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venerdì 20 febbraio 2026  | aggiornato alle 15:24 | 117529 articoli pubblicati

vino “giusto”

Slow Wine Fair torna a Bologna con 1.100 cantine e una sfida etica sul vino

Dal lavoro nei vigneti alla tutela dei territori, l’edizione 2026 mette sotto la lente l’impatto sociale della filiera e propone un modello produttivo che lega qualità, diritti e sviluppo locale in un’unica visione condivisa

 
20 febbraio 2026 | 11:13

Slow Wine Fair torna a Bologna con 1.100 cantine e una sfida etica sul vino

Dal lavoro nei vigneti alla tutela dei territori, l’edizione 2026 mette sotto la lente l’impatto sociale della filiera e propone un modello produttivo che lega qualità, diritti e sviluppo locale in un’unica visione condivisa

20 febbraio 2026 | 11:13
 

Tutto pronto per la quinta edizione della Slow Wine Fair che, da domenica 22 a martedì 24 febbraio, invaderà con i suoi vignaioli il centro fieristico felsineo. Promosso da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food e il patrocinio del ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, del Comune di Bologna, della Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Bologna e di Confcommercio Ascom Bologna, l’appuntamento, che rinnova l'abbinamento con Sana Food, si presenta come un osservatorio critico e propositivo sulla filiera vitivinicola, puntando a raccontare un vino che sia insieme buono, pulito e, soprattutto, giusto.

Slow Wine Fair torna a Bologna con 1.100 cantine e una sfida etica sul vino

Slow Wine Fair torna da domenica 22 a martedì 24 febbraio

Il vino giusto: tra qualità sensoriale e responsabilità sociale

Per la sua quinta edizione Slow Wine Fair apre un nuovo capitolo di riflessione: il concetto divino giusto”, che amplia la prospettiva oltre la qualità organolettica e la sostenibilità ambientale per esplorare l'impatto sociale della produzione. Dopo i focus su suolo, packaging e logistica, l'edizione 2026 mette al centro il valore delle relazioni umane nella filiera: lavoro dignitoso, inclusione, valorizzazione dei territori e opportunità per le comunità locali. Un vino davvero giusto, secondo Slow Food, non sfrutta lavoratori né territori, ma crea valore condiviso. Su questi temi la manifestazione promuoverà dialoghi tra produttori, esperti, ricercatori, consorzi, istituzioni, buyer e operatori Horeca, con conferenze e incontri online a partire da gennaio e appuntamenti in fiera nei tre giorni dell'evento. L'evento invita a riflettere su come il vino possa diventare strumento di integrazione dei lavoratori stranieri, leva per l'imprenditoria femminile e giovanile e motore di rigenerazione delle terre alte: aree marginali ma ricche di potenzialità. È una sfida complessa che richiede visione, alleanze e scelte produttive coraggiose, e che la Slow Wine Fair intende mettere al centro dell'agenda professionale ed etica del settore.

Per Gianpiero Calzolari, presidente BolognaFiere, «Slow Wine Fair si conferma una piattaforma che unisce valore culturale, visione internazionale e una filiera sempre più attenta alla sostenibilità. Il tema del vino giusto amplia lo sguardo sulla dimensione sociale del settore, mettendo al centro lavoro dignitoso, inclusione e responsabilità verso i territori. Per BolognaFiere, Slow Wine Fair e Sana Food rappresentano appuntamenti chiave dedicati al canale Horeca e alla qualità dei consumi fuori casa, ambizioni nei quali vogliamo generare contenuti, connessioni e nuove opportunità di business. La sinergia con Slow Food rafforza questo percorso per la costruzione di un ecosistema che promuove competenze, responsabilità e una cultura del cibo e del vino capace di creare valore per l'intera filiera».

