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sabato 31 gennaio 2026  | aggiornato alle 20:02 | 117122 articoli pubblicati

Dazi sui formaggi europei: la Cina fa retrofront e li abbassa

Da tariffe fino al 42,7% di fine dicembre a una nuova soglia tra il 7,4% e l’11,2%: Pechino corregge la linea dura sul comparto caseario europeo, in un mercato che per l’Italia pesa ancora poco sull’export

 
31 gennaio 2026 | 16:08

Dazi sui formaggi europei: la Cina fa retrofront e li abbassa

Da tariffe fino al 42,7% di fine dicembre a una nuova soglia tra il 7,4% e l’11,2%: Pechino corregge la linea dura sul comparto caseario europeo, in un mercato che per l’Italia pesa ancora poco sull’export

31 gennaio 2026 | 16:08
 

La Cina ha deciso di abbassare i dazi aggiuntivi sui prodotti lattiero-caseari importati dall’Unione europea, fissandoli in una forbice compresa tra il 7,4% e l’11,2%. Una correzione significativa rispetto alle tariffe provvisorie che, fino a poche settimane fa, arrivavano a sfiorare il 42,7%. La decisione è stata resa nota su X da Copa-Cogeca (l’organizzazione che rappresenta gli interessi degli agricoltori e delle cooperative agricole dell’Unione europea) al termine dell’istruttoria anti-dumping avviata da Pechino nei confronti dell’Ue.

Dazi sui formaggi europei: la Cina fa retrofront e li abbassa

Dietrofront di Pechino sui formaggi europei: dazi ridotti tra il 7,4% e l’11,2%

La soddisfazione di Coldiretti e Filiera Italia

Ad accogliere subito e con soddisfazione la scelta del Governo cinese sono state Coldiretti e Filiera Italia, che hanno parlato di un segnale politico oltre che, ovviamente, economico: «La riduzione dei dazi sui formaggi annunciata dalla Cina risponde alle nostre richieste e rappresenta una svolta importante per sostenere le potenzialità di crescita sul mercato asiatico di un export il cui valore è triplicato negli ultimi cinque anni, prima di conoscere una battuta d’arresto proprio a causa dello scontro commerciale» hanno scritto in un comunicato congiunto Ettore Prandini e Luigi Scordamaglia.

Dal braccio di ferro commerciale al dietrofront di Pechino

Per capire il senso di questo dietrofront bisogna tornare a fine dicembre, quando il ministero del Commercio di Pechino (guidato da Wang Wentao) aveva annunciato l’imposizione di dazi provvisori fino al 42,7% su latte e formaggi provenienti dall’Unione europea. La mossa arrivava dopo un’indagine avviata nell’agosto 2024, in una fase di forti tensioni fra Bruxelles e Pechino. Secondo le autorità cinesi, i prodotti europei beneficiavano di sussidi tali da danneggiare l’industria nazionale. La lettura politica, però, era evidente: una risposta speculare all’inchiesta europea sui sussidi alle case automobilistiche cinesi attive nel settore dei veicoli elettrici. Un segnale che mette così fine, almeno per ora, allo scontro sui prodotti lattiero-caseari europei.

Eppure, al di là del clamore mediatico, ricordiamo, il peso reale della Cina per il comparto caseario italiano è limitato. Il mercato cinese vale infatti circa il 2% dell’export complessivo dei formaggi tricolori (70 milioni di euro l’anno su un volume di circa 11.500 tonnellate). Inoltre, l’85% delle spedizioni riguarda prodotti freschi come mascarpone, burrate, mozzarelle e stracciatella. Detto ciò, i formaggi rappresentano comunque il secondo prodotto agroalimentare italiano esportato in Cina dopo il vino, in un quadro che nel 2024 ha visto l’export complessivo di cibo italiano superare i 600 milioni di euro.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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