata messa nero su bianco davanti alla base sociale.

Chi c'è in cabina di regia?

A lasciare perplessi più di un conferitore c'era anche un aspetto di “cabina di regia”, apparentemente tecnico, ma non secondario per chi vive la fase attuale con preoccupazione: la convocazione è arrivata dall’amministratore unico della Spa - la società che detiene di fatto i beni - e non dal commissario della cooperativa Zingone, figura che rappresenta i soci e che, come azionista di maggioranza, controlla la stessa Spa. Una distinzione formale, sì, ma che per molti agricoltori diventa sostanza, perché rimanda al tema della governance e della chiarezza nei passaggi decisionali.

Terre d’Oltrepò, fine dei giochi: chiesto il fallimento

Sul tavolo anche il nodo dei pagamenti delle uve

Terre d’Oltrepò è stata per anni il principale polo vitivinicolo della Lombardia e, per tante aziende del territorio, un riferimento non solo economico ma anche identitario. Sul tavolo c’era anche il nodo dei pagamenti delle uve. Per la campagna 2024, riferiscono i soci, la situazione viene descritta ancora come incerta. Diverso il quadro per il 2025, annata in cui i conferimenti sono stati nettamente inferiori rispetto alla media storica: poco più di 40mila quintali, circa un decimo dei volumi di un tempo. In questo caso il primo acconto risulta già versato; il secondo, secondo le indicazioni circolate tra i conferitori, dovrebbe arrivare in queste ore.

Via Sansaluto 81 27043 Broni (Pv)
Tel +39 0385 51505

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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