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Più vegetali a tavola, meno malattie renali: la prova arriva da 12 anni di studi

Uno studio su 179mila adulti ha collegato la dieta Eat-Lancet (ricca di vegetali e povera di zuccheri e grassi aggiunti, e che tutela il pianeta) a un calo concreto del rischio di sviluppare insufficienza renale cronica

 
26 gennaio 2026 | 15:47

Più vegetali a tavola, meno malattie renali: la prova arriva da 12 anni di studi

Uno studio su 179mila adulti ha collegato la dieta Eat-Lancet (ricca di vegetali e povera di zuccheri e grassi aggiunti, e che tutela il pianeta) a un calo concreto del rischio di sviluppare insufficienza renale cronica

26 gennaio 2026 | 15:47
 

Seguire un’alimentazione più vegetale, ridurre zuccheri e grassi aggiunti e dare spazio a cibi semplici e riconoscibili potrebbe fare bene non solo al pianeta, ma anche ai nostri reni. È questa la conclusione di un ampio studio condotto in Cina dalla divisione di nefrologia del Nanfang Hospital della Southern Medical University di Guangzhou e pubblicato sul Canadian Medical Association Journal. I ricercatori hanno osservato che chi aderisce con maggiore costanza alla cosiddettadieta planetaria Eat-Lancetpresenta un rischio più basso di sviluppare la malattia renale cronica, una patologia che oggi riguarda circa il 10% della popolazione adulta mondiale e che, secondo le stime, potrebbe diventare la quinta causa di morte entro il 2040.

Più vegetali a tavola, meno malattie renali: la prova arriva da 12 anni di studi

La dieta che aiuta i reni: meno zuccheri, più frutta e verdura

Lo studio si è basato sui dati della Biobanca britannica e ha coinvolto 179.508 persone tra i 40 e i 69 anni, le cui abitudini alimentari sono state ricostruite attraverso questionari dettagliati. I partecipanti sono stati seguiti per un periodo medio di 12 anni e, nel corso del tempo, 4.819 di loro - pari al 2,7% - hanno sviluppato una forma di malattia renale cronica. Incrociando questi dati con il tipo di dieta seguita, gli studiosi hanno rilevato una tendenza chiara: maggiore era l’aderenza al modello Eat-Lancet, minore risultava il rischio di ammalarsi.

Cos’è davvero la dieta planetaria Eat-Lancet

Ma cos’è, nello specifico, ladieta planetaria Eat-Lancet”? È un regime alimentare che nasce con l’obiettivo di unire salute umana e sostenibilità ambientale e che punta su frutta, verdura, legumi, cereali, quantità moderate di carne magra e latticini, e che allo stesso tempo limita zuccheri e grassi aggiunti. Un equilibrio che, secondo gli autori dello studio, può tradursi in un beneficio concreto per i reni, organi particolarmente sensibili ai processi infiammatori e allo stress ossidativo. In realtà, il legame tra alimentazione e salute renale non è una novità assoluta.

Più vegetali a tavola, meno malattie renali: la prova arriva da 12 anni di studi

La dieta planetaria Eat-Lancet nasce per unire salute umana e sostenibilità ambientale

Studi precedenti avevano infatti già mostrato come modelli alimentari ricchi di verdure, frutta e frutta secca, e poveri di carne rossa, fossero associati a un rischio più basso di sviluppare la malattia renale cronica. Tuttavia, ciò che distingue la dieta Eat-Lancet è l’attenzione specifica alla riduzione di zuccheri e grassi aggiunti. Secondo i ricercatori, questo aspetto può avere un ruolo decisivo nel contenere l’infiammazione e la produzione di radicali liberi, due fattori che nel tempo mettono sotto pressione la funzione renale.

I princìpi della dieta planetaria Eat-Lancet

La dieta planetaria Eat-Lancet propone un modello alimentare pensato per tutelare sia la salute umana sia l’ambiente. Si basa su un consumo prevalente di alimenti vegetali: verdura, frutta, legumi, cereali integrali e frutta secca. Le proteine animali sono ammesse in quantità limitate, con forte riduzione di carne rossa e zuccheri aggiunti. Promuove grassi insaturi al posto di quelli saturi e un apporto calorico equilibrato. L’obiettivo è prevenire malattie croniche e ridurre l’impatto ambientale dei sistemi alimentari, contribuendo alla sostenibilità delle risorse naturali e alla sicurezza alimentare globale.

Quando l’alimentazione conta più dell’ambiente

I numeri parlano chiaro: le persone più fedeli a questo modello alimentare hanno mostrato in media una riduzione del rischio del 17%. Un dato che diventa ancora più interessante se si guarda a un dettaglio emerso dall’analisi: il beneficio risulta più marcato tra chi vive in aree con pochi spazi verdi. In altre parole, una dieta più equilibrata sembra compensare, almeno in parte, un ambiente meno favorevole dal punto di vista della qualità della vita e dell’esposizione a fattori protettivi come il verde urbano. Il messaggio che arriva da questa ricerca non ha il tono di una prescrizione rigida, ma piuttosto quello di un invito a ripensare il rapporto quotidiano con il cibo. Portare più vegetali nel piatto, ridurre gli eccessi di zuccheri e grassi, scegliere ingredienti semplici e stagionali non è solo una scelta etica o ambientale, ma può diventare una strategia concreta di prevenzione.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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