Slow Wine Fair torna a Bologna con 1.100 cantine e una sfida etica sul vino

La conferenza stampa di presentazione di Slow Wine Fair 2026

Federico Varazi, vicepresidente Slow Food Italia, sottolinea invece come con l'edizione 2026 «si vuole affermare con chiarezza che la qualità del vino non può essere separata dalla qualità del lavoro. Parlare di un vino “buono, pulito e giusto” significa assumersi una responsabilità politica verso i territori e le persone che li abitano. Oggi, in un sistema economico che premia la competizione al ribasso, non è accettabile che proprio l'agricoltura e la ristorazione, settori simbolo della nostra identità culturale, siano tra i più esposti allo sfruttamento lavorativo e al caporalato. Difendere il lavoro agricolo significa difendere le comunità rurali, garantire dignità ai lavoratori migranti, creare opportunità per i giovani e per le donne che vogliono costruire impresa nelle aree interne e nelle Terre Alte. Significa anche rivendicare un modello diverso di sviluppo, capace di generare ricchezza diffusa e non profitti concentrati in poche aziende. Ogni bottiglia di vino racconta tutto questo: il modo in cui si coltiva la vigna, le relazioni tra chi produce e chi lavora, la cura o l'abbandono dei territori. Per questo chiediamo a chi beve vino di compiere una scelta politica e culturale, non solo gastronomica. Perché giustizia sociale e ambientale non sono un elemento accessorio del vino: sono la sua sostanza».

Giancarlo Gariglio di Slow Wine evidenzia, infine, come giunti a questa quinta edizione della fiera si posso fare un primo punto sull'identità che la fiera sta assumendo. «Per prima cosa la qualità altissima delle cantine coinvolte, selezionate sia dal punto di vista dei vini sia per le pratiche agricole ed enologiche impiegate. Altrettanto distintiva è la percentuale di realtà certificate biologiche, biodinamiche o in conversione, che oltrepassa il 60%. Questa grandissima omogeneità degli espositori fa sì che la Fiera attiri ormai un parterre di operatori dell'Horeca italiana di alto livello e sia sempre più in crescita anche l'interesse da parte degli operatori stranieri che hanno compreso come sta accadendo qualcosa di importante a Bologna. Ma la Fair non è solo vino. Anche per le altre filiere il nostro impegno è volto all'eccellenza, come per la selezione di amari, per i roaster che portano alla Slow Wine Fair alcuni dei migliori caffè italiani e non solo, per l'offerta sia dei sidri sia degli spirits, in crescita anche quest'anno. Accanto all'unicità dei prodotti presentati, la Slow Wine Fair si distingue perché avvia il dibattito sui temi legati alla sostenibilità ambientale, alla tutela del paesaggio e alla giustizia sociale in ambito agricolo. E, inoltre, avvicina un pubblico di appassionati giovani, proprio quel segmento di consumatori che sembra essere meno vicino al consumo di vino, ma che forse ha solo bisogno di conoscere il prodotto da un punto di vista più affine alle loro idee».

I numeri della passata edizione di Slow Wine Fair

La Slow Wine Fair 2025, tenutasi per la prima volta in contemporanea con Sana Food, ha registrato 15mila ingressi, con una crescita di oltre il 20% rispetto all'edizione precedente. La manifestazione ha ospitato oltre mille cantine provenienti da tutte le regioni italiane e da 32 Paesi; più di 750 cantine erano certificate biologiche, biodinamiche o in conversione. I visitatori hanno degustato 6mila etichette, partecipato a 17 masterclass, seguito 21 conferenze e preso parte a 58 degustazioni tra Mixology Lab e spazi istituzionali. Sul fronte B2B sono stati realizzati oltre 2mila appuntamenti professionali, con 300 buyer internazionali selezionati in collaborazione con Ice.

Slow Wine Fair torna a Bologna con 1.100 cantine e una sfida etica sul vino

La Slow Wine Fair 2025 ha registrato 15mila ingressi

Come detto, anche quest'anno Slow Wine Fair rinnova la concomitanza con Sana Food, il format professionale sull'alimentazione sana, sostenibile e di qualità rivolto al canale Horeca e al retail specializzato. L'edizione 2026 segna un passo avanti nella collaborazione: per la prima volta Slow Food Promozione entra ufficializzare nel padiglione di Sana Food (18), invitando produttori delle reti Slow Food, appuntamenti formativi, degustazioni e momenti di confronto. Con un unico biglietto e padiglioni contigui, la sinergia crea una piattaforma integrata che unisce cibo e vino, business e cultura, fornendo strumenti concreti agli operatori per rispondere alla domanda di responsabilità, trasparenza e sostenibilità.

