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giovedì 19 febbraio 2026  | aggiornato alle 22:50 | 117511 articoli pubblicati

a rimini

Mixology Attraction: quando il bere miscelato si trasforma in business reale

Mixology Attraction conferma il suo ruolo chiave nel comparto del bere miscelato, distinguendosi per focus su business e contatti concreti. Gli espositori puntano su format immersivi, degustazioni in vetro e opportunità operative

 
19 febbraio 2026 | 18:13

Mixology Attraction: quando il bere miscelato si trasforma in business reale

Mixology Attraction conferma il suo ruolo chiave nel comparto del bere miscelato, distinguendosi per focus su business e contatti concreti. Gli espositori puntano su format immersivi, degustazioni in vetro e opportunità operative

19 febbraio 2026 | 18:13
 

Tutti pazzi per Mixology Attraction a Rimini: la fiera dove si “passa” non per apparire, ma per lavorare davvero. «Si viene per fissare appuntamenti, fare scouting mirato, testare e acquistare prodotti», osserva Riccardo Aldinucci, fondatore di Cocktail in Lattina. Al quarto anno, Mixology Attraction non è più un’area “a lato” della zona birra. È diventata un comparto riconoscibile della manifestazione - e un indicatore sempre più chiaro di dove si sta spostando il baricentro del settore. Lo confermano i numeri diffusi dagli organizzatori: lo spazio espositivo dedicato al bere miscelato è cresciuto del 39%. Un segnale di investimenti, centralità e soprattutto di pubblico professionale che torna in fiera per cercare relazioni utili e opportunità concrete. «Per un espositore una fiera è utile quando porta nuovi contatti e occasioni reali. E Rimini adempie a entrambi gli obiettivi», aggiunge Aldinucci.

Mixology Attraction: quando il bere miscelato si trasforma in business reale

Rimini è sempre più protagonista della mixology italiana

Roma Bar Show e Mixology Attraction: la differenza tra festa e business

Se chi lavora nel settore guarda a Rimini con crescente attenzione, è anche per una ragione molto pratica: il calendario. «Rimini sta diventando un punto di riferimento per l’industry. È ben organizzata e cade in un periodo dell’anno strategico per la presentazione di nuovi prodotti, quando i locali rinnovano i contratti con i fornitori», osserva Gabriele Rondani, direttore marketing e commerciale di Spirits & Colori, presente a Rimini da tre anni. «Chi presenta novità trova interlocutori che hanno ancora margine e risorse economiche», dice Rondani: tradotto, qui non si viene solo per “fare presenza”, ma per trasformare l’interesse in business.

Mixology Attraction: quando il bere miscelato si trasforma in business reale

Mixology Attraction: opportunità di business reali

Sulla stessa linea Simone Baggio, titolare de L’Alchimista (Castelfranco Veneto), guest nello stand Illva di Saronno: «Roma Bar Show è la grande festa italiana del bere miscelato, mentre Rimini è la fiera dove si fa business». Due funzioni diverse, due momenti diversi dell’anno: uno alimenta comunità, visibilità e racconto; l’altro lavora su agende, portfolio e ordini. In sintesi: a Roma si costruisce desiderabilità, a Rimini si firmano contratti.

I big investono: format, ritorni e spazi “da vendita”

Il “peso” di Mixology Attraction si misura anche da un altro indicatore: quanti big decidono di investirci - e quanto. Negli anni crescono i marchi che portano in fiera soldi, personale, tempo e soprattutto progetti strutturati. Aperol (Campari) ha puntato su un format immersivo, portando un vero e proprio villaggio esperienziale pensato per far vivere il prodotto “a 360 gradi”, tra musica, food e intrattenimento.

Mixology Attraction: quando il bere miscelato si trasforma in business reale

Velier è tornato con uno spazio importante

E Velier, da tempo assente dalle fiere, è tornata con uno spazio importante diviso tra sala vendite e area bar, con una drink list di classici che spaziava dal Martini al Penicillin. E poi c’è un plus operativo che a Rimini fa la differenza: la possibilità di offrire drink preparati al momento e serviti in vetro, un dettaglio che incide su degustazione, racconto e qualità percepita. In altri contesti fieristici non sempre è possibile: a Milano, alla Mixology Experience, per esempio, non si poteva fare servizio bar.

Montasio Cattel

Trend: low/no, ready to drink e “ingredienti sensoriali”

Sul fronte tendenze, l’attenzione resta puntata soprattutto sul low/no alcol, spesso indicato come uno dei segmenti più dinamici in una fase complessa per il comparto. Ma non tutti sono convinti che la corsa allo zero sia destinata a diventare un’abitudine stabile. «Per fortuna io gestisco un cocktail bar che punta sui classici. Non seguo le mode e non mi interessano. Detto questo, non sono convinto che la tendenza allo 0 e al low alcohol si trasformerà in stile di vita e di consumo: i cocktail analcolici o a bassa gradazione raramente sono armonici come i drink alcolici e non danno lo stesso piacere», afferma Alex Frezza, titolare de L’Antiquario (Napoli).

Mixology Attraction: quando il bere miscelato si trasforma in business reale

Crescono i ready to drink

Crescono anche i cocktail alla spina, ma soprattutto si moltiplicano le proposte ready to drink, sempre più presenti come risposta a due esigenze chiave dei bar: velocità di servizio e standardizzazione, anche in assenza di personale esperto.

Mixology Attraction: quando il bere miscelato si trasforma in business reale

Anche Cinzano è stata protagonista a Rimini

Un esempio: Cinzano Bitter Soda, bevanda a base di vino, di colore rosso brillante e a bassa gradazione (8,5%). Tra gli ingredienti “in chiave wow” torna a farsi notare anche il fiore elettrico. «Non è una novità in senso assoluto: a usarlo per primo in Italia in miscelazione fu oltre dieci anni fa Dario Comini», puntualizza Frezza. La novità è un’altra: oggi l’Acmella oleracea sta diventando sempre più diffusa, fino a essere usata come elemento identitario anche negli spirits. È il caso di Tesla Gin, che lega il proprio racconto proprio al “fiore elettrico”, spostando l’attenzione dall’aroma alla sensazione.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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