Come presidente di Richemont Club Italia e socio di Pomona a Ibiza, ho il privilegio di osservare da una prospettiva privilegiata il dialogo quotidiano tra due mondi affini e, al tempo stesso, profondamente diversi: quello della panificazione italiana e quello spagnolo. Un confronto che arricchisce, perché nasce da una materia prima semplice e universale, il pane, ma si sviluppa attraverso approcci, sensibilità e visioni culturali differenti.

La panificazione in Italia e Spagna, un dialogo tra mondi affini
Il modello spagnolo: bakery come esperienza culturale
In Spagna colpisce innanzitutto l’entusiasmo che attraversa il settore. I panificatori hanno saputo trasformare il pane in un’esperienza culturale e sociale. Le bakery non sono soltanto luoghi di acquisto, ma spazi di racconto, relazione e condivisione. Entrare in una panetteria spagnola significa spesso intraprendere un percorso di scoperta: la cura dell’allestimento, l’attenzione al design, la capacità di narrare il prodotto in modo chiaro e coinvolgente rendono ogni visita un momento memorabile. C’è un pubblico curioso, partecipe, disposto a riconoscere il valore dell’artigianalità e ad attribuirle il giusto prezzo.
Sfide e criticità della panificazione italiana
In Italia, invece, la forza resta profondamente ancorata alla tradizione. I pani regionali custodiscono identità, memoria collettiva e saperi antichi che rappresentano un patrimonio gastronomico straordinario. Ogni territorio racconta una storia fatta di gesti, farine e fermentazioni tramandate nel tempo. Questa ricchezza, però, non sempre riesce a essere comunicata con un linguaggio contemporaneo e universale. L’Italia eccelle nella qualità e nella profondità delle proprie radici, ma fatica talvolta a trasformare il pane in un messaggio immediatamente comprensibile per il consumatore di oggi, soprattutto in un contesto internazionale.

Matteo Cunsolo al lavoro al Pomona, a Ibiza
A questo si aggiunge una criticità condivisa da entrambi i Paesi: il ricambio generazionale. Sempre meno giovani scelgono la strada della panificazione artigianale e i panifici di quartiere diminuiscono progressivamente, schiacciati dall’aumento dei costi di produzione e dalla concorrenza della grande distribuzione, capace di offrire prezzi più bassi. In Italia, in particolare, nascono spesso piccole realtà a conduzione familiare o individuale, pensate per contenere i costi, ma che finiscono per limitare gli investimenti in personale, ricerca e qualità. In un contesto economico e sociale delicato, il consumatore tende a privilegiare la Gdo, senza sempre riconoscere il valore che una pagnotta artigianale racchiude in termini di tempo, competenze, materie prime e processi produttivi.
Opportunità e futuro della panificazione europea
Negli ultimi anni la categoria si è impegnata con forza a diffondere una vera cultura del pane, lavorando per restituirgli dignità, valore e rispetto. È stato fatto molto, ma il percorso non è ancora concluso. La Spagna vive una fase complessa ma al tempo stesso estremamente dinamica. Da un lato, il settore artigianale e industriale continua a crescere e a innovare, sostenuto dall’interesse per i prodotti di qualità, dal turismo e dalla capacità di costruire nuove esperienze legate al pane e ai prodotti da forno. Dall’altro, il consumo domestico di pane è in calo, con un impatto significativo sulle panetterie tradizionali.

Eppure, proprio qui emerge la vitalità del modello spagnolo. Le bakery più innovative non si limitano a vendere pane, ma lo elevano a simbolo culturale e sociale: spazi curati, prodotti che raccontano storie, proposte che intrecciano tradizione e modernità. Cresce l’attenzione verso fermentazioni lunghe, farine integrali e alternative, lieviti naturali, sostenibilità e riduzione degli sprechi. All’estero, e in Spagna in particolare, si percepisce una maggiore consapevolezza del valore del pane come elemento identitario e contemporaneo.

In Spagna si percepisce una maggiore consapevolezza del valore del pane come elemento identitario e contemporaneo
La Spagna dimostra come un prodotto antico possa rinnovarsi senza perdere autenticità, diventando protagonista di esperienze gastronomiche, culturali ed emozionali. Il dialogo tra Italia e Spagna rappresenta quindi una straordinaria occasione di arricchimento reciproco: da una parte la profondità e la varietà della tradizione italiana, dall’altra l’energia e la modernità con cui la Spagna ha saputo raccontare e valorizzare l’arte bianca. Da questo incontro può nascere una prospettiva nuova, capace di dimostrare come la panificazione europea possa guardare al futuro senza smettere di onorare le proprie radici.