Relais & Châteaux torna a celebrare il periodo delle feste con un gesto che unisce ospitalità, artigianato e cultura gastronomica. Per il Natale 2025, sei dimore italiane della rete propongono altrettanti panettoni d’autore, nati dall’incontro tra memoria locale e creatività contemporanea. Ogni lievitato diventa così una piccola narrazione del territorio, firmata da chef e pastry chef che trasformano la tradizione in un racconto di identità.
Da Vittorio - Brusaporto (Bergamo): la dolcezza lombarda tra memoria e misura

Il panettone di Da Vittorio
Nella dimora dei fratelli Cerea, il panettone conserva l’equilibrio della grande tradizione lombarda. Profuma di burro, miele e vaniglia, ma rivela anche un tocco enologico con albicocca e Collio Picolit Doc. Un dolce nato come edizione limitata, oggi parte della produzione stabile del laboratorio Da Vittorio Selection, che mantiene l’impronta familiare e la cura tipica della pasticceria bergamasca.
Villa Crespi - Orta San Giulio (Novara): la lievitazione come gesto di pazienza

Il panettone di Villa Crespi
Antonino Cannavacciuolo e la sua squadra propongono panettoni che uniscono rigore tecnico e sensibilità mediterranea. Ogni pezzo nasce da 36 ore di lievitazione e cinque passaggi d’impasto, per un risultato che parla di lentezza e precisione. Le varianti 2025 - pere, cannella e zenzero e integrale con cioccolato e frutti rossi - mettono in dialogo nord e sud, montagna e mare, in un racconto di gusto e equilibrio.
Le Calandre - Rubano (Padova): cacao e tartufo per un rito contemporaneo

Il panettone de Le Calandre
La famiglia Alajmo propone un dolce che unisce artigianato e design. Il “Lievitato Ducale” della collezione 2025 è racchiuso in una latta firmata Philippe Starck e si distingue per l’impasto al cacao e burro, con gianduia, gocce di cioccolato fondente e una crema al tartufo bianco in accompagnamento. Un dolce concettuale che interpreta il Natale come momento di riflessione sul gusto e sul gesto creativo.
Il Luogo Aimo e Nadia - Milano: la città e il suo simbolo

Il panettone de Il Luogo Aimo e Nadia
Milano e il panettone condividono una storia secolare. Gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani rendono omaggio a questa eredità con un dolce di lievito madre vivo e lunga maturazione naturale, caratterizzato da profumi di agrumi e vaniglia. La loro versione non stravolge la tradizione, ma ne riafferma il senso più autentico: riconoscere la qualità delle materie prime e restituire al gesto del forno un valore di artigianalità quotidiana.
Antica Corona Reale - Cervere (Cuneo): il Moscato come memoria piemontese

Il panettone di Antica Corona Reale
Lo chef Gian Piero Vivalda firma un panettone che racconta il Piemonte attraverso i suoi ingredienti. Il Moscato Saracco, inserito nell’impasto, regala note eleganti e aromatiche. Farine biologiche, burro piemontese Inalpi, scorze d’arancia candite a freddo Agrimontana e vaniglia del Madagascar definiscono un processo che dura oltre 55 ore. Un tempo lungo, coerente con l’idea di una cucina che rispetta la materia e i suoi ritmi.
Taverna Estia - Brusciano (Napoli): un panettone che sa di Sud

Il panettone di Taverna Estia
Il “Panettone Vesuviano” di Francesco Sposito restituisce il profumo degli agrumi e la generosità del Sud. Le albicocche Pellecchielle del Vesuvio, la lievitazione naturale di 36 ore e una selezione attenta di ingredienti locali compongono un dolce che evoca il paesaggio campano: solare, intenso e profondamente identitario.