Il Natale appena passato ha delineato un nuovo profilo per i consumi di alcolici in Italia. Non più esclusivamente bevitori tradizionali, ma italiani orientati a un consumo più consapevole e qualitativo. I dati Circana relativi a novembre-dicembre 2025 mostrano che il 42% della popolazione si definisce bevitore solo nelle occasioni speciali, con Natale e Capodanno ancora punti cardine. L’indicazione è chiara: non si tratta di una diminuzione dei consumi, ma di un cambiamento culturale nella modalità di approccio alle bevande alcoliche.

A Natale 2025 boom dei cocktail low e zero alcol
La moderazione come scelta quotidiana
Tra gli italiani, quasi il 90% dichiara di adottare comportamenti responsabili nel consumo, specialmente quando è necessario guidare o svolgere attività che richiedono attenzione. Il mercato dei prodotti no e low alcohol in Europa ha raggiunto 1,7 miliardi di euro nel 2025, segnando una crescita del 10% rispetto all’anno precedente. Parallelamente, le bevande con gradazione alcolica tra gli 8 e i 12° hanno registrato un incremento del 35% tra il 2023 e il 2025, confermando la preferenza per un consumo moderato, più che per l’astinenza totale.
Donne, gusto e ingredienti funzionali
Il trend della moderazione si combina con un’attenzione crescente alla qualità e alla personalizzazione dei drink. Il 68% delle consumatrici privilegia bevande dal gusto equilibrato e gradazione controllata. Gli ingredienti funzionali - frutta, erbe aromatiche e infusi casalinghi - sono sempre più richiesti nei cocktail, aggiungendo originalità e valorizzando le ricette tradizionali. Parallelamente, cresce il consumo conviviale in contesti domestici, con cocktail party e cene a tema, confermando uno spostamento parziale dei volumi dal canale Horeca alla dimensione privata. Gli spirits mixabili, ad esempio, hanno registrato un aumento di quasi 192 mila litri rispetto al 2024.
Zebra striping e Damp January: nuove tendenze
Tra i fenomeni emergenti del 2025, lo zebra striping ha catturato l’attenzione degli operatori: alternare cocktail alcolici e mocktail nella stessa occasione si è trasformato in un rituale di stile e autocontrollo. Il Dry January, noto come mese “a secco”, ha invece subito un’evoluzione verso un “Damp January”, con la riduzione consapevole dell’alcol invece dell’astinenza totale. Questo approccio risulta particolarmente diffuso tra i giovani, che preferiscono una moderazione costante piuttosto che rinunce stagionali.

Il Dry January è un ricordo: ora emerge il Damp January
Evoluzione del consumo fuori casa e domestico
Nel settore Horeca, le vendite di spirits e aperitivi alcolici hanno registrato una leggera flessione pari a -1,4% a volume e -1,8% a valore. Tuttavia, il dato non indica una crisi ma uno spostamento dei consumi verso il contesto domestico. La convivialità domestica si conferma una scelta socialmente appagante, dove la ricerca del mix giusto e di ingredienti di qualità è centrale. Contemporaneamente, la cultura della moderazione si riflette anche nella proposta dei brand, che ampliano l’offerta di drink low e zero alcol per rispondere a un pubblico più attento e selettivo.
Verso una nuova cultura del bere
I trend rilevati evidenziano come gli italiani stiano ridefinendo il concetto di consumo di alcolici: la gradazione moderata, la qualità degli ingredienti, la convivialità domestica e la responsabilità sono parametri sempre più rilevanti. La cultura del bere evolve, senza rinunciare al piacere, e punta a un consumo più consapevole, orientato alla socialità e alla valorizzazione della bevanda come esperienza, più che come semplice quantità.