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mercoledì 11 febbraio 2026  | aggiornato alle 16:04 | 117342 articoli pubblicati

Come valorizzare il carciofo: Assoluto di Mammola romanesca

L’Assoluto di carciofo reinterpreta la Mammola romanesca in più consistenze: cuore a bassa temperatura, carpaccio, pesto alla Giudia, salsa alla romana e namelaka al cioccolato bianco. Alta cucina vegetale tecnica ed elegante

Tipologia Cucina: Contemporanea
Piatto: Vegetariano
Categoria: Antipasto
Difficoltà: Alta
Costo: Medio
Tempo di preparazione: 180 minuti
Calorie: 530 kcal

11 febbraio 2026 | 10:30
Come valorizzare il carciofo: Assoluto di Mammola romanesca
Come valorizzare il carciofo: Assoluto di Mammola romanesca

Come valorizzare il carciofo: Assoluto di Mammola romanesca

L’Assoluto di carciofo reinterpreta la Mammola romanesca in più consistenze: cuore a bassa temperatura, carpaccio, pesto alla Giudia, salsa alla romana e namelaka al cioccolato bianco. Alta cucina vegetale tecnica ed elegante

Tipologia Cucina: Contemporanea
Piatto: Vegetariano
Categoria: Antipasto
Difficoltà: Alta
Costo: Medio
Tempo di preparazione: 180 minuti
Calorie: 530 kcal
11 febbraio 2026 | 10:30
 
di Andrea Lattanzi
Taverna Flavia di Roma
Ingredienti
Dosi per:
  • Mammole romanesche
    4 n
  • Per il cuore di carciofo
  • Burro
    15 g
  • Gambi di prezzemolo
    3 n
  • Foglie di mentuccia
    7 n
  • Sale
    qb
  • Pepe
    qb
  • Per la Namelaka
  • Latte
    120 g
  • Sciroppo glucosio
    10 g
  • Foglio colla di pesce
    1 n
  • Cioccolato bianco
    220 g
  • Estratto cuore gambo carciofo
    50 g
  • Panna fresca
    240 g
  • Per la salsa alla romana
  • Mezzi gambi di carciofo puliti
    4 n
  • Mentuccia
    10 g
  • Prezzemolo
    30 g
  • ½ spicchio d'aglio
    1 n
  • Olio evo
    30 g
  • Brodo vegetale
    300 ml
  • Sale
    qb
  • Pepe
    qb
  • ?Per il pesto alla Giudia
  • Foglie esterne di 4 carciofi
    qb
  • Aceto
    200 ml
  • Succo di limone
    20 ml
  • Noci
    40 g
  • Pecorino Romano Dop
    30 g
  • Brodo vegetale
    10 ml
  • Olio evo
    100 g
  • Sale
    qb
  • Pepe
    qb
  • Olio di semi
    qb
  • Per il carpaccio
  • Foglie interne di 4 carciofi
    qb
  • Succo di limone
    10 ml
  • Sale
    qb
  • Pepe
    qb
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Nei ristoranti della Capitale, il carciofo (che il 13 febbraio celebra la sua Giornata) funziona tantissimo perché tiene insieme identità, memoria e tecnica: dalla giudia alla romana diventa un piatto riconoscibile, rassicurante e trasversale. L’Assoluto di carciofo dello chef Andrea Lattanzi è un piatto concettuale che esplora ogni parte della Mammola romanesca, trasformandola in un percorso di consistenze e temperature. Il carciofo viene scomposto e reinterpretato in più preparazioni: cuore cotto a bassa temperatura, carpaccio crudo, pesto alla Giudia con foglie esterne fritte, salsa alla romana dai gambi e una sorprendente namelaka al cioccolato bianco arricchita con estratto di carciofo. 

Preparazione
1
Iniziare lavorando i carciofi, selezionare le diverse parti: tagliare il gambo in due; togliere le foglie esterne più dure e metterle da parte (serviranno per il pesto alla Giudia); pulire il carciofo con uno spelucchino, tenendolo in diagonale con la punta verso l'alto fino ad arrivare al cuore e tenere le foglie pulite da parte (serviranno per il carpaccio).
2
Per il pesto sbollentare le foglie esterne del carciofo in acqua e aceto di vino bianco per 8 minuti, freddare poi in acqua e ghiaccio, scolare e asciugare con un panno. Friggere le foglie in una giusta quantità di olio di semi a 130° fino a che non saranno ben dorate.
3
Togliere dall'olio le foglie e stenderle su della carta assorbente o carta da pane. Frullare le foglie con tutti gli ingredienti restanti in un frullatore, quando il composto è ben omogeneo passare il tutto.
4
Passare a questo punto alla salsa alla romana: prendere 4 mezzi gambi di carciofo e pulirli dalla parte esterna che servirà per la polvere. Tagliare il cuore del gambo ricavato e farlo in parti grossolane. In una pentola partire con olio d' oliva, aglio, mentuccia tritata e prezzemolo tritato. Far andare per 6 minuti e aggiungere i cuori dei gambi, aggiustare di sale e pepe, fare insaporire e aggiungere il brodo vegetale.
5
Quando i carciofi saranno cotti frullare il tutto fino a quando avremo una salsa liscia e lucida. Freddarla per mantenere la colorazione.
6
Ora realizzare la Namelaka, per prima cosa scaldare il latte, nel mentre scogliere il cioccolato a bagnomaria o in microonde. Quando il latte sobbolle togliere dal fuoco e aggiungere la gelatina.
7
Unire l'estratto dei restanti cuori di carciofo al cioccolato e unire poco del latte, finire di unire il tutto e aggiungere la panna fresca. Girare finché non si avrà un composto liscio. Far stabilizzare in frigo per almeno 12 ore, passate le quali lavorare leggermente il composto con una spatola e metterlo in sach à poche.
8
Ora passare alla preparazione del cuore di carciofo, prendere i cuori di carciofo e metterli in una busta sottovuoto con burro, gambi di prezzemolo, mentuccia, sale e pepe. Cuocere ad una temperatura di circa 85° per 30 minuti, far affreddare.
9
Per la crema di aglio nero, frullare l'equivalente di una testa di aglio nero pulito con del brodo vegetale per mantenere il sapore nella sua purezza, quando è liscio, passare e mettere da parte.
Impiattamento
1
Impiattare disponendo la salsa di carciofi alla romana sul fondo, intorno a questa disporre la crema di aglio nero. Disporre il cuore di carciofo cotto a bassa temperatura al centro delle salse dopo averlo riempito con il pesto di carciofi alla Giudia e la namelaka di carciofi.
2
Chiudere il piatto disponendo il carpaccio di carciofi, condito leggermente con olio, sale, pepe e un goccio di limone, sopra al cuore di carciofo farcito.

La tecnica è centrale: cottura sottovuoto a 85°C per preservare struttura e aromaticità, emulsioni lisce e lucide, stabilizzazione della namelaka per 12 ore. Il risultato è un equilibrio tra dolcezza, nota vegetale, sapidità e freschezza balsamica di mentuccia e prezzemolo, con la profondità della crema di aglio nero a completare il piatto. Un’alta cucina vegetale che valorizza integralmente l’ingrediente, riducendo lo spreco e amplificando identità e territorio.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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