Ci sono vini che sanno di storia, segnano la letteratura, entrano nei dizionari: il vino Nobile di Montepulciano appartiene a questo club esclusivo, e le cantine come “Podere Casanova” scelgono Milano, e precisamente il “Wine Tip” di via Morbelli, per dare un segnale forte al mercato e agli appassionati. Wine Tip è una specie di cassaforte-show room per amanti del vino, collezionisti e ristoratori, che così a Milano trovano uno spazio dedicato dove acquistare, degustare e conservare le migliori e più rare bottiglie, italiane ed estere.

Podere Casanova: i vini degustati a Milano
Podere Casanova: tra sostenibilità, innovazione e legame con il territorio
La storia, dicevamo, quella di un’istituzione enologica come questo rosso toscano, Documentata a partire da un atto del 1350 che riporta le clausole per il commercio del vino di Montepulciano, ha il suo terreno fertile nelle vicende personali: ad esempio, quelle dei titolari di “Podere Casanova”, i coniugi Susanna Ponzin e Isidoro Rebatto, una famiglia di imprenditori prestata alla viticoltura. Isidoro e Susanna sono impegnati sin dalla gioventù in imprese legate alla sostenibilità, in particolare attraverso il recupero di centrali idroelettriche dismesse e riattivate per la produzione di energia pulita. La decisione di ridare nuova vita al Podere Casanova nasce da questa visione e dalla seduzione della bellezza, dal piacere del gusto, dall’armonia dei paesaggi. La nuova scommessa è partita circa dieci anni fa, anche per raccontare le unicità e le affinità intercorrenti fra i luoghi d’origine di Susanna e Isidoro, il Veneto, e il territorio toscano: evocate dal brand Casanova, in memoria del celebre avventuriero, agente segreto e letterato Giacomo Girolamo, veneto anche lui.

I vigneti di Pdere Casanova
L'ambiente pedoclimatico, ossia le colline in vista del comune di Montepulciano (Si), è quanto mai favorevole alla formazione di polifenoli e antociani dell’uva, grazie alle rilevanti escursioni termiche che caratterizzano il vigneto, circondato da un fitto bosco ad ovest e dai laghi di Chiusi, Montepulciano e Trasimeno guardando ad est. I terreni, disposti su più versanti, danno origine a cru di gran pregio grazie a matrici diverse: di impasto misto (sabbia, argilla, limo) o di ghiaia-sabbia o ghiaia-argilla.
Annate a confronto: il Vino Nobile come specchio del vigneto e della vendemmia
«La scelta caratterizzante - racconta Isidoro Rebatto - è stata quella di produrre in modo biologico ed ecosostenibile, un processo di conversione iniziato ufficialmente nel 2021: a parte le questioni di marketing, è stata la naturale applicazione della nostra filosofia di vita, una scelta di responsabilità nei confronti del pianeta e dei luoghi che abitiamo. La verticale del vino Nobile di Montepulciano che offriamo alla stampa è il frutto di queste profonde convinzioni, e spazia dalla vendemmia 2014 fino alla 2021; è chiaro che ogni annata si porta dietro pregi e difetti, perché il vino non manipolato è sempre lo specchio abbastanza fedele di quello che succede nel vigneto. Che, detto per inciso, è sempre più difficile da governare: le colline su cui si trovano i nostri vigneti sono sempre più calde, d’estate, si arriva facilmente a 41 gradi, per cui le piante vengono sottoposte ad uno stress notevole».

Isidoro Rebatto, titolare di Podere Casanova
Quindi prosegue: «Meno male che il clima risulta fortemente influenzato dai boschi e dai laghi che ci circondano, in modo da garantire quell’escursione termica fra notte e giorno che sa regalare al vino eleganza, complessità aromatica, acidità elevata e quindi longevità. Ed è proprio quest’ultima che potrete apprezzare oggi, ossia quante diverse sfumature il Nobile di Montepulciano possa esibire nel corso degli anni, fino a costituire una sorpresa continua. Nel calice troverete anche la vendemmia 2021, che vi propongo a titolo di esperimento, perché i nostri tempi di affinamento sono molto lunghi, più di quelli già considerevoli imposti a tutti dal disciplinare di produzione: significa che non ci presentiamo al mercato prima di cinque anni dalla vendemmia. Significa anche che la 2021 può aspettare ancora dodici mesi e magari qualcosa in più, essendo ad oggi un po’ irruente e ricca di tannini non perfettamente levigati».

La verticale di 8 annate di Vino Nobile di Montepulciano di Podere Casanova
Le varie annate sono passate in rassegna come le modelle sul red carpet, tutte somiglianti e diverse al tempo stesso, rivelatrici di personalità ben precise per chi abbia la pazienza di fermarsi a riflettere, dopo aver assaggiato. La 2016, ad esempio, ci ha stupito per la sua grande complessità, visto che non mancavano i sentori di frutti rossi, che aprivano la strada alla parte balsamica e di seguito alle spezie orientali: il tannino era ancora vivo e vegeto, come pure la freschezza. Più spostata sulla frutta matura e sul calore alcolico la vendemmia 2015, ed è stato proprio il confronto fra più espressioni nobili del Nobile a costituire il cuore dello svago, che in poco più di un’ora ha attraversato otto annate: compresa la 2021, non così acerba come Isidoro l’ha dipinta, ma sicuramente ricca di grandi potenzialità da scoprire, aspettare, pregustare.
Degustazione e abbinamenti: la Toscana a Milano con i piatti di Davide Negri
La performance quasi olimpica, vista l’ambientazione milanese, di Podere Casanova, è proseguita con gli abbinamenti alla cucina da vero ultrà (nel senso di fedeltà alla Toscana) dello chef Davide Negri: e pertanto abbiamo passato in rassegna i crostini con fegatini di pollo al tartufo nero, medaglia d’oro non per l’originalità ma per l’equilibrio tra sensazioni tattili e saline; le pappardelle fresche con ragù di cinghiale al coltello, un vero trionfo di semplicità e ingegno; il peposo toscano con polentina morbida e i cantuccini col passito Igt “Mistico” 2018, mentre le pietanze salate erano abbinati al Rosso Igt Supertuscan “Irripetibile” 2020, al Rosso Igt Supertuscan “Leggenda” 2018 e al Rosso di Montepulciano Doc 2019, servito in apertura con i crostini.

Le pappardelle fresche con ragù di cinghiale al coltello
Di quest’ultimo è d’uopo parlare e scrivere, in quanto nessuno dei giornalisti ed esperti presenti all’evento, tutti più o meno cresciuti, educati e navigati “nel” vino, potremmo anche dire immersi, aveva fatto caso all’annata. Intendiamo dire che un prodotto del 2019 raramente presenta una verve così giovanile e frutti rossi vari (ciliegia acerba, lampone, ribes) così presenti ed incisivi, anche grazie a un’armoniosa freschezza.

Il peposo toscano con polentina morbida
Una magnifica sorpresa da parte di un vino che in teoria dovrebbe essere il paggio del Nobile Cavaliere di Montepulciano, l’umile damigella da mescita al banco a fronte della maestà del Gran Signore, ed ha invece rivelato una personalità e una gioia di vivere che danno pienamente ragione a tutti gli sforzi progettuali di Isidoro Rebatto e Susanna Ponzin.
Strada Provinciale 326 Est 196 - località Tre Berte 53045 Montepulciano (Si)