I protagonisti in fiera: vini, amari, spirits, caffè e sidri

Oltre 1.100 cantine, selezionate secondo criteri rigorosi dal punto di vista agronomico ed enologico, per oltre il 60% certificate biologiche e accomunate da un approccio artigianale e coerente alla produzione, occuperanno i padiglioni 15 e 20, organizzate per aree territoriali. I vignaioli aderenti condividono ilManifesto per il vino buono, pulito e giusto”, praticando sostenibilità ambientale, rispetto del paesaggio, valorizzazione delle comunità agricole e tutela della biodiversità. L'area spirits mette al centro la mixology, con particolare rilievo per gli amari grazie alla sesta edizione della Fiera dell'Amaro d'Italia. Tornano i torrefattori della Slow Food Coffee Coalition per esplorare analogie tra vino e caffè; i produttori di sidro confermano la crescente presenza della bevanda nel panorama italiano e internazionale. Inoltre, un'area espositiva dedicata alla supply chain presenterà macchinari e tecnologie per una produzione sostenibile.

Montasio Cattel

La Banca del Vino e le vecchie annate

Per la prima volta la Slow Wine Fair ospiterà una nuova area dedicata alle vecchie annate della Banca del Vino di Pollenzo, che mette a disposizione bottiglie rare e millesimi difficili da reperire. L'esperienza si articola in una rotazione quotidiana di etichette nella Wine Emotion e nei Temporary Tastings più raccolti e programmati.

Premi, masterclass ed eventi off

Tornano il Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow - che nel 2026 amplia le categorie includendo la selezione del caffè - e le conferenze dell'Arena Slow Wine Reale Mutua, oltre agli incontri in Casa Slow Food incentrati sul vino come motore di inclusione e sviluppo sociale. Le masterclass approfondiranno millesimi, terroir e produttori; gli eventi off, distribuiti in città e dintorni, offriranno percorsi di approfondimento per professionisti e appassionati. Le conferenze online, tra gennaio e febbraio, introdurranno i temi dell'edizione e prepareranno il pubblico e i produttori ai contenuti della fiera.

Slow Wine Fair torna a Bologna con 1.100 cantine e una sfida etica sul vino

A Slow Wine Fair presenti oltre 1.100 cantine

Il Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow

Il premio, assegnato da pubblico e giuria di esperti, valorizza le migliori carte dei vini italiani e internazionali. Nel 2026 il contest torna con nuove categorie territoriali e una sezione dedicata al mondo degli amari e al caffè; il 23 febbraio saranno consegnati 140 riconoscimenti (10 per ciascuna delle 14 categorie). Gli otto terroir in gara includono premi territoriali italiani (Franciacorta, Bolgheri, Valtenesi, Cerasuolo di Vittoria) e internazionali (Côte de Beaune, Médoc, Baleari, Azzorre, Sud America). Le categorie tematiche premiano invece vitigni autoctoni, vini certificati, qualità/prezzo e selezioni legate al Manifesto del vino buono, pulito e giusto, oltre alle sezioni dedicate agli amari e al caffè.

Un modello di filiera etica che ridefinisce il futuro del vino

Slow Wine Fair 2026 si conferma quindi non solo vetrina di cantine selezionate secondo il Manifesto Slow Food, ma piattaforma critica e propositiva per ripensare il vino come leva di sviluppo sostenibile e giustizia sociale. In una fase segnata da profonde trasformazioni economiche e sociali, scegliere di investire sulla qualità significa assumersi una responsabilità collettiva: promuovere produzioni che riducono gli sprechi, valorizzano ciò che beviamo e mangiamo e sostengono filiere trasparenti e giuste. Un appuntamento che invita il settore a farsi apripista di pratiche produttive e distributive più eque e vettore di responsabilità sociale, nella condizione di poter incidere positivamente sull’intera filiera di produzione agricola.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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